Meloni sul Superbonus: “Misura sciagurata, ci impedisce di uscire dalla procedura Ue”

Secondo la premier, il peso del bonus introdotto dal Governo Conte continua a frenare i conti pubblici. Rapporto deficit/Pil sopra la soglia comunitaria del 3% e Italia con margini di spesa ridotti

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Maurizio Perriello

Giornalista politico-economico

Giornalista e divulgatore esperto di geopolitica, guerra e tematiche ambientali. Collabora con testate nazionali e realtà accademiche.

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Giorgia Meloni torna ad attaccare il Superbonus, definendolo una “misura sciagurata” che pesa in misura notevole sui conti pubblici italiani e impedisce al Paese di uscire dalla procedura Ue per debito eccessivo. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo il via libera da parte del governo al nuovo Documento di finanza pubblica, con dati che confermano lo sforamento della soglia del 3% nel rapporto deficit/Pil.

Superbonus e deficit, perché l’Italia resta sotto procedura Ue

Secondo le stime diffuse da Eurostat, il rapporto tra debito pubblico e Prodotto interno lordo nel 2025 si è attestato al 3,1% del Pil, rivisto al ribasso per la guerra, e oltre il limite del 3% previsto dalle regole europee. Questo impedisce al nostro Paese di uscire dalla procedura comunitaria per disavanzo eccessivo.

Proprio su questo punto si è concentrato l’intervento della presidente del Consiglio, che ha collegato il risultato negativo ai costi del Superbonus. Meloni ha spiegato che senza il peso della misura edilizia, l’Italia sarebbe riuscita a rientrare nei parametri europei, con margini di spesa più ampi per il bilancio pubblico.

Cosa ha detto Giorgia Meloni sul Superbonus

Fa arrabbiare constatare che, anche prendendo per buone le attuali stime Istat, saremmo stati comunque sotto il 3% di deficit se, anche nel 2025, sulle casse dello Stato non avesse gravato l’esborso di miliardi di euro per il Superbonus. La sciagurata misura del governo di sinistra del Conte II, al momento, impedisce all’Italia di uscire dalla procedura di infrazione, togliendo al Governo margine di spesa da destinare alla sanità pubblica, alla scuola, al sostegno dei redditi più bassi.

Le dichiarazioni della premier sono state decise e affidate ai social. Per quanto riguarda la riduzione del deficit, ha affermato ancora Giorgia Meloni, il Governo

ha ottenuto un risultato considerato da molti irraggiungibile.

Nel 2022, quando si è insediato l’attuale Esecutivo:

abbiamo trovato un rapporto deficit/Pil dell’8,1%. Oggi lo abbiamo portato al 3,1%. Un dato non solo inferiore di 5 punti percentuali rispetto a quando ci siamo insediati, ma anche migliore delle previsioni del Governo stesso, che si fermavano al 3,3% per il 2025.

La leader di Fratelli d’Italia ha poi evidenziato come sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di euro di Pil in più per evitare la procedura Ue.

Resta il rammarico per aver mancato di poco la soglia del 3%, che avrebbe consentito di uscire dalla procedura di infrazione europea con un anno di anticipo, cosa che avrebbe significato maggiore capacità di spesa per lo Stato.

Per centrare l’obiettivo di Bruxelles,

sarebbero stati sufficienti appena 20 miliardi di Pil in più rispetto ai 2.258 miliardi di euro di Pil per il 2025 al momento stimati dall’Istat. Il paradosso è che, da molti anni ormai, i primi dati Istat sottostimano il Pil effettivo, per poi rivederlo al rialzo. Con buona probabilità, questo accadrà anche per il 2025, rivelandosi una beffa per l’Italia e per gli italiani.

Quanto pesa il Superbonus sui conti pubblici

Il tema sollevato dall’inquilina di Palazzo Chigi richiama dunque in causa il peso finanziario del Superbonus, che continua a incidere per decine di miliardi di euro sui conti pubblici. Si stima che nel 2026 pesi ancora per circa 40 miliardi, con una coda che si protrarrà anche negli anni successivi.

La questione fu sollevata anche nel 2023, quando il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti sottolineò come il rapporto tra deficit e Pil fosse di 0,8 punti percentuali più alto rispetto a quanto inizialmente previsto, proprio a causa dell’onere del Superbonus.