Come difendersi dal mobbing sul lavoro

Il fenomeno del mobbing è purtroppo molto diffuso, ecco come difendersi e quando denunciare

Il mobbing sul lavoro è un fenomeno che tende a verificarsi sempre più spesso in aziende pubbliche e private. Tuttavia, ogni datore di lavoro dovrebbe assicurarsi che i propri dipendenti possano vivere in un ambiente tranquillo, sicuro, nel quale possano emergere tutte le loro qualità. In questo articolo, per chiarire ogni dubbio e perplessità, affronteremo tutto ciò che c’è da sapere sul mobbing sul lavoro: cos’è, come riconoscerlo, come denunciarlo e dimostrarlo, come difendersi e soprattutto in che modo ottenere il risarcimento.

Cos’è il mobbing sul lavoro

Per capire cos’è il mobbing sul lavoro, occorre rifarsi innanzitutto al suo reale significato etimologico. La parola “mobbing” deriva dall’inglese e letteralmente significa “molestare, assalire, bullizzare”. Il significato contestualizzato riguarda quindi tutti quei fenomeni di carattere violento sia fisico che psicologico che un gruppo di persone rivolge ad un membro. Solitamente sul luogo di lavoro, si verifica sotto forma di episodi di vessazione, attacchi verbali, calunnie, terrore psicologico e aggressività da parte di superiori oppure semplici colleghi. Quando vengono a verificarsi questi tipi di situazioni, il lavoratore che ne è vittima fatica a concentrarsi e persino a lavorare in serenità e al massimo della sua produttività. Nel caso questo comportamento venga messo in atto da soggetti che ricoprono una posizione alta nella gerarchia dell’azienda, prende il nome di “bossing“, ma di questo ne parleremo meglio fra poco. La prima volta nella storia che si parla di mobbing risale alla fine dell’800, ma i suoi sviluppi in Italia si hanno soltanto nel 2002 con un saggio dello psicologo tedesco H. Ege, sui 7 parametri per identificare il fenomeno, dal titolo “Mobbing: conoscerlo per vincerlo”. Successivamente è stata introdotta una legge di tutela anche nel codice civile italiano, precisamente all’articolo 2087. I motivi per i quali il mobbing sul lavoro nasce e si sviluppa sono molteplici e di diverse entità. Uno di questi può ad esempio essere la competitività malsana. Infatti, se ci si trova ad avere a che fare con soggetti che pur di raggiungere i propri obiettivi, rendono la vita impossibile ai concorrenti o a chi gli sta vicino, è facile che si sviluppino episodi di violenza psicologica. Naturalmente, oltre ad una competizione sleale, possono esserci altri aspetti a ricoprire il ruolo di causa scatenante, come della semplice antipatia oppure l’invidia. Il ragione per cui il mobbing sul lavoro è in continua diffusione è che, chi ne è spettatore e si rende conto di ciò che sta accadendo, non fa nulla per troncare o denunciare questi episodi, tanto meno aiutare chi ne è vittima in prima persona. Il motivo di non intervento è spesso la paura di avere ripercussioni anch’essi a livello lavorativo. Vediamo ora come riconoscere il mobbing sul lavoro e a seguire, come poterlo denunciare.

Come riconoscere il mobbing sul lavoro

Per riconoscere il mobbing sul lavoro occorre innanzitutto guardare il fattore “tempo”. Solitamente, infatti, episodi di questo genere non sono sporadici e tanto meno singolari. Anzi, spesso sono perpetrati anche nel lungo periodo e in modo sistematico. Inoltre, non sono casuali. Ogni comportamento di mobbing su un dipendente ha uno scopo ben preciso e a volte anche premeditato nel tempo. La persona vittima di questi atteggiamenti vessatori viene definito il “mobbizzato“. Lo scopo finale di questo fenomeno è distruggere la persona emotivamente e psicologicamente fino a farla crollare. Di conseguenza, la vittima è portata al distaccamento sociale e tende ad isolarsi dal resto dei dipendenti aziendali. Uno dei fattori grazie ai quali è possibile riconoscere il mobbing sul lavoro e la posizione gerarchica della vittima. Difatti, quest’ultima si trova quasi sempre in una posizione inferiore rispetto a chi perpetra i comportamenti aggressivi. Con il passare del tempo, sul mobbizzato ci sono ripercussioni notevoli dal punto di vista lavorativo, come:
  • perdita di influenza e di rispetto da parte dei colleghi di lavoro;
  • diminuzione del potere decisionale;
  • mancanza di intraprendenza;
  • sintomi di smarrimento;
  • peggioramento della salute e delle relazioni interpersonali anche al di fuori del contesto lavorativo.
L’individuo vittima di questo fenomeno viene continuamente declassato e dequalificato in merito alle sue mansioni. Esistono casi di: sabotaggio del lavoro svolto, ridicolizzazione davanti ai clienti e perfino azioni che vanno contro la legge. Tutto questo per raggiungere un solo scopo: il licenziamento della vittima, portata ad una situazione di esasperazione e costretta involontariamente a dare le dimissioni. Tuttavia, bisogna fare estremamente attenzione a non confondere il mobbing con il demansionamento. Quest’ultimo si ha nel caso in cui un individuo venga assunto per svolgere determinati compiti, ma successivamente gliene vengano assegnati di inferiori rispetto alla sua qualifica. Questo comportamento è perseguibile per legge, in quanto lede la professionalità del lavoratore. Esso può far parte dell’insieme di condotte che danno vita al mobbing, ma non si tratta del mobbing stesso. Quest’ultimo, infatti, non mira solo a dequalificare il dipendente, ma più nello specifico si ha l’obiettivo di umiliarlo e costringerlo a lasciare il posto di lavoro.

