Banconota da 0 euro, quanto vale davvero e come averne una: la guida per i collezionisti

Nate come semplici souvenir autorizzati dalla Bce, oggi alcune edizioni limitate vengono scambiate online a cifre elevate

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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C’è sempre qualcosa di nuovo e di strano da collezionare, che siano peluche brutti di Pikachu o le banconote da zero euro. In teoria, il valore è quello di un souvenir, nella pratica quando i collezionisti entrano in campo per finire il set, si arriva a pagare anche cifre molto elevate per una singola banconota.

È esplosa la nuova mania e sono in molti a dare la caccia alle banconote da zero euro. Ce ne sono diverse, ma la più cercata è quella da 500 euro con sfondo viola e una città specifica. In tutto e per tutto, se non fosse per il valore, sembrerebbe una banconota reale tra ologrammi, filigrana, filo di sicurezza e il numero seriale univoco. Ma sono esemplari a tiratura limitata e ora, per via della corsa dei collezionisti, hanno raggiunto quotazioni molto elevate, venendo scambiate a decine o addirittura centinaia di euro.

A cosa serve la banconota da 0 euro

La banconota “0 euro Souvenir” non ha il reale valore di zero euro, anche perché si tratta di un souvenir. L’idea è nata nel 2015 da un imprenditore francese che ottenne l’accordo con un’azienda autorizzata ufficialmente dalla Banca centrale europea per stampare la banconota da zero euro.

Richard Faille ha deciso quindi di realizzare dei souvenir e su ogni banconota sono stati stampati omaggi a una città specifica, un anniversario o un personaggio storico del passato.

Tra i collezionisti c’è chi è alla caccia di ogni stampa e chi invece sceglie un’annata o una nazione. L’Italia per esempio ha avuto moltissime varianti della banconota da zero euro.

Ci sono:

  • il Colosseo;
  • la Basilica di San Pietro;
  • la Torre di Pisa;
  • il Duomo di Milano;
  • il Ponte di Rialto;
  • Piazza San Marco;
  • il Canal Grande a Venezia;
  • il David di Michelangelo a Firenze;
  • l’Arena di Verona;
  • gli scavi di Pompei;
  • la Reggia di Caserta;
  • i Trulli di Alberobello;
  • il Vesuvio;
  • Castel del Monte in Puglia;
  • i borghi delle Cinque Terre;
  • la Mole Antonelliana di Torino.

Quanto vale

Le banconote da zero euro quindi non valgono davvero zero euro, ma quanto un souvenir. Si tratta anche di un prezzo piuttosto basso che varia tra i 2 e i 5 euro, ed è possibile trovarle nei bookshop dei musei, nei siti archeologici o nei grandi negozi di souvenir.

Il problema per i collezionisti è che spesso si tratta di edizioni limitate (come le monete da 2 euro) e che, una volta esaurite, non vengono più ristampate.

La banconota da 0 euro più rara

Quindi, una banconota “0 euro Souvenir”, che quando si trova nei negozi può costare dai 2 ai 5 euro, nel mercato del collezionismo arriva anche a decine o centinaia di euro.

In un caso, la cifra proposta è stata di 500 euro. Si tratta, nello specifico, della banconota che ritrae la città tedesca di Kiel, venduta su eBay alla stellare cifra che ricorda proprio la banconota souvenir che l‘Europa non stampa più.

Come averla

Trovare le banconote “zero euro souvenir” non è difficile. Si possono reperire nei punti vendita ufficiali legati alle città, ai musei o ai personaggi storici ritratti sulle stesse banconote.

È possibile acquistarle anche dai distributori autorizzati online, ma solo se sono disponibili. Infatti sono diventate un fenomeno talmente strutturato che, al momento del rilascio di una nuova edizione, spesso vengono acquistate più dai collezionisti che da persone in cerca di un semplice souvenir.

Nel giro di poco tempo molte delle banconote finiscono in rete a prezzi maggiorati rispetto ai pochi euro richiesti in negozio. La tiratura è comunque piuttosto bassa, perché scatta il meccanismo più classico della numismatica: se la tiratura è bassa e il soggetto è ricercato, la banconota cresce di valore.