Evasione fiscale, dai medici ai ristoratori: quali categorie sono a maggiore rischio in Italia

Le dichiarazioni dei redditi mostrano forti differenze tra categorie professionali: medici e commercialisti ai primi posti per affidabilità

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Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

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Le ultime dichiarazioni dei redditi presentate, quelle relative all’anno 2025, mostrano una forte distanza tra le categorie professionali più affidabili dal Fisco ed altre considerate a maggiore rischio evasione.

Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Economia e delle Finanze analizzati dal Sole 24 Ore, tra i contribuenti con i livelli più elevati di affidabilità fiscale figurano medici, commercialisti, consulenti del lavoro, ingegneri e professioni sanitarie. Sul fronte opposto si trovano invece ristoratori, venditori ambulanti, tassisti, noleggiatori con conducente e concessionarie di automobili.

Come funziona la pagella fiscale degli Isa

Partiamo dai fondamentali: in Italia a misurare il grado di affidabilità di imprese e lavoratori autonomi sono gli Isa, vale a dire gli Indici sintetici di affidabilità fiscale. Si tratta di una sorta di pagella che assegna un voto da 1 a 10 sulla base dei dati dichiarati dal contribuente.

La soglia considerata positiva è pari a 8: chi raggiunge o supera questo punteggio viene considerato fiscalmente affidabile e può beneficiare di alcuni vantaggi nei rapporti con l’amministrazione finanziaria.

L’analisi del quotidiano economico evidenzia differenze nette tra i contribuenti con Isa superiore a 8 e quelli che invece restano sotto la soglia della sufficienza.

Tra i medici, ad esempio, chi ottiene un punteggio superiore a 8 dichiara in media 102.800 euro l’anno, mentre i colleghi con Isa inferiore a 8 si fermano a 37.700 euro.

La distanza emerge anche tra tassisti e Ncc: il reddito medio annuo passa da 54.500 euro per i contribuenti più affidabili a 33.200 euro per quelli con valutazioni inferiori.

Ancora più largo il divario nella ristorazione: i ristoratori con Isa superiore a 8 dichiarano mediamente 65.400 euro l’anno, contro appena 15.600 euro di chi non raggiunge la soglia di affidabilità.

Tra i commercialisti, i contribuenti con punteggi più elevati dichiarano in media 139.200 euro, mentre quelli con Isa inferiore a 8 si attestano a 50.900 euro.

Differenze importanti emergono anche tra i dentisti: il 57,7% che ottiene un punteggio superiore a 8 dichiara mediamente 105.400 euro annui, mentre il restante 42,3% si ferma a 42.700 euro.

Affidabilità fiscale in aumento, ma non per tutti

Nel complesso il quadro evidenzia un miglioramento dell’affidabilità fiscale delle partite Iva rispetto agli anni precedenti, anche grazie agli effetti del concordato preventivo biennale.

Alcune categorie mostrano progressi particolarmente evidenti. Tra queste spiccano i negozi di alimentari, che registrano un aumento del 16% dei contribuenti con Isa superiore a 8. Crescono anche psicologi (+10%), geometri (+9,2%), architetti (+7,2%) e studi legali (+6,6%).

Non tutte le attività seguono però la stessa tendenza. La quota di contribuenti considerati affidabili diminuisce tra i venditori ambulanti (-15,9%), gli agenti di commercio (-11,8%) e le concessionarie auto (-9,5%).

Il calo più marcato riguarda le farmacie (-20,3%), un dato collegato soprattutto alla riduzione dei fatturati dopo gli anni caratterizzati dall’emergenza sanitaria. In flessione risultano anche tabaccai (-6,3%), bar e pasticcerie (-2,6%), negozi di arredamento (-1,3%) e macellai (-1,2%).

Novità attese nelle dichiarazioni dei redditi 2026

Il prossimo anno l’analisi dei dati potrebbe contenere altre novità: negli esercizi commerciali, il collegamento Pos-cassa ha fino ad ora fatto emergere 5,3 miliardi, derivanti da milioni di scontrini extra al mese. Inserito nella legge di Bilancio 2025, l’obbligo di collegamento è entrato in vigore il 5 marzo 2026.