Bando “Scoperta imprenditoriale”, più di 500 milioni per le imprese del Mezzogiorno: al via le domande

Oltre 505 milioni di euro dal ministero delle Imprese per la ricerca sostenibile nel Mezzogiorno: le regole del bando

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Federica Petrucci

Editor esperta di economia e attualità

Laureata in Scienze Politiche presso l'Università di Palermo. Scrive di Fisco e Tasse, Economia, Diritto e Lavoro, con uno sguardo sull'attualità e i temi caldi

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Con il bando “Scoperta imprenditoriale II (2026)”, il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha stanziato oltre 505 milioni di euro a favore della ricerca sostenibile nelle regioni del Mezzogiorno. Dopo aver annunciato la misura a maggio, è stato solo dopo la pubblicazione del decreto direttoriale del 6 agosto 2026, firmato dal ministro Adolfo Urso, che è stato ufficialmente avviato l’iter per la presentazione delle domande.

Come funziona il bando Scoperta imprenditoriale

Il bando fa parte delle iniziative promosse all’interno della Strategia nazionale di specializzazione intelligente (SNSI), e riconosce alle imprese un finanziamento agevolato associato a un contributo a fondo perduto.

Sono ammessi progetti di ricerca industriale e di sviluppo sperimentale finalizzati alla creazione di nuovi prodotti, processi o servizi, oppure al notevole miglioramento di quelli esistenti.

Come stabilito dal normativa,  però, il 60% della dotazione complessiva è destinato ai progetti presentati da Pmi e reti di imprese, mentre all’interno di questa quota è prevista una sottoriserva del 25% destinata alle micro e piccole imprese.

Chi può chiedere gli incentivi

Le risorse sono destinate a progetti da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno individuate nell’ambito dei territori meno sviluppati, ovvero in:

  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Possono accedere alle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione, purché abbiano:

  • almeno due bilanci approvati al momento della presentazione della domanda;
  • svolgano attività industriali, agroindustriali, artigiane, legate ai Centri di ricerca.

Possono inoltre partecipare ai progetti congiunti, in qualità di co-proponenti:

Progetti ammessi

Il progetto deve svilupparsi in un periodo non inferiore a 18 mesi e non superiore a 36 mesi. L’avvio delle attività deve inoltre avvenire dopo la presentazione della domanda e, in ogni caso, entro tre mesi dalla concessione delle agevolazioni.

Sono ammessi anche i progetti sviluppati in forma collaborativa, da parte di un massimo di tre soggetti proponenti, compresa l’impresa capofila. Tra questi, però, deve essere presente almeno una micro, piccola o media impresa e ciascun soggetto deve sostenere almeno il 10% dei costi ammissibili. Inoltre, la collaborazione  – per essere valida – deve essere formalizzata attraverso un contratto di rete o altre forme contrattuali di collaborazione.

In caso di progetti realizzati da una micro, piccola o media impresa oppure da una piccola impresa a media capitalizzazione, è prevista in questo caso la partecipazione di soggetti esterni e indipendenti, che contribuiscano attraverso servizi di ricerca, sviluppo e consulenza. Il valore di queste attività deve essere almeno pari al 10% dei costi complessivi ammissibili.

Quanto spetta

Le imprese ammesse hanno accesso a:

  • un finanziamento agevolato che copre una percentuale nominale pari al 40% dei costi e delle spese ammissibili. Si tratta di un finanziamento con condizioni agevolate, con un tasso ridotto dell’80% rispetto al riferimento previsto e una durata che può arrivare fino a 8 anni;
  • un contributo a fondo perduto (in aggiunta al prestito) la cui intensità varia in funzione della dimensione dell’impresa.

Nel dettaglio:

  • per le piccole imprese il contributo può arrivare al 40% dei costi ammissibili;
  • per le medie imprese la percentuale scende al 35%;
  •  per le grandi imprese è pari al 30%.

Solo per gli organismi di ricerca si segue un meccanismo specifico. Questi, infatti, possono ricevere esclusivamente un contributo diretto alla spesa pari:

  • al 60% per le attività di ricerca industriale;
  • al 40% per quelle di sviluppo sperimentale.

Come e quando presentare domanda

Dal 24 settembre 2026 sarà possibile accedere alla piattaforma informatica dedicata (sul portale del Fondo per la crescita sostenibile gestito da Mediocredito Centrale) e:

  • predisporre la documentazione necessaria;
  • precompilare la richiesta di accesso alla misura.

La domanda vera e propria potrà essere invitata a partire dalle ore 10 del 7 ottobre 2026, e fino ad esaurimento fondi.

Considerata la dotazione finanziaria e la possibile partecipazione di numerose imprese, arrivare all’apertura dello sportello con già predisposti:

  • documentazione;
  • progetto;
  • partenariato;
  • piano finanziario.

Tra l’avvio della prima fase e l’apertura dello sportello ufficiale, è consigliato alle imprese interessate di iniziare per tempo a verificare requisiti, ammissibilità delle spese e struttura del progetto, senza aspettare il 7 ottobre per avviare la preparazione della pratica.