Superbonus, scontro Tajani-Giorgetti sullo “spalma-crediti”: scintille nel Governo

Il vicepremier ha espresso "perplessità" sulla decisione del ministro dell'Economia di spalmare in 10 anni i crediti del bonus edilizio: il botta e risposta

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Claudio Carollo

Giornalista politico-economico

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di attualità economico-politica, cronaca e sport.

Tajani contro Giorgetti sul superbonus. All’interno della maggioranza si consuma la disputa tra ministri sulla decisione del Mef di allungare i tempi di detrazione sul bonus edilizio che tanti grattacapi sta procurando al Governo. Il responsabile del dicastero dell’Economia ha stabilito di spalmare non più su 4 ma su 10 anni i crediti d’imposta, suscitando al vicepremier “qualche perplessità sulla retroattività”. Obiezione che ha scatenato un botta e risposta a distanza tra i due.

Il botta e risposta tra Tajani e Giorgetti sul superbonus

“Come Forza Italia, vogliamo ascoltare le imprese e le banche per capire se si deve intervenire in Parlamento e fare delle proposte. La parte di retroattività non mi convince: forse dieci anni sono troppi“: ha affermato così Antonio Tajani, a margine del Family business forum di Lecco, in merito alla norma “spalma-crediti” sul superbonus.

Dichiarazione che non sembra essere piaciuta al collega di Governo, Giancarlo Giorgetti: “Io ho una responsabilità e difendo gli interessi dell’Italia come ministro delle finanze. Chiaro?” è stata la risposta senza tanti margini di trattativa del responsabile del Mef.

Al quale ha poi replicato a sua volta il ministro degli Esteri: “È stata una decisione individuale di Giorgetti, non siamo stati consultati” ha dichiarato ancora Tajani, interpellato sull’argomento.

Uno scambio di battute al vetriolo sul quale le opposizioni non si sono lasciati sfuggire l’occasione. “Diamo il benvenuto a Tajani e a Fi tra coloro che pensano che le proposte del Governo in materia di superbonus siano sbagliate e dannose per molte aziende e famiglie”, ha commentato il senatore del Pd, Francesco Boccia.

“Lo spalma crediti ‘obbligatorio’ per 10 anni è una scelta che, da opportunità per alcuni, può trasformarsi in colpo mortale per tante imprese del settore edilizio” ha aggiunto il capogruppo Dem a Palazzo Madama.

“Dopo aver raccontato bugie sull’esplosione della spesa del Superbonus, oggi siamo alle divisioni nella maggioranza dove si stanno accorgendo forse delle aberrazioni giorgettiane – ha detto ancora Boccia – Siamo prontissimi ad accogliere tra le file dell’opposizione il ministro degli Esteri e il suo partito che forse si stanno rendendo conto che il governo Meloni è totalmente incapace di rispondere alle emergenze economiche del Paese”.

L’emendamento “spalma-crediti”

Sin dall’annuncio dell’intervento per spalmare i crediti del superbonus a 10 anni, Giancarlo Giorgetti non aveva voluto sentir ragioni affermando che “il Governo si assume la responsabilità di presentare il suo emendamento. Gli emendamenti parlamentari non saranno presi in considerazione“.

Ma, in risposta alle preoccupazioni espresse da più parti, sulla norma proposta dal Mef sarebbe arrivata comunque una parziale limatura, che limiterebbe la retroattività soltanto al 2024.

Secondo quanto dichiarato a Tgcom24 dal senatore di FdI Giorgio Salvitti, relatore del provvedimento, infatti, l’emendamento del Governo sarà incentrato su quattro punti: “Estensione ad altri territori che hanno subito sismi o alluvioni la possibilità della cessione del credito con un tetto; il terzo settore con un tetto di spesa; la rateizzazione in 10 anni che riguarderà l’anno finanziario 2024; e una parte sulla remissione in bonis per pratiche che hanno avuto errori sostanziali ma di carattere materiale (come errori di trasmissione o di compilazione) che non hanno incidenza sulla spesa”.

“Verrà inserito anche un provvedimento che il lavoro di commissione ha portato avanti per rendere i Comuni protagonisti anche nel controllo di eventuali frodi con un ristoro intorno al 50% di quanto individuato”, ha aggiunto Salvitti.