Caro voli, tariffe destinate a salire ancora: perché e dove viaggiare costerà di più

Nonostante il calo del jet fuel i biglietti restano cari e verso il Mediterraneo ad agosto arrivano a costare fino al 74% in più di giugno

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Chi sperava in una riduzione del prezzo dei biglietti aerei dopo il recente calo del costo del carburante dovrà, almeno per il momento, rivedere le proprie aspettative. Nonostante il jet fuel abbia registrato una sensibile discesa rispetto ai picchi raggiunti durante la crisi in Medio Oriente, le compagnie aeree continuano a mantenere tariffe elevate e, in molti casi, destinate ad aumentare ancora durante l’estate 2026.

Per chi sta programmando una vacanza, dunque, il rischio è quello di dover affrontare una nuova stagione caratterizzata dal caro voli, con aumenti che in alcuni casi superano il 70% rispetto ai mesi precedenti.

Perché il calo del jet fuel non fa diminuire il prezzo dei biglietti

La situazione è il risultato di una combinazione di fattori economici, geopolitici e commerciali. Da un lato il carburante resta comunque più caro rispetto allo scorso anno, dall’altro la domanda di viaggi continua a essere molto sostenuta, soprattutto in Europa, consentendo ai vettori di mantenere listini elevati senza particolari ripercussioni sulle prenotazioni.

Anche se la chiusura dello stretto di Hormuz durante l’escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran aveva provocato una riduzione dell’offerta mondiale di jet fuel (facendo impennare i prezzi del carburante per gli aerei), successivamente, con la parziale riapertura dello Stretto e il progressivo raffreddamento delle tensioni, il petrolio è tornato su livelli più contenuti. Così anche il jet fuel ha iniziato a scendere.

Secondo il Price Monitor della Iata, nella settimana conclusa il 26 giugno 2026 il prezzo del carburante per aerei è diminuito del 2,1%, attestandosi a 116,63 dollari al barile, un valore inferiore del 26% rispetto ai massimi toccati poche settimane prima. Tuttavia, rispetto allo stesso periodo del 2025 il carburante resta ancora circa il 30% più costoso, e questo continua a incidere pesantemente sui bilanci delle compagnie aeree. Per questo motivo i vettori non hanno alcun interesse immediato a ridurre le tariffe.

Aumentano i viaggi in Europa

Le tariffe aeree sono destinate a rimanere alte soprattutto in Europa, dove la domanda rimane alta.  Secondo i dati diffusi dalla Iata, infatti, nel mese di maggio il traffico passeggeri europeo è aumentato del 2,7%, molto di più rispetto alla crescita media mondiale, ferma allo 0,7%. Si tratta di Paesi che rappresentano oggi il mercato più dinamico e redditizio per molte compagnie aeree, che possono permettersi di mantenere prezzi elevati senza compromettere il riempimento degli aerei.

In altre aree del mondo, invece, la situazione è molto diversa:

  • nel Medio Oriente la domanda è diminuita del 28,4% a causa della guerra;
  • negli Stati Uniti il traffico è leggermente calato (-0,8%);
  • anche alcuni mercati asiatici mostrano segnali di rallentamento.

A rafforzare questo scenario contribuisce anche l’uscita dal mercato di alcuni operatori e le difficoltà finanziarie di diversi vettori, fattori che hanno ridotto la concorrenza e aumentato il potere tariffario delle compagnie rimaste.

Dove viaggiare costa di più

Le destinazioni balneari europee sono tra quelle che stanno registrando gli aumenti più significativi. Secondo l’Osservatorio di Maiora Solutions, che ha analizzato oltre mille voli su trenta rotte tra Italia, Europa, Medio Oriente e Asia, il prezzo medio dei voli verso il Mediterraneo ad agosto risulta superiore del 74% rispetto a giugno.

Anche in questo caso, la spiegazione è la stessa: la domanda cresce molto più rapidamente rispetto all’offerta disponibile.

Le località più richieste, come Atene, mostrano incrementi particolarmente accentuati. Per esempio, per la tratta Roma-Atene, nel giro di una sola settimana, il prezzo medio è passato da 104 a 173 euro, con un aumento del 66%, mentre per Milano-Madrid il prezzo medio passa da 113 euro a giugno fino a circa 225 euro ad agosto. Anche se tra gli aumenti più alti spicca la rotta Milano-Heraklion, che passa da una media di 121 euro a giugno fino a 323 euro ad agosto, segnando un incremento del 168%.

Situazione differente invece per alcune destinazioni dove l’offerta rimane più ampia grazie alla presenza di numerosi collegamenti charter e compagnie low cost. È il caso di Heraklion e Dubrovnik, dove in alcuni periodi le tariffe hanno persino registrato leggere diminuzioni.

Gli aeroporti più cari

Un altro elemento che è emerso dalla analisi riguarda il diverso andamento dei prezzi tra gli aeroporti italiani. Volare da Milano continua infatti a essere mediamente più costoso rispetto a partire da Roma. Per esempio, ad agosto un biglietto Milano-Londra costa mediamente 329 euro, mentre la stessa tratta con partenza da Roma si attesta intorno ai 231 euro, con una differenza pari al 42%.

Anche la rotta verso Parigi presenta un divario significativo: partire dagli aeroporti milanesi costa in media il 21% in più rispetto a Fiumicino.

Ad influenzare i prezzi la fortissima domanda che interessa gli aeroporti milanesi, in particolare Linate e una maggiore concorrenza tra vettori, soprattutto low cost, presente invece sullo scalo romano.