Serie A, la Lazio rischia nuovamente il blocco del mercato con altre tre squadre

La Lazio rischia nuove limitazioni sul mercato per il mancato rispetto del costo del lavoro allargato. Altre tre squadre di Serie A sotto osservazione

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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La Lazio potrebbe trovarsi nuovamente ad affrontare limitazioni sul mercato dei trasferimenti. Il club biancoceleste sarebbe infatti tra le società sotto osservazione per il rispetto del parametro del costo del lavoro allargato (Cla), uno degli indicatori utilizzati dalla Figc per monitorare la sostenibilità economico-finanziaria dei club professionistici. Come riportato dal Corriere dello Sport, la situazione riguarda anche altre società come Monza, Venezia e Sassuolo. La verifica è legata ai dati economici aggiornati al 31 marzo 2026 e utilizzati per stabilire la possibilità di operare liberamente nella sessione estiva di calciomercato.

Costo del lavoro allargato, soglia più stringente

Il parametro del costo del lavoro allargato rappresenta uno degli strumenti introdotti per garantire una maggiore sostenibilità nella gestione dei club. L’indicatore mette in relazione i costi sostenuti per il personale sportivo con i ricavi generati dalla società. Nel calcolo vengono inclusi gli stipendi dei calciatori, gli ammortamenti dei cartellini e le commissioni versate agli intermediari, confrontati con le entrate derivanti da diritti televisivi, sponsorizzazioni, attività commerciali e altre fonti di ricavo. In questo modo si punta a evitare che le società sostengano spese eccessive rispetto alle proprie capacità economiche, riducendo il rischio di squilibri finanziari.

Per la stagione 2026 il parametro è diventato ancora più stringente. La soglia massima consentita è infatti scesa da 0,8 a 0,7, rendendo più difficile rispettare i requisiti richiesti dalla Federazione. La verifica per il mercato estivo è stata effettuata sui conti aggiornati al 31 marzo. La scadenza per la presentazione della documentazione era inizialmente prevista per il 31 maggio, ma è stata posticipata al 1° giugno a causa della coincidenza con un giorno festivo. L’abbassamento della soglia ha aumentato il numero delle società che potrebbero trovarsi in difficoltà nel rispetto dei parametri federali.

Cosa significa il mercato a saldo zero

Nel caso in cui una società non rispetti il parametro previsto, può essere sottoposta a limitazioni nelle operazioni di mercato. La forma più leggera della restrizione è quella definita “saldo zero”. In pratica, il club può acquistare nuovi giocatori soltanto dopo aver generato entrate equivalenti attraverso cessioni o altre operazioni che producano risorse economiche.

Questo sistema impedisce di aumentare ulteriormente i costi della rosa senza prima aver riequilibrato i conti. Per una società che punta a rinforzare l’organico durante l’estate, una limitazione di questo tipo può rappresentare un ostacolo significativo nella programmazione tecnica.

Il precedente della Lazio

Per la Lazio non sarebbe la prima volta. Già nell’estate del 2025 il club capitolino aveva dovuto fare i conti con una situazione simile. In quell’occasione la società fu colpita dalla sanzione più severa prevista dalla normativa e non poté operare liberamente sul mercato. La vicenda aveva acceso il dibattito tra i club di Serie A e portato a una revisione parziale delle regole federali.

Anche il Napoli era stato coinvolto nel sistema dei controlli, ma con una limitazione meno pesante che prevedeva il rispetto del pareggio tra entrate e uscite durante la sessione invernale di mercato.

Come si può evitare il blocco del mercato

Le norme federali prevedono alcune soluzioni per evitare o attenuare le restrizioni. L’azionista di riferimento può intervenire attraverso un aumento di capitale oppure mediante versamenti destinati a coprire eventuali perdite. Dopo le contestazioni emerse nella scorsa stagione, la disciplina è stata modificata introducendo una nuova possibilità.

Oggi le società possono infatti utilizzare anche le riserve di utili presenti nel patrimonio netto, purché siano distribuibili ai soci. Questa opzione offre maggiore flessibilità ai club che dispongono di risorse accantonate negli esercizi precedenti. Per la Lazio le prossime settimane saranno decisive per comprendere se sarà necessario adottare misure correttive oppure se il club riuscirà a rispettare i parametri richiesti senza ulteriori interventi.