È ancora possibile richiedere gli incentivi destinati alle imprese turistiche previsti dal bando Green Tour 2026. La misura, promossa dal ministero del Turismo e gestita da Invitalia, punta a sostenere la transizione ecologica e digitale delle strutture del settore, mettendo a disposizione una dotazione finanziaria complessiva pari a 109 milioni di euro.
Per accedere, la domanda va presentata tramite la procedura online.
Indice
Chi può accedere al bando Green Tour 2026, imprese beneficiarie
Possono accedere al contributo le imprese del comparto turistico di qualsiasi dimensione, sia italiane sia estere (purché dotate di una sede operativa sul territorio nazionale), purché:
- risultino attive da almeno tre anni;
- abbiano generato oltre il 50% del proprio fatturato complessivo svolgendo attività turistiche.
Possono richiedere gli incentivi anche:
- i proprietari immobiliari costituiti in forma d’impresa, avvalendosi dei requisiti gestionali e operativi dei gestori della struttura turistica;
- le aggregazioni aziendali, mediante il ricorso al contratto di rete, per strutturare programmi d’investimento complessi e integrati sul territorio.
Quanto spetta
Il bando stabilisce una soglia d’investimento compresa tra 1 milione di euro e 15 milioni di euro per singolo progetto. L’incentivo erogato da Invitalia combina due diverse tipologie di copertura finanziaria, riconoscendo:
- un contributo a fondo perduto pari al 54% della spesa;
- un finanziamento agevolato pari al 46%.
L’erogazione viene accordata nel rispetto dei limiti di intensità d’aiuto fissati dalla regolamentazione europea sugli aiuti di Stato o secondo il regime de minimis.
Spese ammesse
Sono ammesse sia le spese “trainanti” che quelle “trainate”.
Nel dettaglio:
- sono trainanti gli interventi principali, che devono rappresentare almeno il 51% del valore totale del progetto. Rientrano in questa categoria i lavori di efficientamento energetico della struttura (es. isolamento termico, sostituzione degli impianti di climatizzazione/riscaldamento) e la produzione di energia da fonti rinnovabili (es. installazione di pannelli fotovoltaici, solare termico, pompe di calore);
- sono trainati gli interventi accessori o complementari che l’impresa sceglie di affiancare al progetto primario, fino a un massimo del 49% della spesa complessiva. Si definiscono così perché da sole non darebbero diritto al bando, ma vengono ammesse al finanziamento solo grazie alla presenza degli interventi trainanti. Rientrano in questo gruppo la digitalizzazione e automazione dei servizi turistici, i sistemi di monitoraggio intelligente dei consumi (es. domotica, sensori), l’adeguamento ai criteri ESG e riduzione dell’impronta ecologica, i servizi di consulenza specialistica legati al progetto.
Come e quando fare domanda
La domanda va inviata online, attraverso la piattaforma di Invitalia, che si occupa della valutazione delle proposte e della successiva assegnazione delle risorse. Lo sportello è stato già aperto e sarà possibile procedere fino alle ore 17:00 del 15 settembre 2026.
Per avere buone possibilità di ottenere il finanziamento, è importante predisporre tutti i documenti richiesti, come:
- relazione e diagnosi energetica elaborata da tecnici abilitati, per dimostrare l’effettivo miglioramento dell’efficienza e l’impatto degli impianti rinnovabili. Questa è necessaria anche per verificare che gli interventi trainanti rappresentino almeno il 51% della spesa complessiva;
- business plan del progetto;
- evidenze dell’esistenza di mezzi propri (delibere soci, disponibilità liquide) o lettere di attestazione bancaria che confermano la capacità di co-finanziare l’intervento;
- permessi urbanistici, licenze edilizie o autorizzazioni già ottenute o in fase avanzata, per garantire che i lavori possano partire nei tempi previsti;
- computi metrici e preventivi dettagliati completi per ogni singola voce di spesa (lavori edili, impianti, strumenti di digitalizzazione, consulenze).