Deposito Titoli di Poste Italiane, a cosa serve e costi per custodire gli investimenti

Scopri che cos’è il Deposito Titoli di Poste Italiane, come funziona il servizio e quali costi bisogna sostenere per custodire e gestire investimenti finanziari

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Alessandra Di Bartolomeo

Giornalista di economia

Giornalista esperta di risparmio, ha maturato una vasta esperienza nella divulgazione di questioni economiche.

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Il Deposito Titoli di Poste Italiane è un servizio grazie al quale si possono custodire in modo sicuro i propri investimenti, come obbligazioni, azioni o altri prodotti finanziari insieme a tutte le informazioni contabili collegate.

Ecco dunque come funziona precisamente, come attivarlo e quanto costa.

Cos’è e a cosa serve il Deposito Titoli di Poste Italiane

Il Deposito Titoli di Poste Italiane è una soluzione che combina la custodia degli strumenti finanziari con la gestione amministrativa degli investimenti.

Il servizio consente infatti di conservare titoli azionari, obbligazionari e titoli di Stato occupandosi allo stesso tempo anche della gestione delle relative operazioni contabili.

Inoltre:

  • della riscossione di interessi e dividendi;
  • della verifica di eventuali sorteggi per premi o rimborsi;
  • della tutela dei diritti legati ai titoli posseduti.

Sottoscrivendo questo prodotto si ottiene inoltre un estratto conto periodico che sintetizza in modo chiaro l’andamento del deposito.

All’interno del documento sono riportati:

  • il saldo iniziale e finale;
  • i movimenti registrati nel periodo;
  • l’eventuale accredito di cedole e dividendi.

In questo modo si ottiene una visione completa e sempre aggiornata della propria situazione finanziaria.

Il mercato primario

Chi possiede un Deposito Titoli può accedere al mercato primario ovvero a quello in cui Titoli di Stato italiani, obbligazioni e azioni vengono emessi e sottoscritti per la prima volta dagli investitori.

Nel caso si vogliano sottoscrivere titoli di Stato come Bot, Btp e Cct, prodotti relativamente sicuri e con scadenza differenti, è necessario essere titolari di un libretto di risparmio ordinario o Smart sul quale è attivo il Deposito Titoli.

Qualora la sottoscrizione si voglia effettuare online, invece, bisogna essere titolari di un libretto Smart o di un conto corrente abilitati ad operare online sul quale è attivo il deposito Titoli.

Il mercato secondario

Il Deposito Titoli permette ai risparmiatori anche di operare sul mercato secondario.

Quest’ultimo è quello nel quale gli strumenti finanziari possono essere scambiati tra investitori dopo la loro emissione iniziale. Parliamo di:

  • titoli di Stato;
  • titoli azionari e assimilati;
  • titoli obbligazionari,
  • Etf specializzati, obbligazionari e azionari;
  • fondi chiusi e immobiliari;
  • certificates e covered warrant;

Poste Italiane spiega che chi ha un Deposito Titoli collegato a un libretto di risparmio postale ordinario o Smart può solo vendere gli strumenti finanziari che possiede. Significa che non può acquistare nuovi titoli ma solo disinvestire quelli presenti già in portafoglio.

Nel caso di quelli di valuta estera e negoziati sui mercati esteri è permesso solo trasmettere ordini di vendita: non è possibile quindi disinvestire ma soltanto acquistare nuovi strumenti mediante questa modalità.

Dove aprire il Deposito Titoli di Poste Italiane

È possibile aprire il Deposito Titoli di Poste Italiane per operare in completa sicurezza sul mercato primario e su quello secondario.

Ciò però solo se si possiede un conto BancoPosta abilitato ai servizi di home banking o un libretto di risparmio postale Smart e abilitato all’operatività dispositiva online.

L’apertura di questo prodotto può avvenire nell’ufficio postale di riferimento prendendo un appuntamento con un consulente oppure in modalità online dalla app Poste Italiane o dal sito web ufficiale. In alternativa si può chiamare lo 06.45264526 attivo tutti i giorni 24 ore su 24. Il costo sia da cellulare che da rete fissa dipende dal proprio operatore telefonico.

È necessario poi attivare il servizio di custodia e amministrazione degli strumenti finanziari.

Come si attiva il servizio

Per l’attivazione online è necessario accedere al proprio profilo finanziario, essere in possesso della carta di identità o di un documento di riconoscimento in corso di validità.

È poi importante aver sottoscritto il contratto Mifid e avere un questionario Mifid attivo per individuare il proprio profilo finanziario.

