Lavoro: le figure professionali di cui c’è bisogno in Italia e che non si trovano

Le imprese faticano a trovare alcune figure professionali carenti in Italia: ecco quali

Ad ormai fine 2018, sentiamo ancora parlare di un elevato tasso di disoccupazione.

La si potrebbe definire una sorta di “piaga” della società e per la quale, non è stata trovata una soluzione definitiva o comunque accettabile. In questo senso, l’Italia non è tra i Paesi che si distingue positivamente e a dimostrarlo ci sono i numeri. Il tasso di disoccupazione infatti è stabile all’11,2%, con un numero di disoccupati che si attesta intorno ai 2 milioni e 912 mila. “Dopo i livelli massimi della fine del 2014 – afferma l’Istat – la disoccupazione è tornata sui livelli della seconda metà del 2012”. Nel 2018 la stima di coloro che cercano lavoro, è salita dello 0,6% su marzo e dello 0,8% su base annua.

Detto questo è pur vero che ci si trova davanti a una situazione che presenta tratti paradossali, ovvero il numero di persone in cerca di lavoro è molto alto, ma le imprese non riescono ad assumere le risorse di cui hanno bisogno. Il motivo è semplice: le aziende ricercano profili che in realtà sono difficili da trovare.

Il settore medico è uno di quelli che, più degli altri, registra una grande carenza di figure professionali specializzate. Tra queste ci sono:

  • medici:
  • infermieri;
  • operatori socio-sanitari;
  • informatori scientifici.

Secondo il Centro studi della Federazione nazionale degli Ordini degli Infermieri, in Italia servirebbero circa 53.000 infermieri tra strutture pubbliche e private. Una carenza che di conseguenza, va ad impattare non solo sulle stesse strutture, ma sui pazienti. L’altra figura molto richiesta è quella dell’operatore socio-sanitario e che registra un tasso di difficoltà nel reperimento pari al 58%. Gli informatori scientifici, stanno assumendo sempre più rilevanza negli ultimi anni, tanto che sono numerose le aziende farmaceutiche o che operano nel settore sanitario, che li ricercano. Si tratta di un profilo con una formazione scientifica alle spalle – laurea in biologia, veterinaria o affini – che però, ha il più delle volte un inquadramento con partita Iva.

Anche il settore alberghiero necessita di figure specializzate, ma che sono sempre più difficili da reperire. Il settore del turismo in Italia, è uno dei pochi che non ha risentito in maniera pesante della crisi e per questo sono particolarmente apprezzati dalle aziende, profili quali:

  • baristi;
  • cuochi;
  • addetti alla reception.

E per quanto riguarda il settore informatico invece? Anche se è risaputo che le lauree informatiche siano quelle più spendibili nel mondo del lavoro, è anche vero che il numero dei laureati, non soddisfa pienamente le richieste delle aziende. Molto spesso questi profili – soprattutto quello dello sviluppatore software che ha un tasso di difficoltà di reperimento del 79% – vengono contattati dalle imprese ancora prima del conseguimento della laurea oppure si assiste a un loro esodo verso l’estero, dove la retribuzione è più alta. Le figure più richieste in Italia in questo settore sono:

  • progettista di sistemi informatici;
  • consulente software;
  • programmatore informatico;
  • analista programmatore;
  • sviluppatore software.

Anche il settore manifatturiero necessita di figure professionali sempre più difficili da reperire. A confermalo è Confindustria che ha stimato per i prossimi 5 anni la mancanza di ben 280.000 figure “supertechiche”, ovvero tecnici specializzati e che fanno parte di questi 5 ambiti: meccanica, chimica, moda, ICT e agroalimentare. Molto richiesti sono i:

  • progettisti meccanici;
  • progettisti navali;
  • progettisti di impianti industriali.

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