Entro la fine del 2026 potrebbero arrivare i decreti attuativi per la realizzazione del nucleare in Italia. Ne ha dato conferma il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. All’evento “Futuro Direzione Nord” in corso a Milano, ha presentato l’obiettivo nucleare come “una mia sfida personale e non solo di governo”.
Non è la prima volta che il ministro parla del nucleare come alternativa all’energia da combustibili fossili in riferimento a un senso di dovere nei confronti dei giovani, per lasciare loro qualcosa o, per usare le sue parole, “le condizioni per poter competere a livello europeo e mondiale”. Ha quindi tracciato la cronologia dei prossimi passi del decreto sul nucleare.
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Nucleare in Italia entro la fine dell’anno
La crisi energetica spinge la transizione ecologica in alto alla pila degli impegni sulla scrivania del ministro dell’Ambiente. Come ministro anche della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin ha fatto del ritorno al nucleare una sfida personale. Ne ha parlato durante il suo intervento a Milano nella diciottesima edizione di “Futuro Direzione Nord”.
Il ministro ha infatti dichiarato:
È diventata una mia sfida personale e non solo di governo, lo sento come dovere nei confronti degli italiani e dei giovani.
Si sente, prosegue il suo intervento, l’urgenza di fornire alle nuove generazioni gli strumenti per competere sui mercati globali e preservare la ricchezza dell’economia nazionale.
C’è un programma: i passi per il nuovo nucleare
C’è un vero e proprio cronoprogramma verso il ritorno del nucleare. Nei prossimi mesi il Parlamento sarà impegnato in un percorso normativo serrato. Diverse tappe, ma entro l’anno il ministro punta a ottenere i decreti attuativi.
Il primo passo del piano prevede l’approvazione della legge delega alla Camera entro fine maggio, per poi passare al Senato entro luglio e concludere l’iter parlamentare entro la fine dell’estate.
Poi si proseguirà con la stesura dei decreti delegati al Governo e l’obiettivo è quello di arrivare a dicembre con il quadro giuridico completo e operativo.
Per il ministro, il nucleare è oggi l’unica risorsa che c’è per colmare il divario con Francia e Spagna sul tema energetico. Infatti ha ricordato che questi Paesi godono di prezzi spesso dimezzati grazie al mix elettrico che per oltre il 90% proviene da fonti atomiche.
L’Italia è già un’eccellenza tecnica nucleare
Quello che sottolinea il ministro durante il suo intervento è che l’Italia è già una potenza nell’industria manifatturiera dei materiali nucleari in Europa. Il Paese è la seconda industria di questo tipo in Europa e può rivendicare il primato tecnico.
E siamo secondi, spiega Pichetto Fratin:
Solo perché il mattone è in Francia, se no saremmo anche al primo posto.
Inoltre ha ricordato come il nostro Paese sia in prima linea per la gestione di ITER, un progetto ambizioso sulla fusione nucleare. Si tratta di un colosso magnetico di 18 metri e una larghezza di 4,25 metri progettato con la partecipazione globale. È stato avviato a metà degli anni ’80 e rappresenta lo sforzo collaborativo globale per un costo stimato di oltre 22 miliardi di euro. L’obiettivo è quello di utilizzare la fusione nucleare, che non produce scorie radioattive a lunga durata e non emette gas serra a differenza della fissione nucleare.