Elezioni, gli stipendi dei nuovi sindaci comune per comune

Quanto guadagna un sindaco? Gli stipendi sono tutti uguali? Ecco quali sono i primi cittadini più ricchi (e perché)

Il 3 e il 4 ottobre si è votato per le elezioni amministrative in diversi comuni italiani, al fine di scegliere il nuovo sindaco. Alcuni primi cittadini sono stati riconfermati già al primo turno, altri sono ancora in corsa nei ballottaggi. C’è poi chi ha deciso di non ricandidarsi dopo un mandato o chi ha scelto di lanciarsi per la prima volta. Ma quanto costa ai contribuenti far sì che un sindaco amministri un comune? Ecco quanto guadagnano i vari primi cittadini italiani.

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Elezioni, gli stipendi dei nuovi sindaci comune per comune

In primis è opportuno segnalare che non tutti i sindaci hanno lo stesso stipendio. Da cosa varia la cifra? Dipende dal decreto 119 del 4 aprile 2000, che ha fatto entrare in vigore la cosiddetta legge Bassanini (265/1999). Quest’ultima, infatti, regola i guadagni dei primi cittadini in base all’ampiezza del bacino di abitanti del comune che amministrano. Ecco il tabellario:

  • 1.290 euro al mese: fino a 1.000 abitanti;
  • 1.450 euro al mese: da 1.001 abitanti a 3 mila abitanti;
  • 2.170 euro al mese: da 3.001 abitanti a 5 mila abitanti;
  • 2.790 euro al mese: da 5.001 abitanti a 10 mila abitanti;
  • 3.100 euro al mese: da 10.001 abitanti a 30 mila abitanti;
  • 3.460 euro al mese: da 30.001 abitanti a 50 mila abitanti;
  • 4.130 euro al mese: da 50.001 abitanti a 100 mila abitanti;
  • 5.010 euro al mese: da 100.001 abitanti a 250 mila abitanti;
  • 5.780 euro al mese: da 250.001 abitanti a 500 mila abitanti;
  • 7.800 euro al mese: oltre i 500.001 abitanti.

Se ne deduce che i sindaci delle grandi città guadagnino tutti 7.800 euro al mese: da Giuseppe Sala, riconfermato a Milano, a Gaetano Manfredi, fresco successore di Luigi De Magistris a Napoli. Il neo sindaco di Bologna, Matteo Lepore, guadagna invece un po’ meno, 5.780 euro al mese (gli abitanti di Bologna non superano i 400 mila).

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Elezioni, gli stipendi dei nuovi sindaci comune per comune: cosa succede a chi ha un altro lavoro

Ci sono però delle situazioni che possono cambiare la cifra finale. Qualora il sindaco appena eletto decida di non mettersi in aspettativa per il precedente lavoro (succede soprattutto nei comuni più piccoli), questi allora si vedrà ridurre l’indennità da primo cittadino. In sostanza, se il sindaco è lavoratore dipendente (oppure se è in pensione), lo stipendio previsto dalla legge Bassanini viene dimezzato.

Per quel che riguarda invece le partite Iva, ossia se il sindaco è titolare di un’impresa o di un’attività, lo stipendio non viene ritoccato: questo perché i lavoratori autonomi pagano più tasse e subiscono maggiori oneri previdenziali.

Lo stipendio cambia però al verificarsi di due circostanze:

  • se la percentuale delle entrate del bilancio comunale è superiore alla media regionale, al sindaco spetta un bonus del 3%;
  • se la spesa pro capite relativa all’ultimo bilancio approvato è superiore alla media regionale, il bonus è invece del 2%.

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