Crisi energetica, Salvini: “Bloccare subito le bollette ai prezzi di febbraio 2026”

La Lega propone lo scostamento di bilancio per fermare i rincari di luce e gas. Divisione nel Governo sull'import di gas e petrolio dalla Russia

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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Durante la conferenza stampa in via Bellerio a Milano, il vicepremier Matteo Salvini ha proposto una strategia anticrisi energetica. Come Lega, ha dichiarato, stanno lavorando per ottenere dall’Europa la possibilità di uscire dai vincoli di bilancio imposti da Bruxelles. Secondo Salvini: “In questo momento sono insensati, insopportabili e insostenibili con due guerre in corso”.

Commentando la bozza Ue sugli aiuti di Stato per coprire gli aumenti dei prezzi, ha dichiarato che non basta. Su questo punto di vista ha inoltre sottolineato che il ministero dell’Economia è in missione a Washington. L’obiettivo a cui si sta lavorando è bloccare le bollette e il costo di benzina a quello che era il periodo pre-guerra in Iran, quindi tornare ai prezzi di febbraio 2026. Altrimenti, prosegue Salvini, per l’Italia il rischio è elevatissimo.

Strategia contro la crisi energetica

La Lega, nei nomi di Matteo Salvini e Giancarlo Giorgetti, ipotizza delle soluzioni per famiglie e imprese contro ulteriori rincari di bollette di luce e gas. L’ipotesi di cui si discute di più è il blocco del costo delle bollette, cioè fermare gli aumenti scattati dal 27 febbraio e tornare ai prezzi pre-guerra in Iran per tutto il 2026.

Per Salvini bisogna passare per l’Unione Europea, uscendo dai vincoli di bilancio “insostenibili e insensati”. Sulla situazione attuale, Salvini dichiara di sperare che a Bruxelles si rendano conto della situazione e sospendano il Patto di stabilità.

Dichiara:

Se non lo faranno certamente il governo italiano non starà a guardare, aspettando che le imprese falliscano.

Rispondendo direttamente a una domanda, la soluzione proposta non può essere quella di una deroga alle norme sugli aiuti di Stato, come invece ipotizza un documento dell’Unione Europea che circola in queste ore.

Questo perché per Salvini:

Quello sarebbe un pannicello caldo a fronte di un prezzo del kerosene raddoppiato con tutti i rischi del caso su voli e turismo per l’Italia.

Blocco bollette e carburante: l’ipotesi

Cosa può fare esattamente il governo secondo la Lega, in attesa di una risposta dell’Unione Europea, è sterilizzare il costo di luce, gas e petrolio per tutto il 2026.

Si tratta di un vero e proprio blocco del costo di bollette, diesel e benzina ai prezzi di febbraio e per farlo servirebbero delle risorse. Anche perché si conoscono già i numeri: azzerare gli aumenti costerebbe decine di miliardi di euro come accaduto nel 2022-2023 con lo scoppio della guerra in Ucraina, che costò intorno ai 90 miliardi di euro. Per Salvini si può andare a debito.

Tutto per non chiudere scuole e fabbriche, per non tornare alla didattica a distanza, ai restringimenti e ai razionamenti. Si dice da questo punto di vista molto preoccupato.

L’apertura a gas e petrolio russo

Sul tema del gas e del petrolio russo, Salvini si dichiara d’accordo con Claudio Descalzi, numero uno di Eni. Ovvero che non si potrà fare a meno del gas e del petrolio russo ancora a lungo.

In disaccordo con Giorgia Meloni, che sulla dichiarazione di Descalzi dichiara di capire il suo punto di vista, perché è un operatore del settore, ma che:

Continua a sperare che quando il problema dovesse porsi, noi saremo riusciti a raggiungere la pace in Ucraina.

Sul gas russo, aggiunge che bisogna fare molta attenzione a come ci si muove.