Mutui e prestiti a tasso variabile, rate in aumento a maggio 2026

Mutui a tasso variabile a maggio 2026: Euribor in crescita e rate in aumento. Quanto può salire la rata nei prossimi mesi

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Nel mese di maggio 2026 i mutui a tasso variabile tornano sotto osservazione per l’andamento delle rate. Nonostante la Banca Centrale Europea non abbia modificato i tassi di riferimento nell’ultima riunione, il costo dei finanziamenti indicizzati ha ripreso a crescere. Alla base di questo movimento c’è l’andamento dell’Euribor, il parametro di riferimento per i mutui variabili, che risente delle tensioni internazionali e delle aspettative dei mercati. Il risultato è un aumento, seppur contenuto, delle rate mensili per chi ha già un finanziamento in corso o sta valutando nuove sottoscrizioni.

L’aumento dell’Euribor e l’impatto sulle rate

Secondo le rilevazioni più recenti, l’Euribor è passato da circa il 2% di febbraio al 2,15% attuale. Si tratta di un incremento limitato, ma sufficiente a incidere sui piani di ammortamento. Gli esperti spiegano che l’incremento dell’Euribor si è trasmesso su alcuni mutui già nelle rate di aprile e potrebbe avere effetti anche su quelle di maggio. In termini pratici, per un mutuo standard da 126.000 euro in 25 anni, la rata mensile è aumentata di circa 5 euro ad aprile e potrebbe registrare un incremento analogo nel mese successivo. Si tratta di variazioni contenute, ma indicative di una tendenza che potrebbe proseguire nei prossimi mesi.

Le previsioni per il resto del 2026

Le simulazioni basate sui futures indicano possibili interventi della BCE a partire da giugno 2026. In questo scenario, il costo dei mutui variabili potrebbe continuare a salire gradualmente. Le stime indicano che la rata mensile di un finanziamento standard potrebbe passare dagli attuali 621 euro a circa 642 euro all’inizio del secondo semestre, fino ad arrivare a circa 668 euro entro la fine dell’anno. Nel complesso, l’aumento stimato è di circa 47 euro rispetto ai valori attuali. Questo andamento riflette le aspettative dei mercati su un possibile rialzo dei tassi nei prossimi mesi.

Perché il variabile è più esposto alle oscillazioni

Il tasso variabile è direttamente collegato all’Euribor, che si muove in base alle condizioni del mercato interbancario e alle aspettative sulle decisioni della BCE. Questo rende le rate più sensibili alle variazioni economiche e finanziarie. La guerra e l’andamento dei prezzi dell’energia sono tra i fattori che stanno influenzando l’indice. L’incertezza sul quadro internazionale contribuisce infatti ad aumentare la volatilità dei mercati, con effetti immediati sui mutui indicizzati. Nonostante l’aumento dell’Euribor, le offerte a tasso variabile restano competitive. Attualmente, le migliori proposte online mostrano un TAN variabile a partire da circa il 2,35%, con rate iniziali più basse rispetto al fisso.

La domanda di mutui variabili

I dati più recenti evidenziano un leggero aumento dell’interesse verso soluzioni alternative al fisso. Le richieste di mutui a tasso variabile o misto rappresentano circa l’8% del totale, in crescita rispetto al passato. Nonostante questo incremento, la maggior parte dei richiedenti continua a preferire il tasso fisso, considerato più stabile e prevedibile. L’esperienza degli ultimi anni, caratterizzata da aumenti rapidi delle rate, ha infatti influenzato le scelte delle famiglie.

Le decisioni della Banca Centrale Europea restano fondamentale per comprendere l’evoluzione dei mutui variabili. Attualmente, i tassi ufficiali sono fermi, ma le aspettative indicano possibili rialzi entro la fine del 2026. Gli operatori di mercato prevedono due interventi da 25 punti base nei prossimi mesi, con un possibile ulteriore aggiustamento all’inizio del 2027. Questo scenario contribuisce a sostenere l’Euribor e, di conseguenza, il costo dei mutui variabili.