Le assegnazioni provvisorie per l’anno scolastico 2026-2027 entrano nella fase decisiva, con la definizione del nuovo Contratto collettivo nazionale integrativo (CCNI) che dovrà regolare modalità, requisiti e tempi per la presentazione delle domande.
Al momento il Ministero dell’Istruzione non ha ancora pubblicato il calendario ufficiale, ma sono comunque emerse anticipazioni durante il confronto sindacale. Il quadro è abbastanza chiaro: le domande dovranno essere presentate nel mese di luglio, con pubblicazione degli esiti prima dell’avvio del nuovo anno scolastico.
Indice
Entro quando fare domanda per le assegnazioni provvisorie
Come specificato, le date definitive saranno stabilite dopo la conclusione dell’iter del nuovo CCNI sulla mobilità annuale, atteso nell’ultima settimana di giugno.
Secondo le anticipazioni circolate di recente, la finestra per la presentazione delle domande dovrebbe aprirsi nella prima metà di luglio e restare attiva per circa 10 giorni. Diverse fonti specializzate indicano come periodo probabile quello compreso tra il 7 e il 18 luglio, anche se si tratta ancora di una previsione in attesa dell’ufficializzazione ministeriale.
Le graduatorie provvisorie saranno quindi pubblicate tra la fine di luglio e l’inizio di agosto, mentre gli esiti definitivi sono attesi entro la prima metà di agosto. In questo modo le scuole potranno gestire a dovere gli organici prima dell’inizio delle lezioni.
Cos’è l’assegnazione provvisoria e a cosa serve
Un recap o una spiegazione, a questo punto, sono d’obbligo. L’assegnazione provvisoria è uno strumento che permette ai docenti di lavorare per un anno scolastico in una sede diversa da quella di titolarità per esigenze familiari o personali.
A differenza del trasferimento, questa modalità non modifica in modo definitivo la sede di appartenenza. Terminato l’anno scolastico, infatti, il prof rientra nella scuola di titolarità salvo nuove disposizioni. Si tratta di una misura particolarmente utilizzata da chi deve avvicinarsi al coniuge, ai figli, ai genitori o ad altri familiari per esigenze di assistenza o ricongiungimento.
Chi può fare domanda nel 2026
Le disposizioni definitive sulle assegnazioni provvisorie dipenderanno dal testo del nuovo contratto integrativo, ma la platea degli aventi diritto dovrebbe rimanere sostanzialmente simile a quella degli anni precedenti. In generale possono presentare domanda:
- docenti di ruolo;
- docenti trasferiti d’ufficio o a domanda condizionata;
- personale in esubero o soprannumero;
- docenti che beneficiano delle deroghe previste ai vincoli di permanenza;
- insegnanti che rientrano nelle specifiche previste dalla normativa sulla mobilità.
Particolarmente sensibile, soprattutto quest’anno, è il tema delle deroghe ai vincoli, in quanto rappresenta uno degli aspetti più delicati della trattativa tra Ministero e organizzazioni sindacali.
Può fare domanda chi è nell’anno di prova?
Questa è una delle domande più frequenti tra i neoassunti. La risposta dipende dalla tipologia di contratto e dalla posizione del docente all’interno del sistema di reclutamento.
In linea generale, i docenti che stanno svolgendo l’anno di formazione e prova non possono automaticamente accedere all’assegnazione provvisoria. Occorre verificare le specifiche disposizioni previste dal contratto integrativo e l’eventuale presenza di deroghe ai vincoli di permanenza.
Per alcune categorie di docenti assunti con procedure particolari, l’accesso all’assegnazione provvisoria è subordinato al superamento dell’anno di prova e alla sussistenza dei requisiti previsti dalle deroghe contrattuali. Proprio per questo motivo è fondamentale attendere il testo definitivo del CCNI 2026-2027 prima di valutare la propria posizione.
Come fare domanda per l’assegnazione provvisoria
Anche per il 2026 la procedura si svolge esclusivamente in modalità telematica attraverso la piattaforma Istanze Online del Ministero dell’Istruzione e del Merito. Gli insegnanti dovranno accedere con le proprie credenziali digitali e compilare l’istanza indicando:
- le preferenze territoriali richieste;
- i titoli di precedenza eventualmente posseduti;
- la documentazione relativa al ricongiungimento familiare;
- eventuali situazioni che danno diritto alle deroghe previste dal contratto.
La corretta compilazione della richiesta è particolarmente importante perché errori o omissioni possono incidere sul punteggio e sulla posizione in graduatoria.
Quali documenti servono per il ricongiungimento familiare
Uno degli elementi più rilevanti nelle assegnazioni provvisorie è, come detto, il ricongiungimento familiare. Per ottenere il punteggio previsto occorre dimostrare il rapporto con il parente al quale si chiede di avvicinarsi e la relativa residenza.
Le modalità di certificazione saranno indicate nel dettaglio dal nuovo contratto integrativo e dalle successive istruzioni operative del Ministero. Come accade ogni anno, sarà comunque necessario verificare attentamente la documentazione richiesta prima dell’invio della domanda per evitare esclusioni o contestazioni.
Quando arriveranno gli esiti
Se il calendario ipotizzato sarà confermato, gli uffici scolastici dovrebbero pubblicare gli esiti entro la prima metà di agosto. L’obiettivo è consentire alle scuole di definire per tempo gli organici e permettere ai docenti interessati di conoscere la sede di servizio prima dell’inizio del nuovo anno scolastico.
Per conoscere date definitive, requisiti aggiornati e modalità di presentazione delle domande sarà comunque necessario attendere la pubblicazione ufficiale del CCNI e delle indicazioni operative del Ministero dell’Istruzione e del Merito.