La monarchia inglese non è un costo ma un brand da 2 miliardi

Non rappresenta un costo, ma molto di più: ecco quanto vale il brand della famiglia reale

Una monarchia che ha alle sue spalle un vissuto storico di tutto rispetto e che è riuscita a conservare la propria egemonia nei secoli.

La monarchia britannica non teme rivali e con i matrimoni dei principi Harry e William, il popolo inglese non ha solo mostrato di seguire in maniera appassionata le vicende reali, ma anche di sentirsi felicemente rappresentata. In un mercato dinamico e competitivo, un “brand” può influenzare – in maniera diretta o indiretta – i consumatori, spingendoli a fare scelte determinate scelte economiche.

Per quanto possa apparire un pò fuori dall’ordinario, la monarchia inglese può essere considerata un vero e proprio brand, al punto che la consulting society londinese “Brand Finance”, – che si occupa dell’analisi dei bilanci e dei risultati ottenuti dai reparti marketing delle imprese – ha calcolato che il “marchio Corona britannica spa” ha un valore di 67,5 miliardi di sterline, con un indotto per l’economia che si aggira a 1,76 miliardi di sterline, ovvero 2 miliardi circa di euro. Il dato si riferisce al 2017: beni quali le proprietà, ma anche le collezioni reali e i 42 miliardi di sterline di valore intangibile (da intendersi come valore dell’indotto che la monarchia apporterà all’economia nei prossimi 5 anni), hanno prodotto 1,76 miliardi di sterline. Una cifra importante che, se da una parte è legata alla rendite degli immobili e del turismo, dall’altra è correlata allo sfruttamento dei marchi reali per finalità commerciali.

La famiglia reale, da considerare come brand che apporta un consistente contributo finanziato all’isola, non è da intendersi solo nella persona della Regina Elisabetta II, ma anche nei suoi figli, ma soprattutto nei suoi nipoti. Su questo non ci sono dubbi: i matrimoni tra William e Kate prima e tra Harry e Meghan solo alcuni mesi fa, sono stati molto seguiti e molto amati, non solo dagli stessi inglesi, ma anche dal resto del mondo.

Kate e Meghan sono delle vere e proprie influencer e un po’ come re Mida, tutto quello che toccano sembra trasformarsi in oro. Stando a uno studio realizzato per Walpole – un’associazione che rappresenta il meglio del lusso inglese – ben il 37,6% delle persone comprerebbe un oggetto di lusso se a promuoverlo è Kate. Si difende bene anche Meghan: il 35% delle donne sarebbe disposto a compiere le sue stesse scelte. A parte le percentuali rilevate, ci sono esempi concreti che dimostrano quanto alcuni brand di moda abbiamo moltiplicato il loro fatturato. “Outland Denim”, un piccolo marchio australiano di abbigliamento, ha visto aumentare i propri profitti – al punto da poter assumere nuovo personale – dopo che Meghan aveva indossato un paio di jeans neri a loro marchio durante gli “Invictus game”.

Mentre il marchio di moda Seraphine ha quadruplicato i propri introiti – toccando i 2 milioni di dollari – grazie a Kate. I marchi scelti dai reali infatti, influenzano lo shopping generando 193,3 milioni di sterline. Anche le produzioni teatrali ispirate alla famiglia reale e il business cinematografico non è da meno, generando un fatturato di 50 milioni di sterline. E anche i Royal baby promettono bene: nonostante la tenerissima età, il piccolo George ha un potenziale di 3,6 miliardi e Charlotte del doppio.

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