Bonus affitto lavoratori turismo, le risorse non bastano per tutte le domande: cosa succede ora?

Bonus affitto turismo: boom di domande per la misura Staff House, superati i 54 milioni di fondi disponibili

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Il bonus affitto per i lavoratori del turismo piace alle imprese, forse anche più del previsto. Lo dimostrano i numeri delle domande presentate per accedere alla misura “Staff House”: alla chiusura dello sportello, infatti, sono state presentate più domande delle risorse disponibili.

Bonus affitto lavoratori turismo: quante le domande arrivate

Secondo i dati di Invitalia, che gestisce la misura, alla data del 5 maggio 2026 risultano arrivate 102 domande, per una richiesta complessiva di 80,8 milioni di euro, a fronte di una disponibilità iniziale di 54 milioni. Mancano, quindi, 26,8 milioni di euro all’appello. Il 66% delle domande arriva da PMI, mentre il 22% è stato presentato da microimprese.

Non a caso, quasi 9 domande su 10 sono arrivate da realtà imprenditoriali medio-piccole, quelle che più spesso soffrono il problema del personale e che hanno meno capacità finanziaria per investire autonomamente in soluzioni abitative.

Ricordiamo infatti che il contributo è destinato al pagamento dell’affitto, ma aiuta le aziende a creare o migliorare spazi abitativi da mettere a disposizione del personale. Nel dettaglio, alle imprese turistiche ammesse viene riconosciuto un contributo a fondo perduto in conto capitale, per investimenti compresi tra 500 mila euro e 5 milioni di euro in riqualificazione di immobili già esistenti e ammodernamento di strutture da destinare ad alloggi per i lavoratori.

Tra i lavori ammessi anche quelli di:

Le regioni con più richieste inviate

Dal punto di vista territoriale, la partecipazione è stata nazionale, ma con una concentrazione evidente nelle aree a più forte vocazione turistica. In testa c’è Trentino-Alto Adige, che da sola rappresenta il 25% delle domande, con:

  • 39,9 milioni di euro di investimenti previsti;
  • 21,8 milioni di agevolazioni richieste.

Seguono:

  • il Veneto con il 13% delle domande, 17 milioni di investimenti e 9 milioni richiesti;
  • la Campania con l’11% delle domande, 16,4 milioni di investimenti e 10 milioni di contributi.

Cosa succede ora

Ora che la fase dello sportello si è chiusa, Invitalia avvierà la valutazione delle domande pervenute.

Le domande verranno esaminate:

  • in ordine cronologico di presentazione;
  • verificando il possesso dei requisiti previsti dal bando;
  • fino a esaurimento delle risorse disponibili.

Di conseguenze, non tutte le imprese riceveranno automaticamente il contributo. Se le risorse restano ferme a 54 milioni, una parte delle domande – pur formalmente corretta – potrebbe restare esclusa semplicemente per mancanza di fondi. È il classico scenario da overbooking dei bandi pubblici.

Chi rischia di restare fuori

Le aziende che hanno presentato domanda più tardi potrebbero trovarsi in una posizione meno favorevole, soprattutto se il criterio temporale sarà determinante. Tuttavia, non bisogna dimenticare che durante la fase istruttoria possono verificarsi:

  • rinunce;
  • esclusioni per irregolarità;
  • ridimensionamenti dei contributi richiesti.

Questo potrebbe liberare risorse e far scorrere la graduatoria. Per questo motivo, anche chi non dovesse risultare immediatamente ammesso non dovrebbe considerare definitivamente persa la possibilità.

Possibile rifinanziamento? L’ipotesi più attesa

Come dichiarato dal ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, il successo della misura dimostra di aver intercettato “un bisogno reale delle imprese”. Il governo potrebbe quindi aumentare la dotazione economica, coprendo parte del fabbisogno residuo oppure potrebbe essere aperto un secondo sportello, magari con nuove risorse.

Per ora non c’è un annuncio ufficiale.

Cosa devono fare le imprese che hanno presentato domanda

A chi ha partecipato al bando è consigliato il continuo monitoraggio del portale Invitalia per verificare eventuali richieste di integrazione documentale e prepararsi a eventuali chiarimenti tecnici.

I tempi di istruttoria non saranno immediati: trattandosi di investimenti complessi, serviranno verifiche tecniche e amministrative accurate.