Tipologie di mobbing sul lavoro

Esistono vari tipi di mobbing sul lavoro:
  • orizzontale: atteggiamento messo in atto dai colleghi della vittima;
  • verticale: comportamento perpetrato dal datore di lavoro oppure da una persona ad un piano più alto della scala gerarchica (bossing);
  • ascendente: colui che viene mobbizzato è il datore di lavoro, tramite episodi di insubordinazione e mancanza di rispetto da parte dei dipendenti.

Come denunciare mobbing sul lavoro

Come precedentemente anticipato, il mobbing sul lavoro è un argomento affrontato nel codice civile e non costituisce ancora un reato penale. Per ottenere giustizia, il mobbizzato può rivolgersi a:
  • organizzazioni sindacali;
  • associazioni a tutela dei lavoratori;
  • forze dell’ordine.
Nei primi due casi, le rispettive strutture si riserveranno il diritto di dare un supporto psicologico ed elargire consigli legali, mentre le forze dell’ordine si occuperanno di svolgere delle indagini sul luogo di lavoro della vittima per accertarne la veridicità.

Mobbing sul lavoro: come dimostrarlo

Per dimostrare episodi di mobbing sul lavoro, la giurisprudenza ha previsto dei requisiti specifici, ovvero:
  • comportamento perpetrato nel tempo;
  • comportamento che lede l’integrità fisica o psicologica del dipendente;
  • collegamento fra l’atteggiamento del superiore e il mobbizzato;
  • la volontà di tenere una condotta persecutoria (elemento soggettivo).

Come difendersi dal mobbing sul lavoro

Una volta verificato che ci siano i requisiti imposti dalla legge, è possibile procedere alla pratica. Per difendersi dal mobbng sul lavoro è possibile sporgere una denuncia. Gli strumenti che il mobbizzato ha a disposizione sono:
  • lettera di diffida: da inviare al proprio datore di lavoro, comunicando gli atti che continuano a verificarsi da parte dei superiori e i danni piscologici che ha subito;
  • denuncia per mobbing: in ogni città si trovano uno sportello adibito a questi episodi dove è possibile far presente l’accaduto alle autorità competenti;
  • organizzazioni e associazioni per i diritti del lavoratore: possono indirizzare il mobbizzato verso una soluzione legale.
I casi citati nel paragrafo precedente sono perseguibili civilmente e avvengono frequentemente sotto forma di mobbing orizzontale. Tuttavia, possono verificarsi episodi in cui i superiori o i colleghi sono perseguibili penalmente, ovvero:
  • violenza fisica;
  • molestia sessuale;
  • minacce;
  • intimidazioni;
  • diffamazione.
Quando si verificano questi comportamenti, la vittima può scavalcare gli strumenti precedentemente elencati e rivolgersi direttamente alle forze dell’ordine. Dopodiché, le autorità competenti si occuperanno di svolgere le indagini per una durata massima di 6 mesi, salvo eccezionali proroghe. Nel caso in cui, gli episodi di umiliazione e vessazione vengano confermati si proseguirà con un processo nelle apposite sedi.

Risarcimento danni per mobbing sul lavoro

Per i danni pisco-fisici subiti dal lavoratore, vittima di mobbing sul lavoro è naturalmente previsto un risarcimento danni. Tuttavia, per averne diritto deve essere dimostrata nelle sedi specifiche l’esistenza e l’entità del suddetto danno. Se viene verificata l’esistenza di un nesso causale fra le azioni perpetrate dai colleghi e le lesioni fisiche e psicologiche del mobbizzato, quest’ultimo potrà richiedere il risarcimento di tutte le spese mediche che ha sostenuto. Non essendoci una legge specifica a livello penale, bisognerà dare inizio ad una causa civile, rifacendosi alle regole che disciplinano i danni sul luogo di lavoro e assicurandosi la presenza di prove di mobbing e colleghi o persone esterne che possano testimoniare quanto accaduto. Più nello specifico, i danni per i quali è possibile chiedere un risarcimento sono di tipo:
  • patrimoniale: tutti i danni che è possibile quantificare direttamente in una somma di denaro (ad esempio: spese mediche);
  • non patrimoniale: i danni che riguardo una lesione alla salute psico-fisica o ad altri diritti protetti dalla Costituzione (ad esempio: libertà di pensiero).
Come è facile comprendere, la definizione del risarcimento risulta più semplice nel caso di un danno patrimoniale. Nella seconda situazione, invece, ci si rifà ad una tabella redatta dal Tribunale di Milano, che definisce il danno non patrimoniale a partire da un accertamento fatto da un medico legale. Quest’ultimo, infatti, si occupa di constatare la presenza di conseguenze del mobbing sul lavoratore mobbizzato. Di conseguenza, il risarcimento sarà maggiore, quanto più elevata sarà l’invalidità riscontrata dal medico. L’invalidità può essere permanente o temporanea, ma in entrambi i casi si ha diritto ad un risarcimento per il danno subito. Il ruolo del medico legale è in questo senso essenziale, in quanto oltre a quantificare la gravità delle vessazioni, dovrà anche riconoscere l’esistenza di un rapporto causa-effetto fra le azioni perpetrate e il lavoratore mobbizzato. Il mobbing sul lavoro è un argomento complicato, ma con questa guida siamo sicuri che sarà più chiaro come muoversi e far fronte a queste spiacevoli situazioni, in modo da far valere i diritti del lavoratore.

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