Minuta del mutuo, cos’è e qual è il ruolo del notaio: attenzione alle informazioni presenti

Cos’è la minuta del mutuo, quali dati contiene e perché controllarla con attenzione può evitare errori e problemi prima della firma finale

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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Se si chiede un mutuo per acquistare una casa, l’attenzione ricade quasi subito sulla rata mensile, sul tasso di interesse e sull’approvazione della banca. Questi aspetti sono importanti ma una delle fasi più delicate di tutto il percorso è il controllo accurato della documentazione predisposta dalla banca prima della firma del cliente. È proprio in questa fase, infatti, che vengono riportate tutte le condizioni economiche, gli obblighi, le clausole contrattuali e i costi accessori.

Tra i documenti più importanti c’è la minuta del mutuo ovvero il testo preliminare del contratto preparato dall’istituto di credito con tutte le condizioni del finanziamento.

Cos’è la minuta del mutuo e a cosa serve

La minuta del mutuo è la bozza di contratto che l’istituto di credito invia al notaio prima della stipula del finanziamento.

Si tratta di un documento molto importante perché permette al notaio di preparare in modo corretto l’atto e dà la possibilità al cliente di controllare con anticipo le condizioni dettagliate del finanziamento.

Quali informazioni contiene la minuta bancaria

All’interno della minuta del mutuo sono contenuti i dati principali del finanziamento concesso dall’istituto di credito e tutte le condizioni contrattuali collegate.

Tra gli elementi principali ci sono:

  • l’importo concesso dalla banca;
  • il tasso (che può essere fisso o variabile);
  • la durata del finanziamento;
  • il numero delle rate.

Sono inoltre indicate eventuali spese accessorie come le spese di istruttoria, i costi della perizia, le assicurazioni obbligatorie e le penali previste dal contratto. Il documento specifica anche le garanzie richieste dall’istituto di credito, come l’ipoteca sull’immobile oggetto di acquisto.

Perché è importante leggere bene il documento

La minuta è un passaggio fondamentale che consente di controllare prima della firma tutte le condizioni del finanziamento. Se emergono dubbi o differenze rispetto a quanto concordato, infatti, il cliente può chiedere chiarimenti prima della firma definitiva.

Questo controllo è particolarmente importante nei mutui di lunga durata perché anche piccole differenze possono incidere molto sul costo finale.

Come si può modificare la minuta

La modifica della minuta del mutuo è possibile. La correzione deve però avvenire prima della stipula finale. Se il cliente o il notaio individuano errori o condizioni diverse rispetto a quelle concordate inizialmente, l’istituto di credito può aggiornare quanto contenuto in bozza.

Le modifiche possono riguardare:

  • il tasso di interesse;
  • dettagli tecnici legati all’immobile;
  • garanzie richieste;
  • alcune spese accessorie.

Proprio perché è possibile modificarla, la si deve leggere con attenzione e segnalare eventuali problemi prima del rogito notarile. Dopo la firma dell’atto definitivo, infatti, modificare il contratto spesso richiede procedure più complesse.

Quanto tempo ci vuole per redigerla

I tempi necessari per la preparazione della minuta del mutuo possono variare in base alla banca e alla complessità della pratica. Solitamente l’istituto di credito invia il documento dopo aver completato la fase di istruttoria e la perizia sull’immobile e, nella maggior parte dei casi, servono da 10 a 30 giorni.

È però possibile che i tempi si allunghino se:

  • mancano dei documenti;
  • servono verifiche aggiuntive;
  • ci sono dei ritardi burocratici.

La minuta deve però essere disponibile prima del rogito. Se tarda ad arrivare in prossimità della data della stipula, il richiedente può contattare la banca per avere chiarimenti e sollecitare la pratica.

Qual è il compito del notaio

Quando il notaio riceve la minuta, ne controlla la correttezza sotto il profilo legale e formale. Si assicura, quindi, che il documento sia corretto, conforme alla legge e privo di clausole poco trasparenti.

Il suo compito, però, non è quello di valutare se il finanziamento sia conveniente dal punto di vista economico. Condizioni come i tassi di interesse e i costi applicati dall’istituto di credito dipendono infatti dagli accordi presi tra la banca e il mutuatario.

Che differenza c’è tra minuta e contratto definitivo

La minuta del mutuo è una bozza e non costituisce il contratto finale di finanziamento. Quest’ultimo viene invece firmato davanti al notaio durante la stipula e solo in quel momento il mutuo diventa effettivamente valido e produce effetti giuridici.

La differenza principale riguarda quindi il valore legale: la minuta ha una funzione informativa e di controllo mentre il contratto notarile è l’atto definitivo che disciplina in modo vincolante il rapporto tra banca e mutuatario.

Cosa succede dopo la firma della minuta

Dopo il controllo della minuta si procede con la stipula del mutuo davanti al notaio. In questa fase il cliente firma il contratto definitivo e la banca avvia l’erogazione della somma prevista, secondo le modalità stabilite nel finanziamento.

L’atto notarile contiene tutte le condizioni già anticipate nella minuta del mutuo, incluse eventuali correzioni apportate prima della stipula definitiva. Anche se dopo la stipula la minuta perde il suo valore operativo, conservarla insieme al contratto definitivo può essere utile. Nel caso, infatti, si abbiano dubbi futuri, si possono confrontare le informazioni previste all’inizio con quelle poi inserite per controllare eventuali variazioni relative a costi, tassi o clausole presenti nel contratto definitivo.

In seguito viene iscritta l’ipoteca sull’immobile come garanzia che tutela la banca. Se il mutuatario non dovesse restituire la somma, infatti, l’istituto di credito avvierebbe le procedure previste dalla legge per recuperare il denaro mediante la vendita della casa. Dopo che il mutuo viene erogato, poi, iniziano anche i pagamenti delle rate che seguono il piano di ammortamento concordato nel contratto.