Secondo Confturismo, per le vacanze estive del 2026 gli italiani mettono in conto una spesa media di circa 1.165 euro a persona. Per Coldiretti sono 36 milioni quelli che partiranno per almeno un giorno. Moltiplicata per un gruppo di amici o per una famiglia, quella cifra diventa una somma importante che qualcuno anticipa e che poi va divisa. E che si aggiunge all’acconto della casa, alla spesa al supermercato, alla benzina, alla cena di gruppo – creando i piccoli attriti di ogni viaggio condiviso. La buona notizia è che oggi dividere le spese è quasi sempre gratis e si può automatizzare, a patto di scegliere il metodo giusto prima di partire.
Indice
Come dividere le spese: i tre metodi
Le app servono a poco se non si è deciso come dividere le spese. Ci sono tre approcci e conviene sceglierne uno in partenza:
- la cassa comune, con cui ognuno versa una quota in un fondo unico, da cui escono le spese condivise – funziona bene per case vacanza, spese di viaggio e comitive numerose, perché azzera i conteggi durante il soggiorno;
- il pagamento a turno, con pareggio finale – è comodo per gruppi piccoli e affiatati, ma richiede di segnare tutto, altrimenti a fine viaggio nessuno ricorderà chi ha pagato cosa;
- il tracciamento continuo, con cui ognuno paga quando capita e registra la spesa su un’app condivisa, che tiene il conto di crediti e debiti – è il metodo più equo per gruppi eterogenei, dove le spese sono molte e di diversi importi.
Le migliori app per dividere il conto
È importante sapere che le app per dividere il conto in genere calcolano chi deve quanto, ma non spostano i soldi. Il pagamento vero avviene a parte, con vari metodi di pagamento.
Splitwise
Splitwise è lo standard per i gruppi e le spese di coppia o familiari. Ogni utente può inserire le spese, assegnarle ai partecipanti anche in quote diverse e l’app calcola il saldo netto di ciascuno, con gestione delle valute per i viaggi all’estero.
Le funzioni di base sono gratuite ed esiste una versione a pagamento con funzioni aggiuntive.
Tricount
Tricount è molto usato in Italia, nasce proprio per le spese di gruppo occasionali. Si crea un “tricount” per il viaggio, si aggiungono le spese e a fine vacanza si vede il riepilogo di chi rimborsa chi. È gratuito nelle funzioni principali.
Settle Up
Simile nell’impostazione, Settle Up ha una gestione chiara dei gruppi ricorrenti (utile per chi viaggia spesso con le stesse persone) e fornisce un report di sintesi a fine soggiorno.
Come si saldano i conti
Una volta che l’app ha detto chi deve quanto, i soldi vanno spostati. Dallo scorso anno è più semplice anche fare i bonifici istantanei.
Bonifico istantaneo senza sovrapprezzo
Con il Regolamento UE 2024/886, il bonifico istantaneo in euro non può costare più di un bonifico ordinario e dal 9 ottobre 2025 tutte le banche dell’area euro devono offrirlo anche in invio oltre che in ricezione. Significa che saldare un debito in pochi secondi, sull’Iban di un amico, è diventato gratis o quasi in gran parte dei conti. Per importi medio-alti (l’acconto della casa, il noleggio dell’auto) è spesso la via più semplice.
Satispay, PayPal e P2P tra carte
Per le cifre piccole restano comodi i pagamenti tra privati. Con Satispay lo scambio di denaro tra utenti è gratuito e c’è anche la funzione di cassa comune per raccogliere le quote del gruppo.
Con PayPal l’invio tra privati è gratuito in Italia ma ha una commissione fissa (1,99 euro) verso Europa, Stati Uniti e Canada, più l’eventuale conversione di valuta. Attenzione alla scelta della modalità:
- Invio di denaro a un amico (transazione personale) in Italia è gratis se non c’è cambio valuta ed è la migliore soluzione per rimborsare gli amici;
- Pagamento di beni e servizi attiva invece la Protezione acquirenti e prevede una commissione a carico di chi riceve, dunque usarla per dividere una cena significa far arrivare all’amico meno di quanto inviato.
Anche il trasferimento tra carte Postepay tramite l’app rientra tra le opzioni immediate per chi le usa già.
Esiste anche Bancomat Pay, un servizio digitale che collega il conto corrente al numero di cellulare. Bisogna però assicurarsi che la propria banca faccia parte del circuito.
Attenzione al cambio di valuta
Fuori dall’area euro il nodo non sono le app ma il tasso di cambio.
Le carte multivaluta come Wise o Revolut permettono di pagare e dividere in valuta locale con costi di conversione contenuti, utili quando il gruppo salda in euro ma spende in un’altra moneta.
Una regola vale sempre. Al Pos o al bancomat, quando la macchina propone di pagare “nella tua valuta” (la cosiddetta conversione dinamica), conviene rifiutare e scegliere la valuta locale, perché il cambio applicato dall’esercente è quasi sempre peggiore di quello della propria banca.