I rendimenti die Treasury americani sono volati al massimi dal 2007, suggerendo una fase restrittiva della politica monetaria americana, di riflesso all’intensificarsi delle pressioni sui prezzi a causa dell’impennata del petrolio e del conflitto in Medioriente. UNa fase che coinciderebbe con la nuova era Warsh alla guida della Fed.
Il rialzo dell’intera curva dei tassi
Il rendimento del bond trentennale è volato ieri sino al 5,2%, il livello più alto dal 2007, nel pieno di un intenso sell-off del comparto governativo. e sosta oggi poco sotto tale livello al 5,17%. Il rendimento del decennale — principale benchmark per il costo del debito statunitense — è salito ad un massimo del 4,67%, mentre il biennale, più sensibile alle mosse di breve della Fed, ha terminato la giornata di ieri al 4,12%.
l rialzo dei rendimenti non è confinato agli Stati Uniti: i Bund tedeschi a 10 anni viaggiano al 3,127%, i JGB giapponesi sono saliti al 2,69%, mentre i Gilt britannici a 10 anni hanno toccato il 4,56%.
Le cause del rialzo
Alla radice del movimento c’è un quadro inflazionistico deteriorato. L’inflazione core di aprile 2026 ha registrato una crescita al 2,8% tendenziale, sopra il consenso del 2,7%, sospinto da costi abitativi elevati, inflazione resiliente nei servizi e una riaccelerazione dei prezzi dei beni. I dati hanno mostrato un’inflazione headline al 3,8% rispetto ad aprile 2025, con la guerra in Iran — protrattasi per dieci settimane — a spingere i prezzi energetici e ad allontanare l’indice dal target del 2% della Fed.
A questo si aggiunge la componente fiscale. Le tensioni sul mercato obbligazionario riflettono anche le persistenti sfide di bilancio: nonostante un surplus di 215 miliardi di dollari in aprile, il dato risulta inferiore del 17% rispetto allo stesso mese del 2025, e i 97 miliardi spesi per interessi sul debito sono stati la seconda voce di spesa dopo la Social Security. Le preoccupazioni sui deficit federali e i segnali di un’economia ancora resiliente stanno inducendo gli investitori a richiedere un premio maggiore per detenere debito a lunga scadenza.
L’inizio dell’era Warsh
Warsh è stato confermato il 13 maggio alla guida della Federal Reserve, rappresentando il diciassettesimo presidente della banca centrale americana, con un voto al Senato di 54 a 45, il più diviso nella storia dell’istituzione. Il suo mandato è iniziato ufficialmente il 15 maggio, coincidendo con la scadenza di quello di Jerome Powell.
Warsh, 56 anni, è stato un critico della politica monetaria perseguita in passato e, lo scorso anno, in un’intervista alla CNBC, aveva invocato un “cambio di regime” presso la banca centrale. La sua nomina, fortemente voluta dalla Casa Bianca, in particolare dal Presidente Trump, che ha ripetutamente sparato a zero contro il predecessore per la sua inerzia, apre una fase delicata.
Warsh si trova a guidare la Fed sotto la pressione dell’amministrazione, che chiede tagli ai tassi, e di colleghi sempre più determinati a mantenere fermo il costo del denaro. Da inizio marzo il rendimento del decennale è salito di circa 45 punti base e gli investitori scommettono ora che i Treasury yield resteranno elevati più a lungo, scettici sulla capacità del nuovo presidente di domare un’inflazione alimentata dal conflitto mediorientale.
Le prossime mosse della Fed
La Fed ha mantenuto il tasso di riferimento nella forchetta 3,5%-3,75% da dicembre. La prima riunione del FOMC presieduta da Warsh è in calendario per il 16-17 giugno. Il quadro delle attese è cambiato radicalmente: il CME FedWatch Tool ha portato al 50% la probabilità di un rialzo di un quarto di punto entro l’anno, mentre BNP Paribas ritiene che, se il FOMC dovesse decidere di alzare i tassi, lo farebbe verosimilmente a partire dal meeting di dicembre 2026.
Joseph Brusuelas, capo economista di RSM, ha osservato che il recente rialzo dei tassi di inflazione breakeven impliciti nel mercato suggerisce fortemente che Warsh e il FOMC dovranno prepararsi all’eventualità di un’inflazione in ulteriore aumento e di un possibile cambio di politica.
Ryan Swift, chief U.S. bond strategist di BCA Research, avverte che eventuali argomentazioni dovish iniziali da parte di Warsh potrebbero far perdere il controllo della parte lunga della curva.