Parcheggiatori abusivi, ora scatta l’arresto: 1 anno e 6 mesi e multe fino a 8mila euro

Il decreto Sicurezza introduce l’arresto per i parcheggiatori abusivi. Pene più dure, multe da 8.000 euro e stretta contro lo sfruttamento

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Giorgio Pirani

Giornalista economico-culturale

Giornalista professionista esperto di tematiche di attualità, cultura ed economia. Collabora con diverse testate giornalistiche a livello nazionale.

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La piaga dei parcheggiatori abusivi soffoca da anni il decoro urbano e la legalità in numerose città italiane, ma ora potrebbe arrivare uno stop a questo lavoro. Con l’approvazione del nuovo decreto Sicurezza, il provvedimento introduce l’arresto per chi esercita l’attività di guardiamacchine senza autorizzazione.

Il testo approderà ora alla Camera con la fiducia già posta dal Governo. Accoglie in particolare l’emendamento Anci, sostenuto dal sindaco di Napoli Gaetano Manfredi, inserito nell’articolo 15 bis e pensato per scardinare un sistema che le sole sanzioni non sono riuscite ad arginare.

Il fallimento delle sanzioni e la svolta penale

Negli anni, infatti, le multe si sono rivelate inefficaci. La maggior parte dei soggetti coinvolti in questa attività illegale risulta infatti nullatenente, rendendo le sanzioni amministrative di fatto inapplicabili. Anche il Dacur, il cosiddetto Daspo urbano, ha mostrato limiti evidenti: gli abusivi riescono facilmente a eludere i divieti scambiandosi di posto, rendendo vana l’azione delle forze dell’ordine.

La nuova norma cambia radicalmente approccio. Oltre a inasprire le sanzioni pecuniarie, che arrivano fino a 3.095 euro, l’articolo 15 bis introduce la pena dell’arresto da otto mesi a un anno e sei mesi. A questa si aggiunge un’ammenda fino a 8.000 euro nei casi di reiterazione del reato o quando vengono impiegati minori. In queste circostanze, la flagranza comporta un rischio concreto di detenzione, oltre alla confisca obbligatoria delle somme illecitamente percepite.

Il caso di Napoli

La necessità di un intervento così severo emerge chiaramente dai dati di città come Napoli, dove il fenomeno è particolarmente radicato. Il Comune ha censito 238 strade costantemente presidiate, per un totale stimato di almeno 1.500 abusivi. Dalla movida di Chiaia e del Vomero fino all’area dello stadio Maradona e nei pressi di Piazza Municipio, questo sistema genera un volume d’affari di decine di milioni di euro l’anno.

A fronte di questi numeri, i controlli del 2023 hanno portato al sequestro di appena 2.000 euro: una cifra irrisoria che evidenzia l’urgenza di passare dal piano amministrativo a quello penale.

Minori e pianificazione, le sfide per il futuro

Un aspetto cruciale della riforma riguarda il contrasto allo sfruttamento dei minori. La legge colpisce duramente anche chi organizza il sistema, inducendo altri a esercitare l’attività o avvalendosi di prestanome. Tuttavia, il successo della normativa dipenderà dalla capacità operativa dei Comuni. L’Anci ha lanciato un appello al Governo, affermando

abbiamo un problema di risorse legato alla perdita di agenti della Polizia municipale, negli ultimi anni abbiamo perso 12mila unità. Noi chiediamo un piano straordinario con risorse stabili che consentano di rimpiazzare questo personale.

Per trasformare l’arresto in uno strumento deterrente reale, e non solo teorico, sarà necessaria una presenza costante e capillare delle forze dell’ordine sul territorio. Solo una risposta strutturata potrà restituire ai cittadini la piena fruibilità degli spazi pubblici.