Internazionali Roma 2026, il torneo vale quasi 90 milioni. Record di biglietti e sponsor

Internazionali di Roma 2026 da record, il torneo del Foro Italico continua a crescere ed è uno degli eventi sportivi più redditizi in Italia

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Gli Internazionali di Roma 2026 continuano a crescere sul piano economico. Il torneo del Foro Italico è ormai diventato uno degli eventi più redditizi dello sport italiano, con ricavi in costante aumento tra biglietteria, sponsor, hospitality e diritti media. L’edizione di quest’anno sta facendo registrare numeri record praticamente in ogni settore. La crescita riguarda sia le presenze sugli spalti sia il valore commerciale dell’evento, trasformato negli anni in una piattaforma di intrattenimento sempre più centrale nel panorama internazionale del tennis.

Quanto valgono oggi gli Internazionali di Roma 2026

Secondo le ultime stime, il torneo romano ha vissuto una crescita costante negli ultimi vent’anni. Nel 2002 il giro d’affari degli Internazionali era di circa 6 milioni di euro. Nel 2011, con l’unificazione del torneo maschile e femminile, i ricavi erano già saliti a 16 milioni. Nel 2016 la soglia dei 30 milioni era stata superata.

L’accelerazione più importante è arrivata però negli ultimi anni grazie all’espansione del torneo e all’ampliamento del Foro Italico. L’estensione della durata da 8 a 12 giorni e i nuovi spazi hanno aumentato in modo significativo la capacità di pubblico e le opportunità commerciali.

L’ultima edizione ha chiuso con un fatturato vicino agli 80 milioni di euro, mentre per il 2026 le stime parlano di un possibile avvicinamento alla soglia dei 90 milioni.

La principale fonte di ricavi resta la biglietteria spinta dal grande rendimento degli italiani, in particolare Jannik Sinner. Nel 2025 gli incassi da ticketing hanno raggiunto circa 35,5 milioni di euro, contro i 29,1 milioni dell’anno precedente. Se si guarda ai dati storici, nel 2005 gli introiti da botteghino erano appena 1,9 milioni di euro.

Per il 2026 l’obiettivo è arrivare a quota 40 milioni di euro dagli ingressi. Il torneo punta anche a superare stabilmente i 400mila spettatori paganti complessivi. Le presenze stanno già aggiornando i record giornalieri: l’8 maggio sono stati venduti oltre 40mila biglietti in un solo giorno, mentre l’11 maggio si è arrivati a più di 43mila tagliandi staccati.

Sponsorizzazioni e partner commerciali in crescita

Anche il settore commerciale continua a espandersi. Nel 2026 gli Internazionali d’Italia possono contare su 43 partner commerciali, contro i 28 dell’edizione precedente. Le sponsorizzazioni hanno garantito incassi per circa 24,6 milioni di euro, con una crescita del 24% rispetto al 2025.

Molte delle principali posizioni pubblicitarie risultano già esaurite da tempo. L’organizzazione del torneo ha ampliato gli spazi dedicati ai partner commerciali e introdotto nuove aree promozionali all’interno dell’impianto. Tra le partnership storiche resta centrale quella con BNL BNP Paribas, title sponsor della manifestazione dal 2006.

Il business del Fan Village e dell’hospitality

Una parte importante dei ricavi arriva anche dalle attività collaterali al tennis. Il nuovo Fan Village coperto da 6.500 metri quadrati ha ospitato 31 aziende tra retail e food & beverage. Questa area ha generato circa 3 milioni di euro di incassi, in crescita rispetto all’anno precedente.

In forte crescita anche il settore premium e corporate hospitality. I pacchetti che includono posti esclusivi, ristorazione e servizi dedicati hanno prodotto circa 6 milioni di euro complessivi. L’hospitality è diventata una delle aree strategiche del torneo, soprattutto grazie all’aumento della presenza di sponsor, aziende e clienti internazionali.

I diritti televisivi e i costi degli Internazionali di Roma

Tra le entrate più rilevanti ci sono anche i diritti televisivi. Gli Internazionali partecipano infatti ai ricavi distribuiti dal circuito ATP attraverso la gestione centralizzata dei diritti media dei Masters 1000. Accanto alla crescita dei ricavi aumentano però anche i costi organizzativi. L’organizzazione del torneo richiede una spesa stimata tra i 30 e i 35 milioni di euro, ai quali si aggiungono il montepremi e gli obblighi di profit sharing con i giocatori.

Nel 2026 il prize money complessivo ha raggiunto quota 16 milioni di euro. Sommando montepremi e quota degli utili destinata ai tennisti, gli atleti arrivano a incassare complessivamente tra 20 e 25 milioni di euro.