Pensioni, cambia la cessione del quinto: i nuovi tassi di interesse 2022

L'Inps ha reso noti i nuovi tassi di interesse per le cessioni del quinto delle pensioni 2022

Con il decreto n. 100756 del 28 dicembre 2021 il Ministero dell’Economia e delle finanze – Dipartimento del Tesoro – ha indicato i tassi effettivi globali medi (TEGM) praticati dalle banche e dagli intermediari finanziari, rilevati dalla Banca d’Italia e in vigore per il periodo dal 1° gennaio 2022 al 31 marzo 2022. I nuovi tassi di interesse, come ha comunicato l’Inps nella circolare n. 95 del 10 gennaio 2022, riguarderanno anche i prestiti da estinguersi dietro cessione del quinto dello stipendio e della pensione.

Cessione del quinto pensione: i nuovi tassi di interesse 2022

Nel 2022, relativamente al periodo sopra citato (ovvero dal 1° gennaio al 31 marzo), chiunque sia interessato a richiedere un prestito o un finanziamento tramite cessione del quito della pensione dovrà tenere conto dei nuovi tassi di interesse confermati dall’Inps e dal Mef.

Nello specifico, i valori che verranno applicati saranno i seguenti:

  • tassi medi pari al 10,97% e tassi di usura pari al 17,7125% per importi fino a 15 mila euro;
  • tassi medi pari al 7,08% e tassi di usura pari al 12,8500% per importi superiori i 15 mila euro.

Pensioni, come cambiano i nuovi tassi di cessione del quinto per classi di età e importo prestito

I nuovi tassi di interesse per le cessione del quinto della pensione avranno di conseguenza effetti anche sui tassi soglia TAEG, da utilizzare per i prestiti estinguibili da banche e intermediari finanziari in regime di convenzionamento ai pensionati.

Si tratta, nello specifico, di valori che tengono conto delle classi di età e dell’importo chiesto in prestito, e che nel 2022 varieranno, per importi non superiori a 15 mila euro:

  • fino a 59 anni dell’8,21%;
  • da 60 a 64 anni del 9,01%;
  • da 65 a 69 anni del 9,81%;
  • da 70 a 74 anni del 10,51%;
  • da 75 a 79 anni dell’11,31%;
  • da 79 anni a salire del 17,7125%.

Per gli importi superiori a 15 mila euro, invece, varieranno:

  • fino a 59 anni del 6,11%;
  • da 60 a 64 anni del 6,91%;
  • da 65 a 69 anni del 7,71%;
  • da 70 a 74 anni dell’8,41%;
  • da 75 a 79 anni del 9,21%;
  • da 79 anni a salire del 12,8500%.

Le classi di età comprendono il compleanno dell’età minima della classe, mentre l’età deve intendersi quella maturata a fine piano di ammortamento. Inoltre, la classe di età “Maggiore di 79 anni” i tassi soglia coincidono con i tassi soglia usura di cui al decreto sopra citato.

Pensioni, come funziona la cessione del quinto

La cessione del quinto della pensione è un prestito che il pensionato può ottenere da una banca o da un intermediario finanziario, rimborsabile attraverso un addebito automatico mensile che l’INPS effettua sulla sua pensione. L’addebito non può superare un quinto dell’importo mensile della pensione.

Può essere chiesta dai titolari di tutte le pensioni, a eccezione di:

  • assegni e pensioni sociali;
  • invalidità civili;
  • assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità;
  • assegni di sostegno al reddito ( VOCRED , VOCOOP , VOESO , CRED27, COOP28);
  • assegni al nucleo familiare;
  • pensioni con contitolarità per la quota parte non di pertinenza del soggetto richiedente la cessione;
  • prestazioni di esodo ex art. 4, commi 1-7 ter, legge 28 giugno 2012, n. 92;
  • APE Sociale.

Per ottenere un prestito con cessione del quinto della pensione, il pensionato deve prima richiedere personalmente, presso una qualsiasi sede Inps, la comunicazione di cedibilità della pensione, un documento in cui viene indicato l’importo massimo della rata del prestito. Tale documento va quindi consegnato alla banca o alla società finanziaria con cui si andrà a stipulare il contratto di finanziamento. Nel caso in cui il pensionato si rivolga a una società convenzionata con l’Inps, la comunicazione di cedibilità verrà elaborata direttamente dalla società attraverso un collegamento telematico con l’Istituto e i tassi di interesse applicati al contratto di prestito saranno quelli stabiliti dalla convenzione.

La durata del contratto di prestito non può superare dieci anni ed è obbligatoria la copertura assicurativa per il rischio di premorienza del titolare della prestazione. Una volta completate tutte le attività inerenti la stipula del contratto con l’istituto finanziario e a fronte dell’avvenuta notifica, l’Inps provvede a versare la quota stabilita trattenendola direttamente dalla pensione.

Poiché il pensionato può cedere fino a un quinto della propria pensione, la rata dipende dall’importo della pensione stessa. L’importo cedibile è calcolato al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, con salvaguardia del trattamento minimo stabilito annualmente dalla legge per l’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO). Per questo motivo i trattamenti pensionistici integrati al minimo non possono essere oggetto di cessione. Nel caso di titolari di più pensioni cedibili della medesima gestione pensionistica, il calcolo si effettua sul cumulo delle pensioni percepite.

Ovviamente, prima di impostare il piano di ammortamento sulla pensione, in base alla durata e all’importo della rata pattuita da contratto, l’Inps verifica che ci siano tutte le condizioni per assicurare tutte le tutele del caso.

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