Taglio cuneo fiscale, a chi aumenta lo stipendio nel 2023

Nuovi aumenti in busta paga con il taglio del cuneo fiscale stabilito dal governo Meloni: vediamo chi ne beneficerà e chi no

La prima Legge di Bilancio del governo Meloni concentra gran parte delle risorse sugli interventi a sostegno di famiglie e imprese per contrastare la crisi provocata da inflazione e caro energia. Le misure contenute nella manovra finanziaria ammontano complessivamente a 35 miliardi di euro. Di questi, circa 4 miliardi sono destinati a un nuovo taglio del cuneo fiscale, dopo quello del 2% introdotto dal governo Draghi. Il provvedimento non va tuttavia a beneficio di tutti i lavoratori dipendenti. Le soglie dei redditi da tenere in considerazione sono due: fino a 35mila euro e sotto i 20mila euro.

Cosa comporta il taglio del cuneo fiscale

Il cuneo fiscale non è altro che la differenza tra i soldi versati da un’azienda a un suo dipendente e la cifra che poi finisce nella busta paga. Di conseguenza misura il peso delle tasse sul lavoro. Intervenire con un taglio significa andare a ridurre la forbice tra stipendio lordo e netto, garantendo a fine mese nelle tasche dei dipendenti più soldi (qui abbiamo spiegato come incide il cuneo fiscale).

Secondo le stime aggiornate il peso del cuneo fiscale in Italia è pari al 46,5%. Si tratta di uno dei dati più alti tra i Paesi dell’Ocse. Questo significa che ogni 100 euro pagati da un datore di lavoro a un suo impiegato, 46,50 euro sono destinati alle tasse. La percentuale è formata dal 15,3% di imposte personali sul reddito e dal 31,2% di contributi previdenziali, che ricadono da una parte sul lavoratore (per il 7,2%) e dall’altra sull’azienda (per il 24,0%).

A quali lavoratori dipendenti aumenta lo stipendio

L’esecutivo presieduto da Mario Draghi aveva stabilito un taglio del cuneo fiscale del 2% per tutti i lavoratori dipendenti con reddito fino a 35mila euro. Il governo Meloni con la Legge di Bilancio (qui tutte le misure fiscali approvate) ha confermato lo sgravio contributivo, aumentando però di un punto la percentuale per i redditi sotto i 20mila euro. Per questi il taglio sarà pari al 3%.

Ciò significa che, almeno nel 2023, per i dipendenti che guadagnano tra i 20mila e i 35mila euro l’anno non ci saranno altre novità: i loro stipendi non cresceranno ulteriormente ma resteranno sui valori del 2022. L’obiettivo indicato dalla premier Giorgia Meloni e dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso resta comunque quello di aumentare progressivamente durante la legislatura il taglio del cuneo fiscale fino al 5%.

Come cambia la busta paga nel 2023

A beneficiare della misura contenuta nella nuova manovra finanziaria saranno quindi i lavoratori dipendenti con i redditi più bassi, che nel 2023 si vedranno rialzare leggermente la busta paga (qui l’approfondimento).

Per coloro che hanno un reddito di 15mila euro il taglio del cuneo fiscale del 3% porterà un aumento di 35 euro lordi, vale a dire 11 euro in più rispetto a quelli percepiti oggi grazie alla riduzione di due punti percentuali. Per i lavoratori con reddito di 20mila euro l’attuale incremento di 30 euro lordi salirà a 46 euro lordi, con più 16 euro nello stipendio.

Chi guadagna 35mila euro, soglia limite del taglio del 2%, continuerà a percepire i 53 euro lordi in più che si è già ritrovato in busta paga nel 2022.