Cos’è e vantaggi dello Staff Leasing

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Lo staff leasing, o somministrazione di lavoro a tempo indeterminato, o employee leasing, è una specifica forma contrattuale incentrata attorno alla somministrazione di lavoro dove i lavoratori vengono assunti tramite un’agenzia interinale per conto di un’impresa in cerca di manodopera.

Lo staff leasing prevede un contratto a tempo indeterminato stipulato da un’agenzia per il lavoro nei confronti di un lavoratore e dell’azienda che ne richiede la manodopera. In vigore da giugno 2015 e modificato poi dal decreto attuativo del Jobs Act, si tratta di una modalità di contratto riconosciuta e tutelata, che accoglie la necessità di lavoratori e aziende.

Si configura come una forma di flessibilità occupazionale di medio-lungo periodo; tale contratto si differenzia da quello standard (a tempo determinato) per un preciso elemento: non ha una scadenza predefinita. Ma perché richiedere uno staff leasing? Il potenziale di un’azienda è dettata in gran parte dal personale in azienda che si presenta come una risorsa essenziale in grado di contribuire ad un preciso modello di business.

Il mercato del lavoro odierno si presenta in continua oscillazione e può porre davanti a rapidi cambiamenti strategici. Possono nascere inaspettate opportunità di business accompagnati parallelamente anche da improvvisi cali di lavoro, e un’azienda deve avere le capacità manageriali di flessibilità per poterli affrontare e metabolizzare entrambi. Qui entra in gioco lo staff leasing, per far fronte ai picchi di lavoro inaspettati come al contrario alla necessità di diminuire in modo plastico e veloce il numero di collaboratori necessari.

Lo schema trilaterale dello staff leasing: agenzia, impresa e persona in cerca di occupazione

Lo staff leasing, questa soluzione di lavoro integrativa che accoglie le richieste di lavoratori come dell’impresa utilizzatrice, registra di fatto la compresenza di tre soggetti attivi quali l’agenzia di lavoro, l’impresa e il lavoratore. L’agenzia (un tempo denominata interinale, poi di somministrazione o di lavoro) si presenta come un ente intermediario che si pone al servizio di un’impresa.

Gestisce tutti i compiti pratici e burocratici dalla A alla Z che ruotano attorno all’azienda come al lavoratore. Si occupa infatti della ricerca e della selezione del personale, nonché dell’assunzione, della messa in regola tramite contratto, del pagamento, del versamento dei contributi e così via. L’impresa utilizzatrice, dall’altra parte, beneficia dei servizi garantiti dall’agenzia, versandole una commissione per i compiti assolti. È a lei che spetta la direzione ed il controllo del lavoratore, anche se attraverso l’agenzia di lavoro.

Infine, il lavoratore, registrandosi gratuitamente al registro delle agenzie si presta al servizio di tutte quelle aziende il cui profilo professionale combacia. La somministrazione di lavoro a tempo indeterminato può essere stipulata nei contratti di lavoro dalle agenzie di lavoro abilitate, siano esse di tipo generalista (iscritte cioè alla prima sezione dell’albo di riferimento) che per quelle di tipo specialista (iscritte alla seconda sezione dell’albo).

I vantaggi per le aziende: il taglio dei tempi, la garanzia della manodopera e lo sgravio fiscale

Lo staff leasing ha vantaggi notevoli per le aziende. I procedimenti di selezione e di fidelizzazione, infatti, consentono l’inserimento di personale qualificato all’interno dello staff aziendale. Il tutto, inserito all’interno di una cornice che aumenta il livello di flessibilità a livello di organizzazione sia per l’attività che per il diretto interessato.

Inoltre, per quanto concerne i costi di amministrazione, si registra un risparmio da non sottovalutare: welfare e caring dei lavoratori sono infatti a carico dell’agenzia di lavoro. Uno dei principali vantaggi goduti dalle aziende è il risparmio di tempo e denaro nella ricerca e nel pagamento del lavoratore. Più nel dettaglio, un collaboratore assunto in staff leasing è spesso sinonimo di garanzia, puntualità e velocità nell’assunzione per le imprese.

Non si devono affrontare lunghe procedure burocratiche, pensa a tutto l’agenzia per il lavoro. Sono presenti altre motivazioni che vale la pena snocciolare. Innanzitutto, il lavoro in staff leasing non rientra nei limiti quantitativi del 30% previsti dai CCNL per la somministrazione a tempo determinato; hanno infatti un contatore a parte, pari al 20% dei lavoratori assunti a tempo indeterminato dall’azienda utilizzatrice; inoltre, l’azienda può cessare in qualsiasi momento e senza particolari vincoli la collaborazione con il lavoratore assunto.

Il contratto di somministrazione a tempo indeterminato può essere stipulato per qualsivoglia attività e mansione all’interno della realtà operativa. I dipendenti assunti con tale tipologia contrattuale non sono ufficialmente conteggiati all’interno dell’organico aziendale (si pensi alle assunzioni obbligatorie, al TFR aziendale); si assiste poi ad una serie di benefici contributivi e vantaggi fiscali (l’impresa in cui il lavoratore presta servizio può ottenere le deduzioni IRAP).

