Finanziamenti agevolati per imprenditori agricoli: 120 milioni col bando Generazione Terra

ISMEA apre il bando da 120 milioni per l'acquisto di terreni agricoli: ecco i requisiti e le scadenze per i giovani imprenditori

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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È stato pubblicato da Ismea il bando “Generazione Terra”, che con una dotazione finanziaria complessiva di 120 milioni di euro vuole incentivare il ricambio generazionale nel mondo dell’agricoltura. L’iniziativa, infatti, è strutturata per sostenere i giovani operatori e favorire sia la nascita di nuove realtà imprenditoriali che il potenziamento di quelle già attive sul mercato, attraverso l’accesso a finanziamenti agevolati per l’acquisto di terreni agricoli.

Generazione Terra, chi sono i beneficiari del bando Ismea

Generazione Terra si rivolge a tre categorie distinte di beneficiari, accomunate dal limite di età e dalla qualifica professionale, ovvero:

  • giovani imprenditori agricoli (under 41) già attivi che intendono ampliare la superficie della propria azienda o consolidare il patrimonio fondiario;
  • giovani startupper con esperienza (under 41) non ancora proprietari di azienda ma con esperienza documentata nel settore, che intendono avviarsi come capi azienda;
  • gioovani startupper con titolo (under 35), ovvero in possesso di titoli di studio attinenti (diploma agrario o laurea in discipline agrarie/forestali/veterinarie) che vogliono avviare una nuova impresa agricola.

Come funziona

Il bando finanzia fino al 100% del prezzo di acquisto di terreni agricoli. Nel dettaglio, Ismea acquista il terreno scelto dal giovane imprenditore per poi riassegnarglielo con un patto di riservato dominio. Questo significa che il beneficiario diventa proprietario effettivo del terreno solo al termine del pagamento dell’ultima rata del piano di ammortamento.

L’operazione avviene tramite successiva riassegnazione al richiedente con patto di riservato dominio. Dopo di che, il beneficiario restituisce all’ente il prezzo pagato per l’acquisto del terreno attraverso un piano di ammortamento a rate costanti.

Il rimborso può essere dilazionato in un periodo compreso tra i 15 e i 30 anni e, nonostante la proprietà resti inizialmente in capo a Ismea, grazie alle agevolazioni per la piccola proprietà contadina (PPC), le imposte di registro e ipotecaria sono fisse (200 euro ciascuna) e l’imposta catastale è ridotta all’1%. Inoltre, viene applicato un tasso agevolato, calcolato sulla base del tasso base europeo a cui viene aggiunto uno spread, definito in fase di istruttoria in base al profilo di rischio.

Dotazione e riserve territoriali

Dei 120 milioni di euro stanziati per l’annualità 2026, il bando prevede una clausola di salvaguardia territoriale: il 10% dei fondi è riservato esclusivamente a operazioni fondiarie situate nelle aree interne o zone montane, per contrastare l’abbandono dei terreni in contesti marginali

Termini e modalità di presentazione domande

Per accedere al bando bisogna presentare domanda per via telematica tramite il portale Ismea. La finestra di invio è stata già aperta il 22 aprile, ma gli interessati hanno tempo fino alle ore 12:00 del 19 giugno 2026 per fare richiesta.

La procedura è però a sportello, quindi ogni istanza verrà esaminata e accettata seguendo l’ordine cronologico di invio, fino a esaurimento fondi.

Garanzie richieste

Poiché ISMEA mantiene la proprietà del bene fino al saldo (che funge da garanzia reale), non è solitamente richiesta l’iscrizione di ipoteche. Tuttavia, l’Istituto può richiedere garanzie aggiuntive (come fideiussioni) a seconda della solidità del progetto presentato e della tipologia di beneficiario (specialmente per gli startupper).

Infine, è generalmente possibile estinguere il debito in anticipo rispetto alla scadenza dei 15-30 anni, previo rispetto dei vincoli minimi di conduzione agricola previsti dal bando. Ma in ogni caso il terreno non può essere venduto a terzi o destinato a usi non agricoli per tutta la durata del patto di riservato dominio.