Superbonus, nuovi obblighi per il visto di conformità: cosa cambia

Il Decreto anti-frodi ha introdotto nuovi obblighi relativi all’apposizione del visto di conformità per ottenere il Superbonus 110%

Con il cosiddetto Decreto anti-frodi dell’11 novembre 2021, entrato in vigore il 12 novembre, sono state introdotte misure urgenti per contrastare i comportamenti fraudolenti e rafforzare le misure relative alla fruizione di determinati crediti d’imposta e detrazioni. Soprattutto per quanto riguarda il tanto discusso Superbonus.

Il Decreto anti-frodi ha introdotto nuovi obblighi relativi all’apposizione del visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta e dell’asseverazione in relazione alla valutazione della congruità dei costi sostenuti sia per il Superbonus sia per gli altri bonus previsti per interventi edilizi.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato in data 29 novembre una nuova circolare dove chiarisce alcuni concetti in merito.

Anche nel caso in cui il Superbonus sia fruito in dichiarazione dei redditi, il Decreto Rilancio già prevedeva l’obbligo di asseverazione della congruità della spesa per poter beneficiare dell’agevolazione. Nel nuovo Decreto viene estesa l’obbligatorietà del visto di conformità anche al caso in cui il Superbonus sia fruito dal beneficiario nella propria dichiarazione dei redditi.

Viene invece rinviata ad ulteriore decreto ministeriale – del Ministro della transizione ecologica – l’individuazione di valori massimi, per alcune categorie di beni, cui occorre far riferimento per asseverare la congruità delle spese sostenute per gli interventi rientranti nel Superbonus.

Superbonus, come cambia l’obbligo di visto di conformità

Il Decreto anti-frodi ha modificato il Decreto rilancio, che prevedeva l’obbligo di apposizione del visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attestava la sussistenza dei presupposti che danno diritto al Superbonus solo nelle ipotesi in cui il contribuente intendeva avvalersi dell’opzione per la cessione del credito o lo sconto in fattura, al posto dell’utilizzo diretto della detrazione spettante in sede di dichiarazione dei redditi.

Ora, l’obbligo del visto di conformità viene esteso anche al caso in cui, con riferimento alle spese per interventi rientranti nel Superbonus, il contribuente fruisca della detrazione nella dichiarazione dei redditi, salvo l’ipotesi in cui la dichiarazione sia presentata “direttamente dal contribuente all’Agenzia delle entrate, ovvero tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale”.

Questo obbligo è escluso nell’ipotesi in cui la dichiarazione sia presentata direttamente dal contribuente, attraverso l’utilizzo della Dichiarazione Precompilata predisposta dall’Agenzia delle entrate (modello 730 o modello Redditi), o tramite il sostituto d’imposta che presta l’assistenza fiscale (modello 730).

È utile ricordare che il visto di conformità riguarda solo i dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione.

In questi casi, fermi restando gli obblighi di conservazione documentale previsti in capo ai soggetti che rilasciano il visto di conformità, il contribuente è tenuto a conservare la documentazione attestante il rilascio del visto di conformità, da acquisire entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi, unitamente ai documenti giustificativi delle spese e alle attestazioni che danno diritto alla detrazione.

Ricordiamo anche che il contribuente è tenuto a richiedere il visto di conformità sull’intera dichiarazione nei casi normativamente previsti. Il Superbonus è stato prorogato ma con aliquote nuove.

Chi ha l’obbligo di visto di conformità e come funziona

L’obbligo di apposizione del visto di conformità, introdotto per la fruizione del Superbonus direttamente nella dichiarazione dei redditi del contribuente, trova applicazione per le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni, e gli enti non commerciali, cui si applica il criterio di cassa, con riferimento alle fatture emesse e ai relativi pagamenti intervenuti a decorrere dal 12 novembre 2021, data di entrata in vigore del Decreto anti- frodi. Questo perché il presupposto agevolativo si realizza nel momento del sostenimento della spesa che dà diritto alla detrazione.

Non è dunque richiesto il visto di conformità per le spese relative all’anno 2020 indicate nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno 2020 (modello 730/2021 o modello Redditi 2021), anche se presentata dopo l’11 novembre 2021. L’obbligo non sussiste neanche in caso di successiva presentazione di una dichiarazione dei redditi integrativa relativa al periodo d’imposta 2020.

L’Agenzia delle Entrate precisa che anche per le imprese individuali, le società e gli enti commerciali, cui si applica il criterio di competenza, l’obbligo di apposizione del visto di conformità trova applicazione con riferimento alle fatture emesse a decorrere dal 12 novembre 2021, a prescindere dal periodo di imputazione della spesa.

Vi rimandiamo qui per tutte le scadenze da conoscere, per non rischiare di perdere l’agevolazione.