Meglio usare i risparmi per ridurre il mutuo oppure investire il denaro e continuare a pagare le rate? Il caso di un giovane proprietario aiuta ad analizzare questa situazione. Il mutuo acceso è da 160mila euro, durata 30 anni e tasso fisso al 2,19%. L’idea iniziale era scegliere una durata lunga per avere una rata più sostenibile, circa 610 euro al mese, e poi effettuare ogni anno versamenti aggiuntivi per chiudere il finanziamento in circa 20 anni invece che in 30.
Secondo i calcoli effettuati, questa strategia avrebbe consentito di risparmiare circa 12mila euro di interessi. Dopo il confronto con la banca, però, è emerso un dettaglio importante: l’estinzione parziale del mutuo non avrebbe ridotto automaticamente la durata del finanziamento, ma avrebbe abbassato la rata mensile.
Indice
Come funziona l’estinzione parziale del mutuo
Quando si versa una somma aggiuntiva sul mutuo, le banche possono applicare due meccanismi diversi. Il primo consiste nella riduzione della durata residua del finanziamento. In questo caso la rata rimane simile, ma il mutuo termina prima e il risparmio sugli interessi può essere significativo.
Il secondo meccanismo, molto più frequente, prevede invece la riduzione della rata mensile del mutuo. La durata resta quasi invariata, mentre diminuisce l’importo da pagare ogni mese. Per continuare ad accorciare realmente i tempi del mutuo, il cliente dovrebbe versare cifre sempre più elevate negli anni successivi. Per questo motivo, prima di pianificare un’estinzione parziale, è importante verificare cosa prevede il contratto e quale modalità applica la banca.
Il peso dei tassi di interesse
Nel caso analizzato, il tasso fisso al 2,19% viene oggi considerato relativamente vantaggioso rispetto ai livelli attuali del mercato. Negli ultimi anni i mutui a tasso fisso hanno superato spesso il 3% o il 4%, soprattutto durante le fasi di maggiore crescita dei tassi BCE.
Con un mutuo al 2,19%, il costo del debito resta relativamente contenuto. Anzi, alcuni strumenti finanziari considerati prudenziali, come obbligazioni o titoli di Stato, possono offrire rendimenti lordi simili o persino superiori. Per questo motivo molti risparmiatori iniziano a chiedersi se abbia davvero senso utilizzare tutta la liquidità per ridurre il mutuo.
I vantaggi di estinguere un mutuo
L’estinzione parziale presenta comunque alcuni vantaggi importanti. Ridurre il debito consente di abbassare gli interessi complessivi da pagare e di alleggerire il peso finanziario nel lungo periodo. Dal punto di vista psicologico, inoltre, molte persone preferiscono diminuire rapidamente il debito residuo per sentirsi più tranquille. Il risparmio sugli interessi rappresenta anche una sorta di rendimento “garantito”. Versando denaro sul mutuo, infatti, si evita di pagare interessi futuri certi.
Ovviamente, però, una volta utilizzata la liquidità per abbattere il finanziamento, quei soldi non restano più disponibili in caso di emergenze. Inoltre, con tassi relativamente bassi come il 2,19%, il vantaggio economico dell’estinzione può ridursi rispetto al passato.
Investire i risparmi: l’alternativa
L’alternativa è utilizzare i risparmi per costruire un investimento parallelo. Nel caso preso in esame, il proprietario stava valutando l’ipotesi di investire circa 2500 euro all’anno invece di destinarli direttamente al mutuo.
Se il rendimento netto degli investimenti supera il costo del mutuo, nel lungo periodo l’operazione potrebbe risultare economicamente più conveniente. Titoli di Stato, obbligazioni investment grade o strumenti a basso rischio potrebbero offrire rendimenti vicini o superiori al tasso del finanziamento.
Il problema è che il rendimento degli investimenti non è mai completamente garantito, mentre il risparmio ottenuto riducendo il mutuo è certo. Per questo motivo la scelta dipende molto anche dalla tolleranza personale al rischio.
Cosa conviene fare
Dal punto di vista matematico, con un mutuo fisso al 2,19% e investimenti prudenti capaci di offrire rendimenti superiori, investire potrebbe risultare più efficiente. Dal punto di vista della sicurezza personale, invece, molte famiglie continuano a preferire la riduzione del debito.
Ovviamente la scelta finale dipende dalla stabilità delle entrate, dalla disponibilità dei risparmi, dagli obiettivi prefissati e dalla necessità di avere liquidità a disposizione nel caso ci sia un’emergenza.