La corsa alla qualificazione in Champions League continua ad essere fondamentale per le società di serie A. Il piazzamento tra le prime posizioni pesa in modo decisivo sui conti dei club. Per questo Milan, Juventus e Roma si giocano un obiettivo peculiare per stabilire determinate strategie economiche, mercato e programmare la prossima stagione. Il riferimento più diretto è arrivato dalle parole di Stefan Cocirio, Chief Financial Officer del Milan, intervenuto durante il “Merger & Acquisition Summit 2026” organizzato da Il Sole 24 Ore. Parlando dell’impatto economico della Champions League, il dirigente rossonero ha spiegato: “Sicuramente la Champions League porta, ad una squadra come il Milan, dai 60 ai 90 milioni di fatturato”.
Indice
Quanto vale la qualificazione in Champions League
La qualificazione alla Champions League 2026/2027 garantisce subito una base economica molto elevata. Secondo le stime riportate da Calcio e Finanza, ogni squadra qualificata partirebbe da circa 19 milioni di euro tra bonus di partecipazione e quota minima legata al piazzamento finale. A questa cifra vanno aggiunti i ricavi collegati al market pool televisivo e ai ranking UEFA, elementi che cambiano da club a club. Le stime attuali prevedono bonus garantiti per le squadre in lizza per qualificarsi:
- Roma 43,5 milioni di euro;
- Juventus 42,6 milioni di euro;
- Napoli 38,9 milioni di euro;
- Milan 38,5 milioni di euro;
- Como 34,9 milioni di euro.
Nel caso della Roma, il valore più alto deriva soprattutto dai risultati ottenuti negli ultimi anni tra Europa League e Conference League, che hanno migliorato il ranking europeo del club. La Juventus beneficia invece del peso del ranking storico accumulato nelle competizioni UEFA. Il Milan, pur essendo uno dei club italiani più titolati, paga risultati meno continui nelle ultime stagioni europee, fatta eccezione per il percorso fino alle semifinali della Champions League 2022/23.
I ricavi da stadio e il peso dei diritti tv
I bonus UEFA rappresentano soltanto una parte dei ricavi collegati alla Champions League. Per i principali club italiani la partecipazione al torneo porta anche introiti molto importanti attraverso le gare casalinghe. Con il nuovo formato della competizione, ogni squadra disputa almeno quattro partite interne nella fase iniziale.
Gli incassi da stadio possono raggiungere e superare i 20 milioni di euro complessivi, soprattutto nel caso di sfide contro grandi club europei. A questi ricavi si aggiungono sponsor, accordi commerciali e premi legati ai risultati sportivi. Per questo motivo, secondo le valutazioni del settore, l’impatto economico totale della qualificazione può facilmente superare i 60 milioni di euro e arrivare fino a 90 milioni per società come il Milan.
L’assenza dalla Champions League obbligherebbe invece le società a rivedere strategie e investimenti. Il rischio riguarda soprattutto il mercato estivo, la gestione del monte ingaggi e la capacità di trattenere i giocatori più importanti.
Milan, Juve e Roma si giocano anche il mercato estivo
La corsa alla Champions League avrà effetti diretti anche sulle strategie di mercato dei club coinvolti. Secondo Stefan Cocirio, la presenza nella competizione europea permette una programmazione “più ambiziosa” e una visione più orientata al futuro. Senza gli introiti garantiti dalla UEFA, le società potrebbero essere costrette a ridurre gli investimenti o a valutare cessioni importanti.
La Champions League rappresenta inoltre un fattore decisivo anche nella capacità di attrarre nuovi calciatori. Molti giocatori di alto livello considerano infatti fondamentale la partecipazione alla principale competizione europea per club. In questo scenario Milan, Juventus e Roma si trovano a giocarsi non soltanto il finale di campionato, ma anche una parte importante della prossima stagione.