Qualora non si possieda un profilo attivo, si può compilare o aggiornare il questionario Mifid online oppure recarsi presso un ufficio postale.

Nel caso si abbia già il profilo, lo si può consultare o modificare mediante gli stessi canali.

La cointestazione è ammessa?

Il contratto di Deposito Titoli può essere intestato anche a più persone e le modalità operative dipendono dagli accordi tra i titolari.

Nel caso sia prevista la gestione congiunta, tutte le operazioni devono essere autorizzate da ogni cointestatario. Significa che nessuno può agire da solo in quanto ogni decisione deve essere condivisa.

In caso di gestione disgiunta, invece, ogni cointestatario può agire autonomamente sul Deposito per cui le operazioni effettuate da uno solo sono valide per tutti.

Se uno dei cointestatari, poi, revoca il consenso alla gestione separata, dopo quattordici giorni il portafoglio titoli può essere movimentato solo con firma congiunta di tutti.

Se uno dei cointestatari viene poi a mancare, il contratto si può estinguere o seguire le regole previste dalla successione. Tutti i cointestatari sono però responsabili di eventuali debiti o obblighi derivanti dal contratto.

Quali sono i costi se si ha un conto corrente BancoPosta

Se si utilizza un conto corrente BancoPosta per le operazioni, l’attività di gestione e di amministrazione del Deposito con i soli titoli di Stato costa 10 euro a semestre solare. Il Deposito con qualsiasi altra forma di titoli costa invece 15 euro a semestre mentre quello privo di strumenti finanziari per tutto il semestre solare è gratuito, ad eccezione degli oneri di natura fiscale se previsti dalla normativa.

Nel caso in cui per un semestre nel Deposito Titoli siano presenti o vengano movimentati più tipologie di strumenti finanziari si paga soltanto una spesa che è quella più alta tra le varie disponibili. Non vengono quindi applicate più commissioni insieme ma solo quella che costa di più.

I costi se si possiede un libretto postale nominativo

Nel caso si utilizzi un libretto di risparmio come conto di appoggio, si pagano per le attività di gestione e di amministrazione a semestre solare:

  • 10 euro per il deposito dei soli titoli di Stato;
  • 20,66 euro per il deposito di qualsiasi tipologia di titoli;
  • nulla se nel semestre solare non sono presenti strumenti finanziari, a eccezione degli eventuali oneri fiscali.

Così come per il conto BancoPosta, poi, se nel semestre solare di riferimento sono presenti o vengono movimentate più tipologie di strumenti finanziari, si applica la commissione inerente alla tipologia più alta.

I dipendenti e i pensionati del Gruppo Poste nonché i soggetti a essi equiparati nel caso abbiano come conto di appoggio il libretto postale o il conto BancoPosta non pagano nulla.

Come funziona il recesso

Il Deposito Titoli di Poste ha una durata illimitata e resta attivo fino a quando il cliente non decide di chiuderlo. Quest’ultimo può infatti recedere dal contratto o chiedere l’estinzione del deposito in ogni momento senza sostenere alcuna spesa.

Nel caso si decida di recedere, però, non è più possibile utilizzare i servizi di investimento collegati al Deposito.

Si possono comunque vendere gli strumenti finanziari già posseduti oppure liquidarli.

Il recesso comporta poi la chiusura del Deposito Titoli in trenta giorni lavorativi dalla richiesta.

L’estinzione o il recesso si possono effettuare presso l’ufficio postale oppure se il contratto è stato attivato online, mediante le modalità previste a distanza entro quattordici giorni dalla sottoscrizione.

Anche Poste Italiane può chiudere il contratto con o senza preavviso in caso di:

  • giusta causa;
  • mancato utilizzo prolungato;
  • assenza di strumenti finanziari.

In ogni caso di chiusura, comunque, il cliente deve dare istruzioni sui titoli presenti per trasferirli o venderli.

Nel caso di rapporti cointestati, invece, ogni cointestatario, può agire in modo autonomo ma deve informare anche gli altri.

Infine, se l’intestatario muore, si procede con la pratica di successione.

Le indicazioni contenute in questo articolo hanno uno scopo esclusivamente informativo, possono essere modificate in qualsiasi momento e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza finanziaria con figure professionali specializzate. QuiFinanza non offre servizi di consulenza finanziaria, di advisory o di intermediazione e non si assume alcuna responsabilità in relazione a ogni utilizzo delle informazioni qui riportate.