Capi in pelle nati dal sughero della Gallura: ecco la scommessa di Lebiu

Convertire la polvere di sughero in capi d’abbigliamento ecologici è ora possibile, lo fa una startup sarda con la mission di dare nuova vita ai rifiuti dell’industria del tappo, diminuendo l’impatto di CO² nell'atmosfera.

La startup Lebiu, che in sardo significa leggerezza, è stata fondata nel 2020 da Fabio Molinas e Alessandro Sestini nel nord della Sardegna, a Calangianus, in Gallura.

Tutela del pianeta

Questa realtà si occupa di lavorare la polvere di sughero (che ha la consistenza della farina), un materiale che viene immagazzinato in grandi contenitori prima di essere bruciato, per alimentare caldaie o essere smaltita, un fine destinato però ad aumentare la quantità di CO² nell’atmosfera, dovuta appunto ai gas di combustione.

Capi in Corskin: simil pelle che nasce dal sughero.
Fonte: Ufficio stampa Lebiu
Capi in Corskin: simil pelle che nasce dal sughero.

Il nord Sardegna produce il 70% del sughero nazionale e grazie ai suoi 210 mila ettari di boschi di querce la materia prima non manca.

Corskin & Nanocork

I due imprenditori hanno deciso di puntare sul sughero per sviluppare due prodotti: il Corskin, abbinato ad una linea secondaria il Nanocork.

Corskin è una sorta di simil pelle, un materiale tecnico con un alto contenuto di particelle di sughero e resine plant-based provenienti da coltivazioni OGM-free e da campi non sottratti all’agricoltura per l’alimentazione, resistente alla corrosione grazie alle proprietà del sughero e dall’estetica che rimanda alla pelle animale, ma personalizzabile con diverse textures e finissaggi ad-hoc. 

Prodotti Lebiu in simil pelle.
Fonte: Ufficio stampa Lebiu
Prodotti Lebiu in simil pelle.

 

Il Nanocork, è invece un fissaggio naturale che può essere applicato sui capi per dare vita ad un effetto naturalmente invecchiato, è ottenuto grazie a un processo di micronizzazione delle particelle di sughero e acqua, permette di risparmiare fino al 90% di acqua, prodotti chimici, ed energia, incrementando le prestazioni del capo in termini di isolamento termico e antistaticità.

Il processo produttivo

L’idea è quella di unire la tradizione sarda della lavorazione del sughero con l’innovazione del settore fashion e design, trasformando uno scarto di produzione in un nuovo prodotto: tutto questo attraverso un processo di upcycling: nient’altro che l’impiego di una materia prima di seconda generazione (che non necessita di alcuna trasformazione, né di trattamenti successivi per adattarla alla produzione), usata appunto per creare un materiale con prestazioni migliorate.

Da sottolineare come l’intero processo produttivo che avviene solo e soltanto in Italia: la raccolta degli scarti del sughero, la ricerca e lo sviluppo rimangono in Sardegna, mentre la fase di produzione è affidata ad aziende nel Nord del Paese, conosciute internazionalmente per il know how e la qualità dei prodotti alternativi alla pelle animale.

Capi Lebiu in simil pelle, realizzati con polvere di sughero della Gallura.
Fonte: Ufficio stampa Lebiu
Capi Lebiu in simil pelle, realizzati con polvere di sughero della Gallura.

 

Lebiu ha ricevuto finanziamenti da progetti europei e italiani come WORTH Partnership Project nell’ambito di COSME, il programma dell’UE per la competitività delle piccole e medie imprese; ELIIT Partnership Program, il progetto di innovazione e tecnologia delle industrie leggere che mira a sostenere le PMI del settore tessile, dell’abbigliamento, del cuoio e delle calzature.

Un sostegno anche da Sardegna Ricerche, il programma “Voucher Startup – Incentivi per la competitività delle startup innovative”. Lebiu è stata poi selezionata da Smart&Start Italia, l’incentivo che sostiene la nascita e la crescita delle startup innovative e dall’acceleratore Terranext selezionata tra 130 startup.

Stiamo parlando di un business etico e sostenibile, che parte da un’economia rurale per arrivare a produrre un materiale pregiato che trova la sua applicazione in svariati settori, dal fashion all’interior, fino al packaging e all’automotive.