Scuola, assunzioni docenti 2026-2027: 44mila immissioni in ruolo, calendario e novità

Il ministero ha chiesto l'autorizzazione per assumere 44.642 insegnanti per l'anno scolastico 2026-2027: il calendario delle operazioni

Foto di Mauro Di Gregorio

Mauro Di Gregorio

Giornalista politico-economico

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Pubblicato:

Chiedi a QuiFinanza

Il piano per le assunzioni nella scuola in vista dell’anno scolastico 2026-2027 entra nel vivo. Il ministero dell’Istruzione e del Merito ha chiesto l’autorizzazione per 44.642 immissioni in ruolo, destinate a coprire le cattedre rimaste vacanti dopo la mobilità.

L’obiettivo è ridurre il ricorso ai contratti a termine, anche se il problema del precariato nella scuola e della carenza di insegnanti di sostegno continua a pesare.

Precariato elevato nella scuola

Nell’ultimo anno scolastico è stato coperto il 97,3% dell’organico sui posti comuni, in aumento rispetto al 94% dell’anno precedente. Nonostante il miglioramento, il numero dei docenti precari resta elevato.

Secondo i sindacati, gli insegnanti con contratto a termine sono ancora circa 250mila, mentre il ministero stima un dato compreso tra 100mila e 150mila, attribuendo gran parte delle difficoltà alla cronica mancanza di docenti specializzati sul sostegno.

Anche la Corte dei conti, nel giudizio di parificazione del Rendiconto generale dello Stato 2025, ha evidenziato come i contratti a tempo determinato siano ormai utilizzati in modo continuativo per coprire posti vacanti.

Secondo i magistrati contabili, questa situazione penalizza sia la continuità didattica degli studenti sia la stabilità professionale degli insegnanti.

Oltre 44mila assunzioni nella scuola

Per il prossimo anno scolastico il ministero punta a rafforzare gli organici con 44.642 nuove assunzioni, come detto.

La richiesta di autorizzazione è stata trasmessa al ministero dell’Economia e alla Funzione pubblica. L’ultimo via libera spetterà al Consiglio dei ministri, che dovrà autorizzare il contingente definitivo.

Le procedure seguiranno in gran parte il modello già adottato lo scorso anno, ma con alcune novità, fra le quali:

  • l’ingresso dei vincitori del concorso Pnrr 3, bandito nel 2025;
  • l’utilizzo dei nuovi elenchi regionali dedicati agli idonei delle procedure concorsuali;
  • l’assunzione dei vincitori ancora privi di abilitazione attraverso contratti finalizzati alla successiva conferma in ruolo.

Il programma sarà suddiviso in tre fasi:

  • entro il 30 luglio dovranno concludersi le procedure ordinarie di reclutamento, lo scorrimento delle graduatorie e l’assegnazione delle sedi;
  • dal 31 luglio al 13 agosto sarà la volta delle nomine sui posti di sostegno destinate agli aspiranti inseriti nella prima fascia delle Graduatorie provinciali per le supplenze (Gps);
  • dal 14 al 21 agosto si svolgerà la mini call veloce interprovinciale per gli insegnanti della prima fascia Gps sostegno che avranno presentato domanda. In questa fase saranno assegnate sia la provincia sia la sede di servizio.

Nomine dei docenti solo online

L’intera procedura sarà gestita attraverso la piattaforma telematica del ministero. Una volta ricevuta la proposta di assunzione, gli aspiranti avranno cinque giorni per accettarla. In caso di mancata risposta entro il termine previsto, la nomina sarà considerata rinunciata.

Il sostegno

Le difficoltà maggiori continuano a riguardare il sostegno: nel Torinese, ad esempio, risultano ancora 1.918 cattedre vacanti, con la situazione più complessa nella scuola primaria, dove quasi il 44% dei posti di sostegno è privo di titolare. Secondo i sindacati, anche le nuove immissioni in ruolo e il ricorso alle supplenze potrebbero non essere sufficienti a coprire tutto il fabbisogno.

Tra le richieste dei sindacati ci sono la stabilizzazione dei posti in deroga, la revisione della distinzione tra organico di diritto e organico di fatto e una programmazione universitaria capace di aumentare il numero degli insegnanti qualificati, così da assicurare una maggiore continuità didattica agli alunni con disabilità.