Vaccini, terza dose anche in Italia: chi dovrà farla e quando

Come altri Paesi, anche il nostro sta decidendo se e come somministrare anche un terzo richiamo di vaccino anti-Covid: cosa intende fare l'Iss

Terza dose di vaccino? Sì, no, forse? Mentre si attende l’entrata in vigore del green pass a partire da venerdì 6 agosto, sul possibile terzo richiamo è ancora tutto da decidere.

Ma sulla scia di quanto già stanno facendo alcuni Paesi, come Israele, che ha avviato la somministrazione su base volontaria agli over 60 immunizzati con 2 dosi da almeno 5 mesi, ma anche Germania, Gran Bretagna e altri, è possibile che anche da noi in Italia si decida per una terza dose di vaccino anti-Covid.

Terza dose vaccino, per chi?

Proprio su questo punto si è espresso l’Istituto Superiore di Sanità. “Per ora sappiamo che la risposta immunitaria va oltre i 6 mesi, nuovi studi dicono più di 8. Ma sono dati in via di aggiornamento. Per questo oggi non possiamo ancora dire se e quando sarà necessaria” ha spiegato il presidente dell’Iss e portavoce del Cts Silvio Brusaferro in un’intervista a La Stampa. Ma questo discorso non vale per tutti.

Mentre le vaccinazioni procedono spedite – “anche i giovani stanno rispondendo bene, come dimostra la forte crescita degli immunizzati tra i 20 e i 29 anni”, spiega Brusaferro – siamo già dentro alla quarta ondata Covid in Italia, che però pare già verso il raggiungimento del suo picco: un’ondata decisamente meno potente delle precedenti proprio grazie alla efficacia del vaccino. Ma non dobbiamo abbassare la guardia, mantenendo tutti i comportamenti che abbiamo imparato a rispettare in queso anno e mezzo di pandemia.

Se per la popolazione generale i dubbi sulla terza dose del vaccino sono ancora molti, la linea delle istituzioni sembra comunque delinearsi riguardo agli immunodepressi, cioè le persone più fragili che hanno una risposta più debole: per loro, spiega l’Iss, si stima opportuno un richiamo a 6-7 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. Per queste categorie di persone, dunque, la terza dose di vaccino Covid potrebbe presto essere realtà, già a settembre.

Perché vaccinarsi è oggi ancora più importante

I dati dicono chiaramente che, completando il ciclo vaccinale, il rischio di infezione si riduce dell’88% e di oltre il 95% quello di contrarre forme gravi di malattia che portano al ricovero, o peggio al decesso.

Tuttavia, la variante Delta è molto contagiosa e in situazioni di affollamento e assembramento si diffonde molto più efficacemente. La differenza sostanziale la fanno proprio i vaccini, come ben spiegato da un nuovo studio italiano che risolve molto banalmente il cosiddetto “paradosso” dei vaccinati positivi.

“Per questo, anche la situazione dei nostri ospedali dipenderà anche da quanto saremo prudenti e da quanto velocemente ci vaccineremo” conclude Brusaferro. Se tutta la popolazione vaccinabile si vaccina, il virus smette di trasformarsi e di dar vita a nuove, e potenzialmente più contagiose o pericolose, varianti. Finendo col diventare un virus endemico, debole e progressivamente sempre più innocuo.

Sui contagi al rientro dalle vacanze, la raccomandazione dell’Iss è di mantenere alta la prudenza e di mettersi in quarantena e fare il test quando si è entrati in contatto con un positivo, aiutando le autorità sanitarie nel tracciamento.

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