Immobili, Piano Casa e affitti brevi: tutte le novità e i bonus del governo Meloni

Dalle misure anti-occupazione della premier al nodo degli affitti brevi sollevato da Salvini. Resta l'incognita sul futuro dei bonus

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Giorgia Bonamoneta

Giornalista

Nata ad Anzio, dopo la laurea in Editoria e Scrittura e un periodo in Belgio, ha iniziato a scrivere di attualità, geopolitica, lavoro e giovani.

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L’occasione per un recap di quanto fatto dal governo Meloni in merito al settore immobiliare è arrivata con l’assemblea annuale di Confedilizia 2026. La presidente del Consiglio ha scritto una lettera a Confedilizia trattando i principali temi dell’abitare. Nella lettera si trova la soddisfazione per l’attuazione del decreto Sicurezza con il quale si combattono le occupazioni abusive e il disegno di legge sugli sfratti con tempi più brevi.

Meloni le definisce “norme di buon senso”, ma soprattutto attese da molti anni. Accanto a queste c’è l’ambizioso Piano Casa che punta a rispondere al diritto abitativo con oltre 100.000 alloggi in 10 anni. Si aggiunge anche Matteo Salvini che fa luce su un tema molto dibattuto, ovvero quello degli affitti brevi. Il ministro delle Infrastrutture ha dichiarato che nella maggioranza si è aperta la riflessione su quelle che sono delle limitazioni ritenute troppo penalizzanti ed eccessive sugli alloggi turistici.

Casa e diritto all’abitare: risultati e promesse

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha inviato una lettera agli “amici di Confedilizia” scusandosi per non aver partecipato all’assemblea annuale. Il testo permette di fare un recap di quanto messo in atto o promesso dal governo Meloni dal suo insediamento sul tema dell’abitare e del mercato immobiliare.

Il primo punto toccato è quello delle abitazioni occupate. Secondo Meloni, il dibattito attuale vede il tema degli sfratti e degli sgomberi delle case occupate come “narrazione ideologica”. La premier ricorda che dall’insediamento del Governo stanno lavorando per ribaltare il paradigma che vuole i proprietari etichettati come “nemici di classe” e gente “insensibile ai diritti di morosi e degli abusivi”.

Per farlo hanno confermato il decreto Sicurezza con il quale combattono le occupazioni abusive e, con il disegno di legge sugli sfratti, approvato di recente in Consiglio dei Ministri, sono stati fissati tempi più certi e rapidi per il rilascio degli immobili occupati senza titolo, perché il contratto di affitto è scaduto o l’inquilino non paga il dovuto.

Dall’altro lato viene vantato il successo del Piano Casa, descritto come ambizioso e strutturale, ma soprattutto capace di mettere a disposizione fino a 10 miliardi di euro per raggiungere l’obiettivo di oltre 100.000 alloggi in 10 anni.

Meloni scrive:

Chi possiede una casa ha il diritto di vedere la proprietà tutelata dallo Stato, mentre chi non ce l’ha deve essere aiutato e sostenuto ad acquistarla ad un prezzo giusto.

Gli affitti brevi: la proposta di Salvini

Si torna anche a parlare degli affitti brevi. Matteo Salvini è intervenuto all’assemblea di Confedilizia con un videomessaggio nel quale spiega che stanno ragionando all’interno della maggioranza su una limitazione ingiusta: l’utilizzo e la messa a rendita della proprietà privata.

Il riferimento è agli affitti brevi. Dice:

Se la proprietà privata è sacra, ognuno del suo appartamento fa quello che vuole. Semmai si può regolamentare all’interno del condominio, ma bloccare o censurare no.

La proposta di Salvini va contro l’operato del governo Meloni, che ha introdotto una serie di restrizioni come l’obbligo del codice identificativo nazionale, l’aumento della cedolare secca al 26% sul secondo immobile per i privati e controlli più rigidi a livello fiscale.

Non c’è un vero e proprio piano alternativo, se non quello di tentare di limare queste restrizioni.

Bonus edilizia al 50% e 36%

C’è ancora altro che il governo Meloni può fare e lo ha ricordato il viceministro dell’Economia Maurizio Leo. Come cita Il Sole 24 Ore, se si troveranno le risorse potranno essere rinnovati i bonus per gli interventi di ristrutturazione al 50% per le prime case e al 36% per le seconde.

Leo era stato molto prudente e aveva sottolineato la necessità di verificare l’andamento dei conti con riferimento al 2025.