Per di più, si tratta di una forma particolarmente flessibile capace di far fronte ad un’esigenza precisa in un dato momento (ad esempio in caso di appalto); c’è poi da aggiungere la mancanza dell’aliquota contributiva dell’1,4% e del contributo aggiuntivo dello 0,5% previsto dal Decreto Dignità in caso di rinnovo di contratto a tempo determinato.

L’azienda non corre il rischio di dover dimostrare la legittimità del rapporto (sempre nel caso si ricorra alla persona nel limite percentuale previsto dalla legge o, se diverso, dal contratto collettivo applicato dalla stessa impresa). Per ultimo, ma non per odine di importanza, bisogna rammentare che si usufruisce di manodopera in continua formazione tramite programmi finanziati dedicati e che, infine, si può garantire un clima aziendale costruttivo anche in seguito alla fine del rapporto.

I vantaggi per i lavoratori in staff leasing

Come primo elemento, nonostante non si tratti di un’assunzione diretta da parte dell’azienda, gli impiegati possono contare su una maggiore stabilità al pari di altre tipologie di contratti precari. Una persona in cerca di occupazione trova così risposta in una realtà che la accoglie, la forma e la segue nelle pratiche burocratiche per acquisire maggiore padronanza di quelli che sono i suoi diritti. Si tratta di una forma di impiego plastica che può adattarsi anche a particolari esigenze o per colmare dei tempi morti che altrimenti potrebbero non essere soddisfatte.

Il contratto in staff leasing prevede che lo stipendio sia lo stesso dei colleghi assunti in modalità diretta. Il lavoratore in somministrazione, se assunto a tempo indeterminato, ha diritto ad una indennità di disponibilità erogata mensilmente per periodi di inattività (pari a € 750 lorde mensili) o che comunque è regolata dagli importi minimi stabiliti dal contratto collettivo delle agenzie di riferimento. I diretti interessati, a parità di mansioni svolte, hanno diritto di fatto alle stesse condizioni di occupazione dei dipendenti di pari livello, insieme alle tutele in termini si sicurezza.

Ci si può infatti avvalere di tutte le tutele sanitarie e di maternità, così come il sostegno al reddito, il trattamento economico aggiuntivo per infortuni sul lavoro e per mobilità territoriale, oltre che per l’accesso al credito. Ovviamente, il percorso formativo e di inserimento è interamente a carico dell’azienda assieme ai progetti di valutazione, percorsi personalizzati di sviluppo e incollocabilità che possono essere presi in esame.

Gli svantaggi dello staff leasing: le ombre per i lavoratori

Anche lo staff leasing ha svantaggi che possono riguardare più o meno da vicino il futuro assunto e di rimando anche l’azienda utilizzatrice. I lavoratori non possiedono un biglietto da visita, fattore che può causare qualche disagio negli incontri di lavoro. Presentarsi come lavoratore di somministrazione di lavoro a tempo indeterminato è legato ancora, in alcuni casi, ad un’eccezione non positiva e di precarietà.

Sempre restando nel campo di crescita professionale, a volte sono negati o limitati i viaggi aziendali così come il poter accedere a percorsi di formazione interna pagati dalla corporation e promozioni. Tale scelta è causata dal fatto che le imprese non vogliono affrontare costi operativi maggiori. Chi viene assunto con tale modalità di contratto non trova sempre una risposta positiva nel caso voglia innalzare la propria posizione di ruolo.

L’interessato, nel caso in cui vedesse bloccato il suo percorso di crescita aziendale o comunque la sua posizione venisse rilegata ad una percezione di perenne precarietà, potrebbe trovarsi di fronte alla necessità di abbandonare l’impresa. Più in particolare, la contrattazione aziendale su bonus, incentivi, premi di risultato e benefit non si estende allo staff in affitto, di conseguenza la RTA (Retribuzione Annua Lorda) a parità di impiego è minore e non contempla quote variabili. Di conseguenza, può sentirsi meno implicato nelle scelte di vita aziendale.

Il suo ruolo, come accennato, non garantisce un periodo illimitato nel tempo e raramente è accompagnato da un salto di carriera, fattori entrambi che possono giocare un ruolo determinante nel senso di compartecipazione e condivisione di progetti lavorativi. A tal proposito, i sindacati hanno voltato le spalle allo staff leasing, poiché a loro dire costituirebbe una lesione dei diritti dei lavoratori.

Più precisamente, avere una minore capacità decisionale negli aspetti che regolano la macchina aziendale equivale a non godere degli stessi diritti sindacali dei colleghi.  Infine, riguardo il rapporto tra staff leasing e licenziamento, scaduto il contratto, se l’agenzia per il lavoro non riesce a ricollocare l’impiegato assunto a tempo indeterminato, questo può essere licenziato per giustificato motivo. A tal proposito, maggiore è la portata dell’agenzia in termini numerici per clienti e per capillarità territoriale maggiore sarà la possibilità di essere ricollocato altrove.

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