Niente busta paga? Come funziona il mutuo per chi non è dipendente

I documenti da fornire, le rate e le garanzie per ottenere un mutuo per chi non ha nessuna busta paga mensile

Se ottenere un mutuo non è semplice per chi ha un contratto di lavoro a tempo indeterminato, lo è ancora meno per chi è un libero professionista o lavoratore autonomo. Per molti, la possibilità di essere presi in considerazione come “affidabili” rimane un miraggio. Vediamo però di analizzare la situazione, passo dopo passo, per capire come muoversi.

Mutuo per liberi professionisti: i documenti da fornire

Quando chi è intestatario di Partita Iva decide di acquistare la prima casa, e quindi di richiedere un mutuo, avrà la responsabilità di fornire documenti alla banca scelta, così che la pratica possa essere valutata ed eventualmente accolta dall’ente interessato.
Ogni istituto di credito richiede una lista personalizzata di documenti, al fine di valutare la concessione del mutuo, ma tra la documentazione di base troviamo:

  • la copia del modello Unico, fornito dalla Camera di commercio di riferimento e specifico per un mutuo richiesto da lavoratore autonomo;
  • attestato di iscrizione all’Albo professionale, se presente;
  • copia dei principali documenti anagrafici, come carta d’identità, certificato di stato civile, matrimonio o separazione;
  • copia del bilancio relativo all’anno precedente alla richiesta del mutuo.

Mutuo per liberi professionisti: l’importo della rata

Uno degli aspetti maggiormente presi in considerazione in sede di valutazione è il reddito annuale e mensile del libero professionista. Più il reddito è alto, maggiori saranno le garanzie per la banca. Tuttavia, caratteristica del lavoro autonomo è la mancanza di una vera busta paga mensile: il libero professionista ha infatti entrate variabili nel tempo e nell’importo. Questo costituisce un problema per l’istituto di credito, che si trova a dover valutare se il richiedente potrà coprire la rata del mutuo regolarmente. In media, la rata del mutuo non supera il 30% del reddito netto mensile, arrivando ad un massimo del 40%.

Le rate possono essere di tre diverse tipologie:

  • rata mensile, ideale se si possiede un lavore dipendente;
  • rata trimestrale, che varia in base alla cadenza dei redditi;
  • rata semestrale, di importo maggiore, che però consente al libero professionista di avere la liquidità necessaria.

Mutuo per liberi professionisti: le garanzie

Quando si parla di mutui e banche, non si può non considerare l’aspetto delle garanzie. La Banca ha bisogno infatti di elementi che assicurano l’affidabilità di chi richiede il mutuo e la possibilità di quest’ultimo di coprire rate e interessi, senza difficoltà. A dispetto del dipendente, il libero professionista non ha una busta paga fissa, elemento problematico per l’istituto di credito, che richiede quindi maggiori garanzie.

La soluzione può essere quella di concentrarsi su altre risorse che si possiedono e che possono rivelarsi utili. Se ad esempio si è proprietari di beni mobili, come titoli di Stato, o immobili, come altre case, si potrebbe utilizzare il loro valore come garanzia, tramite ad esempio un’ipoteca. È possibile anche nominare un parente prossimo come garante: in questo modo, in caso di mancato pagamento delle rate del mutuo, la Banca potrà essere rimborsata dal fideiussore.

Mutuo per liberi professionisti: l’assicurazione e i mutui flessibili

In mancanza di beni da ipotecare o di parenti garanti, si può optare per la stipula di un’assicurazione. Sottoscrivere una polizza a protezione del credito potrebbe essere un elemento di garanzia per l’istituto di credito, che in questo modo può essere certa di un rientro del denaro prestato.
Un’altra possibilità che può aumentare la concessione del mutuo è quella di scegliere un mutuo flessibile. La soluzione permette infatti di modificare le modalità e i tempi di pagamento, anche mentre il finanziamento è in corso.

Mutuo per liberi professionisti: il piano di ammortamento

Il piano di ammortamento viene stabilito una volta definito l’importo della rata e la scadenza. Attualmente, il piano di rimborso può durare dai 10 ai 40 anni, a seconda dell’importo della rata e in caso di mutui consistenti, per l’acquisto ad esempio della prima casa. In caso di piccole somme, è possibile scegliere un piano di ammortamento di soli 5 anni.

Mutuo per liberi professionisti: il capitale massimo e le spese

In questo caso, il libero professionista gode delle stesse possibilità di un lavoratore a contratto a tempo indeterminato. Gli istituti di credito possono erogare un capitale massimo in grado di coprire l’80% del valore dell’immobile. Dalla somma erogata considerata lorda, dovranno essere eliminate le tasse. Al capitale vengono quindi sottratte dalla stessa Banca le tasse, equivalenti allo 0,25 del valore dell’appartamento in caso di contratto per un mutuo per prima casa. Se si parla di seconda casa o di casa per le vacanze, le tasse saliranno al 2% del valore dell’immobile.

Oltre alle tasse previste dalla Banca, il beneficiario del mutuo dovrà occuparsi di spese aggiuntive, come la parcella prevista per il Notaio. Per acquistare un immobile infatti, è fondamentale rivolgersi ad un notaio per verificare lo stato finanziario e legale di chi vende l’immobile, la presenza di eventuali ipoteche sulla casa, così da avere le garanzie per procedere all’atto di stipula.

Mutui senza busta paga: Fondo di garanzia prima casa

Se chi richiede il mutuo è privo di busta paga, ma anche di Partita Iva, deve fornire comunque garanzie all’istituto bancario tramite:

  • la presenza di un cointestatario, un parente prossimo con reddito, che intesti anche a lui il mutuo;
  • la presenza di un garante, che interviene nel momento in cui il beneficiario del mutuo non sia in grado di pagare le rate.

Un’altra possibilità dedicata a chi non possiede una busta paga e non è in grado di fornire le garanzie richieste è il Fondo di garanzia prima casa 2019. È dedicato a mutui ipotecari con importo massimo di 250 mila euro e permette di ottenere la garanzia dello Stato per il 50% della quota capitale. Il fondo è rivolto a tutti i cittadini, esclusi coloro che sono già proprietari di immobili a uso abitativo. In più, è previsto un tasso agevolato del finanziamento per:

  • giovani coppie, con almeno uno dei due componenti al di sotto dei 35 anni;
  • nuclei familiari con un genitore single e figli minori;
  • giovani under 35;
  • coloro che hanno stipulato contratti di affitto di immobili di proprietà degli IACP (Istituto Autonomo Case Popolari).

Per accedere al Fondo è necessario fare domanda presso la Banca aderente all’iniziativa, utilizzando gli appositi moduli di richiesta. Sul sito dedicato, sono elencati gli istituti di credito aderenti al protocollo.

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