Raggiunto un accordo per porre fine al conflitto con l’Iran. Lo ha annunciato domenica sera il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif. In seguito lo hanno confermato sia il presidente statunitense Donald Trump che il regime iraniano, tramite il vice ministro degli Esteri Kazem Gharibabadi. Da giorni Trump dava l’intesa per imminente.
In un post molto enfatico su Truth, Trump ha sostenuto che il patto con l’Iran è “completo” e che ha autorizzato la riapertura totale dello Stretto di Hormuz. Nel messaggio Trump sostiene anche che il traffico marittimo sarà “senza pedaggi”, che l’Iran chiedeva da marzo.
Sharif ha detto che l’accordo sarà firmato venerdì 19 giugno in Svizzera e che prevede la fine “immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano”.
Indice
I punti chiave dell’accordo Usa-Iran
Secondo quanto sta trapelando in queste ore, il patto prevede:
- la riapertura totale dello Stretto di Hormuz e rimozione del blocco navale statunitense;
- la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, incluso il Libano;
- un periodo di 60 giorni per negoziare il destino dell’uranio arricchito e la revoca completa delle sanzioni, con particolare attenzione al programma nucleare iraniano;
- l’impegno di Germania, Francia, Regno Unito e Italia a partecipare a una missione difensiva per la navigazione e operazioni di sminamento.
Giù il petrolio
I prezzi del petrolio sono crollati dopo l’annuncio dell’accordo preliminare. I future del Brent con consegna ad agosto sono scesi sotto gli 85 dollari, scambiati a 83,41 dollari al barile in calo del 4,49%. Appena sopra gli 80 dollari il Wti con consegna a luglio, scambiato in ribasso del 4,91% a 80,71 dollari al barile.
Con la chiusura dello Stretto di Hormuz, il prezzo del petrolio era aumentato esponenzialmente. Con quest’intesa, Trump ha scritto su Truth:
il petrolio tornerà a fluire liberamente, a beneficio sia della regione che del resto del mondo!. Questo grande accordo porterà pace e sicurezza nell’intera regione. Molti presidenti hanno tentato di raggiungere la pace con l’Iran, ma tutti hanno fallito prima di me. Per la prima volta, i leader della regione hanno trovato un presidente in grado di aiutarli a conseguire una pace reale.
L’ira di Trump su Israele
L’annuncio dell’intesa è seguito alle nuove dure critiche di Trump al premier israeliano Benyamin Netanyahu per l’attacco in Libano. Parlando con Axios il tycoon ha espresso tutta la sua rabbia:
Perché ha dovuto fare un attacco? Ero così furioso. Gliel’ho fatto sapere. Non ha nessun giudizio.
Colpevole, secondo il leader Usa, di aver ordinato i raid sulla roccaforte di Hezbollah ritardando così la firma elettronica del memorandum di Islamabad, inviso allo Stato ebraico.
Ma la pace resta fragile: i nodi da sciogliere
Se un accordo è stato trovato, non si può comunque stare tranquilli. Le forze armate iraniane resteranno in stato di massima allerta, pronte a rispondere a qualsiasi complotto, “col dito sul grilletto”. Lo ha dichiarato il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Tasnim. Gharibabadi ha affermato che le forze armate della Repubblica islamica resteranno attenti per contrastare qualsiasi cospirazione contro il paese.
In un’intervista al New York Times, Trump ha dichiarato che gli attacchi militari potrebbero riprendere se l’Iran non raggiungesse un accordo definitivo sul nucleare. Ha inoltre affermato che gli Stati Uniti potrebbero assumere un ruolo di garanzia nella regione, in cambio di una quota delle entrate generate nell’area.