Nei cinquanta passaggi che costituiscono la skin care mattutina di tantissimi italiani, uno è ormai costituito dalla stesura della crema solare. E per fortuna, vien da dire. Un lavoro sulle abitudini e sulle tendenze passate che premia decisamente la salute. Eppure ogni tanto emergono dichiarazioni controverse, come quelle della dottoressa Debora Rasio, relative a un presunto ruolo secondario dei raggi UV nella genesi del melanoma. La reazione della sanitaria non si è fatta attendere.
Dermatologi e medici in generale hanno ribadito con fermezza che negare il nesso causale tra radiazione ultravioletta e tumori della pelle sia un messaggio altamente pericoloso per la salute pubblica. Lungi dall’essere un’operazione estetica volta a conservare coloriti vampireschi e nobiliari, l’uso corretto e costante di filtri solari è il pilastro fondamentale e scientificamente validato per la riduzione del rischio di tumori della pelle.
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Perché la crema solare va usata tutto l’anno e non solo d’estate
Estendere l’uso della protezione solare a tutti i dodici mesi dell’anno non è un vezzo cosmetico. È una buona pratica che si fonda sulla distinzione tra due componenti della radiazione ultravioletta:
- i raggi UVB, che registrano un picco d’intensità durante i mesi estivi e sono i diretti responsabili delle scottature e degli eritemi;
- i raggi UVA, che costituiscono circa il 95% della radiazione, mantengono un’intensità pressoché costante durante tutto l’anno, persino nelle giornate nuvolose o invernali.
Nonostante i secondi siano percepiti di meno a livello epidermico, sono in grado di penetrare in profondità esattamente come i primi, causando danni strutturali al Dna cellulare, stress ossidativo e altre alterazioni del microambiente cutaneo. Una goccia cinese che modifica i meccanismi di riparazione genetica delle cellule della pelle. Per questo serve un’applicazione quotidiana e costante sulle aree più esposte, viso, collo e mani, anche quando il cielo è grigio. Anche perché, se c’è luce, c’è irradiazione solare. E i raggi UV non hanno di certo paura di attraversare le nuvole o i vetri delle finestre di casa.
Perché molti italiani ancora evitano le creme solari
Secondo i dati raccolti da YouGov tra il 2019 e il 2024, circa il 31% degli italiani non utilizza mai prodotti solari o lo va in via del tutto occasionale. Tra i consumatori, il 74% della popolazione limita l’applicazione alla stagione estiva e primaverile, il 24% la estende a tutto l’anno.
Dai questionari di tendenze di consumo e da indagini di ambito sanitario, sono molti i motivi che concorrono a bloccare le intenzioni di uso del 31% della popolazione:
- alcuni intervistati accusano la dimenticanza;
- altri puntano il dito contro la pigrizia, legata soprattutto alla necessità di riapplicare il prodotto ogni due ore;
- pochi lamentano la mancanza di tempo nella routine mattutina;
- in molti non hanno trovato il prodotto cosmetico adatto alla propria pelle, sia per quanto riguarda il semplice fastidio che le vere e proprie irritazioni cutanee;
- alcuni ritengono che avere un fenotipo di pelle scuro li esoneri dal doversi proteggere dai raggi solari;
- altri pensano che usare un filtro limiti l’azione abbronzante o l’assimilazione di vitamina D.
Il trend di consumo degli ultimi 10 anni
Nonostante alcune resistenze culturali, i dati di consumo ci dicono che gli italiani non pensano più la crema solare come un prodotto da spiaggia.
I dati elaborati dal Centro Studi di Cosmetica evidenziano un incremento del valore del mercato dei solari in Italia pari a circa il 50% nell’arco dell’ultimo decennio, in cui l’inflazione ha giocato un ruolo più stretto di quel che si potrebbe immaginare.
| Periodo | Valore di mercato | Caratteristiche di consumo |
| 2015 | tra i 395 e i 410 milioni di euro | Mercato stagionale |
| 2019 | circa 480 milioni di euro | Solari dermocosmetici e anti-invecchiamento |
| 2023/24 | circa 588 milioni di euro | Solo 200 milioni di euro dal canale Farmacia |
| 2025/2026 | circa 600 milioni di euro | Consolidamento dell’applicazione giornaliera |
Questo incremento di valore è stato sostenuto da tre trend di consumo:
- i solari ad alta protezione sono cresciuti del 50% rispetto a dieci anni fa, rappresentando oggi oltre l’80% del totale delle vendite;
- gli stick solari per aree specifiche hanno mostrato tassi di crescita annuale del 12,6%, per la maggiore praticità con cui possono essere riapplicati fuori casa;
- anche se il canale Farmacia assorbe più del 35% delle vendite, è in crescita la vendita online a ritmi di 10% annui.