Superbonus, cambia tutto: lo sconto passerà dal 110% al 60%?

La proposta di Fratelli d'Italia è figlia dei timori per la contrazione del Pil e riguarda tutti i bonus edilizi e il Reddito di cittadinanza. Cosa cambierà col Governo Meloni?

Quella del Superbonus è diventata ormai una parabola da racconto epico. L’annuncio, il grande successo iniziale, poi lo stallo, il blocco dei cantieri, i timori di dover pagare i lavori di tasca propria, le scadenze, la turbolenta questione della cessione dei crediti e la pressione sulle banche. L’agevolazione per gli interventi edilizi scrive un ulteriore capitolo della sua saga e rischia di essere sensibilmente ridimensionato (intanto è stata prorogata la scadenza per questi tipi di condomini).

Cosa accadrà al Superbonus: la proposta di Fratelli d’Italia

La formula come l’abbiamo conosciuta finora, al 110%, potrebbe ridursi fino al 60-70%. La proposta è arrivata da Fratelli d’Italia e prevede, per contro, un accesso all’agevolazione garantito a lungo termine. Un’altra opzione sul tavolo è quella di diversificare il bonus in base in base a due fattori:

  • il reddito del beneficiario;
  • il tipo di immobile oggetto dei lavori.

In tal caso la copertura sarà più alta in relazione a una prima casa (non di lusso) e più bassa per una seconda casa.

Dopo una serie di stop anticorruzione tentati da Mario Draghi, di recente è stata sbloccata la circolazione dei crediti fiscali legati al Superbonus. Come riporta il Corriere della Sera, uno dei primi punti nell’agenda di Giorgia Meloni riguarda il supporto per quelle imprese che hanno i conti con crediti fiscali e lavori bloccati. Lo step successivo in programma sarebbe una revisione totale dell’intero sistema dei bonus edilizi, che non dovrebbero superare l’80 % delle spese sostenute, agevolando prevalentemente le prime case.

I bonus edilizi nel Governo Meloni

La revisione del Superbonus potrebbe dunque essere inclusa nella prossima Legge di bilancio, in modo da tutelare cantieri e pratiche aperte e le famiglie e le imprese che le hanno sottoscritte. Dopo il 110%, però, servirà un riordino generale di tutta la materia dei bonus edilizi, dal contributo facciate al sismabonus.

Il programma di Fratelli d’Italia, eletto a primo partito d’Italia dalla tornata elettorale del 25 settembre, prevede diverse strette agli aiuti statali, dal Superbonus al Reddito di cittadinanza (qui invece abbiamo parlato di come cambieranno le pensioni). La prospettiva a tagliare la spesa pubblica sembra inderogabile per la futura presidente del Consiglio, la quale dovrà fare i conti con le previsioni sul Pil in frenata nel 2023 contenute nel Nadef (Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza). La chiave per trovare qualche risorsa in più (anche) per il Superbonus sembra essere proprio il Reddito di cittadinanza, la cui riduzione spianerebbe la strada al taglio di due punti deciso dal Governo Draghi (al costo di circa 4,5 miliardi di euro l’anno).

Superbonus e seconde case

Un veloce recap. contribuente può beneficiare del Superbonus anche per le seconde case, di qualunque tipologia. Siano esse al mare, in montagna, in affitto, in comodato d’uso, in usufrutto o nuda proprietà, in condominio o villette unifamiliari.

Si ricorda per che l’agevolazione è valida per le spese sostenute per i lavori effettuati su un massimo di due unità immobiliari (articolo 19, comma 10 del decreto legge n. 34/2020). Tale limitazione non si applica invece alle spese sostenute per gli interventi effettuati sulle parti comuni dell’edificio.