Spopola il bubble tea: perché piace così tanto e quanto vale il mercato del “tè con le bolle”

Secondo un’analisi di Cross Border Growth Capital, il bubble tea inaugura la scalata alla vetta dei nuovi food trend. Europa e Italia hanno un ruolo fondamentale da giocare

Avete presente l’ormai celebre bevanda a base di tè e latte con frutta, dove vengono aggiunte delle perle di tapioca gommose che “esplodono” in bocca creando un effetto croccante? Soprattutto i giovanissimi ne vanno pazzi, ma non solo. Il bubble tea spopola, e nelle grandi città, anche italiane, spuntano ovunque nuovi bubble tea bar, il che indica un evidente trend del mercato, internazionale e nazionale.

Cos’è il bubble tea e come si beve

Forse non tutti l’hanno già provato, ma il bubble tea è un drink diverso. Una bevanda a base di tè, nata in Taiwan intorno al 1980 e sbarcata nella West Coast Statunitense negli anni 90’, inizialmente consumata dalla comunità asiatica in Nord America ma nella seconda decade degli anni 2000 entrata nelle abitudini di tutto il mondo.

Detta anche “boba”, la sua forza è che è personalizzabile, versatile e appetibile per qualsiasi tipo di consumatore: si può scegliere una base di latte intero, scremato o vegetale – di soia, alla mandorla, d’avena – che può essere combinato con tantissimi gusti di frutta. I tè più popolari, invece, sono quelli a base di Tè Nero e Tè Verde, seguiti da l’Oolong e il Tè bianco.

Consumabile sia caldo che freddo, il bubble tea è adatto a ogni stagione. Combinazione perfetta di tutti i fattori-chiave dei food trend di oggi – salutare, colorato, divertente, buonissimo, per tutti i gusti – piace soprattutto perché, oltre ad essere gustoso, è in linea con uno stile di vita sano.

Il bubble tea è considerato un prodotto “immunity boosting”, perfetto per unire attenzione alla linea e una eccellente esperienza di gusto. Spopola soprattutto nella fascia dei nativi digitali, ovvero la generazione Z, che include praticamente la fascia dai 9 ai 24 anni.

Quanto vale il mercato del “tè con le bolle”

Il mercato del bubble tea è in grandissimo fermento. Per darvi qualche numero, la Cina nel 2020 ha registrato oltre 480 mila bubble tea bar e gli Stati Uniti più di 4 mila nel 2021.

In Europa è partito dal Regno Unito nel 2014 per poi arrivare in Italia, dove il mercato risulta ancora frammentato e in mano a operatori indipendenti. Il che significa che ci sono grandissime opportunità per le catene consolidate di presentarsi come leader di mercato, anticipando l’arrivo dei grandi franchising asiatici come Chatime, Coco Fresh Tea & Juice e Tealive.

Ma quanto vale il mercato globale del “tè con le bolle”? Tantissimo: nel 2021 ben 2,7 miliardi di dollari, e si prevede raggiungerà un valore di oltre 4 miliardi nel 2027.

I dati emergono dal “Bubble Tea Market Report 2021” realizzato da Cross Border Growth Capital, advisor leader in Italia per aumenti di capitale e operazioni di finanza straordinaria per startup e PMI.

A guidare il successo sono i Paesi APAC – Taiwan e Vietnam in testa – che vantano un ruolo ancora preponderante e coprono il 35% del mercato mondiale”, spiega Andrea Casati, Vice-President di Growth Capital. Il secondo mercato più grande è il Nord America, dove si prevede una crescita prevista persino esponenziale.

Growth Capital sottolinea come siano i grandi franchising, in Asia e America, ad avere in mano il mercato: Coco Fresh Tea & Juice, Chatime, Tealive, Gong Cha, Hey Tea, Vivi Bubble Tea e Kung Fu Tea sono i brand più affermati.

Chatime, Coco Fresh Tea & Juice e Tealive registrano inoltre una forte penetrazione in Europa, mentre Gong Cha ha annunciato, nel 2020, di avere intenzione di dare il via a una scalata verticale sul Vecchio Continente per il proprio franchising.

bubble tea

Spopola il bubble tea: perché piace così tanto (credits Growth Capital)

Bubble tea in Italia: dove sono i bar e quanto vale il mercato

Per quanto riguarda l’Italia, in termini di valore il mercato italiano è stimato attorno ai 30 milioni di euro al 2021 e potrebbe raggiungere la soglia dei 90 milioni già nel 2027.

Nel Belpaese, al 2021, sono stati mappati 156 bubble tea bar e ci si aspetta che nel 2024 questo numero possa superare i 300. Per la maggior parte si trovano nelle grandi città come Milano, Roma, Bologna, Torino e Firenze, che rappresentano circa il 72% del mercato italiano. Ma si stima che nel resto della penisola si trovino circa 50 bubble tea bar in città medio-piccole ad alta densità abitativa.

Solo la città di Milano tra il 2017 e il 2021 ha visto il numero di bubble tea bar crescere esponenzialmente, passando da 7 a 40. Fra questi, Frankly Bubble Tea and Coffee è il player principale, seguito da Mistertea. Anche la catena italiana Bobble Bobble possiede numerosi bar. Sono presenti poi diversi esercizi commerciali che hanno ampliato la loro offerta aggiungendo la bevanda al loro menù.

“Quello italiano è un mercato che presenta tutti i segni di un allineamento ai trend di crescita esponenziale internazionali”, sottolinea ancora Casati. “Il caso di Milano è emblematico: tra il 2017 e il 2021, la metropoli ha visto aumentare i propri bubble tea bar da 7 a 40”. A dominare la città nel 2021, detenendo l’8% con 3 DOS (e un quarto in apertura a gennaio), è Frankly Bubble Tea and Coffee catena numero uno in Italia: nel 2020 ha raggiunto 1,5 Milioni di euro di ricavi.

Ulteriore tendenza del mercato italiano è la presenza “nascosta” del bubble tea, ovvero di esercizi che, pur non essendo bubble tea bar, hanno deciso di arricchire la propria offerta con il drink trendy ed healthy del momento.

Evidenza che, sottolinea Growth Capital, apre corsie preferenziali a catene strutturate e operanti massimamente con una strategia DOS per inserirsi nel mercato italiano non solo come garanzie di attendibilità e qualità, ma anche come veri e propri player di riferimento.

A chiudere, spicca il bubble tea DIY (Do It Yourself): diverse catena come Frankly Bubble Tea and Coffee hanno approntato una piattaforma di e-commerce attraverso la quale consegnare direttamente a casa del cliente kit e istruzioni per comporre da sé il proprio bubble tea preferito.

I trend del mercato bubble tea

Diventa dunque chiaro che i bubble tea bar diventano sempre più un asset interessante per diversificare il portafoglio di partecipate tanto di private equity quanto di attori corporate.

È infatti proprio seguendo questa tendenza, aggiunge Growth Capital, che la catena asiatica Gong Cha ha fatto il suo ingresso in Europa ed è ora parte del fondo di Private Equity TA Associates.

Indicativa anche l’operazione di Jollibee Food Corporation (JFC), operatore di punta nel mercato asiatico del fast food, che ha acquisito la maggioranza (51%) della taiwanese Milkshop International e così dei circa 250 bubble tea bar Milksha in tutto il mondo, per un valore totale di 12.9 milioni di dollari.

Grande successo anche in Borsa, come dimostrato dalla quotazione sul mercato HSKE della catena Nayuki, avvenuta con 257 milioni di azioni a KH$ 19,8 l’una.

Contenuto offerto da Growth Capital

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