Comprare casa per investimento conviene ancora? Napoli al primo posto tra le città

Acquisti immobiliari per investimento in calo al 17,9% nel 2025. Napoli guida le città, cresce il peso degli stranieri e domina il contante

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Claudio Cafarelli

Giornalista e content manager

Giornalista pubblicista laureato in economia, appassionato di SEO e ricerca di trend, content manager per agenzie italiane e straniere

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Nel 2025 il mercato immobiliare in Italia registra un calo degli acquisti effettuati per investimento. Secondo l’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, questa tipologia di compravendite rappresenta il 17,9% del totale, in diminuzione rispetto al 2024. Il dato segnala una riduzione della presenza degli investitori nel mercato residenziale, dopo una fase di crescita che aveva raggiunto il picco nel 2023. La flessione recente riporta i livelli su valori simili a quelli precedenti alla pandemia, evidenziando un atteggiamento più prudente. Dopo un calo tra il 2012 e il 2015, con un minimo del 16,3%, il mercato aveva mostrato segnali di ripresa a partire dal 2016. La crescita si è consolidata fino al 2019, seguita da una nuova flessione durante il periodo Covid. Successivamente, il comparto aveva recuperato terreno, arrivando al massimo del 19,5% nel 2023. Negli ultimi due anni, invece, si registra un ridimensionamento, con un ritorno a livelli più contenuti.

Le grandi città trainano gli acquisti per investimento

Se si guarda alle principali città italiane, la quota di acquisti per investimento risulta più elevata rispetto alla media nazionale. Nel 2025 si attesta al 27,1%, anche se in leggero calo rispetto al 2024. Tra i grandi centri urbani, Napoli si posiziona al primo posto con il 37,3% delle compravendite destinate a investimento. Seguono Palermo con il 33,6%, Bari con il 31% e Bologna con il 30,1%. Al di sotto di questa soglia si collocano città come Milano e Verona, mentre Torino, Roma, Firenze e Genova registrano percentuali intorno al 22-23%. Il dato evidenzia come il mercato degli investimenti immobiliari sia particolarmente dinamico nei grandi centri, soprattutto nel Sud Italia.

Investitori, quali sono e quali case scelgono

Nel 2025 la tipologia più acquistata per investimento resta il bilocale, che rappresenta il 32,3% delle scelte. Subito dopo si colloca il trilocale, con il 27,2%. Le soluzioni indipendenti e semindipendenti coprono una quota più contenuta, pari al 14% delle compravendite. Si tratta di una distribuzione simile a quella registrata nel 2024, segno di una domanda relativamente stabile per tipologia di immobile. La preferenza per immobili di dimensioni contenute è spesso legata alla maggiore facilità di locazione e a un investimento iniziale più contenuto.

Dal punto di vista anagrafico, la fascia più attiva è quella tra i 45 e i 54 anni, che rappresenta il 29,1% degli investitori. Seguono le fasce 35-44 anni (23,1%) e 55-64 anni (21,6%). La distribuzione per età risulta sostanzialmente invariata rispetto all’anno precedente, indicando una stabilità nel profilo degli acquirenti. Per quanto riguarda la composizione familiare, la maggioranza degli investitori è rappresentata da coppie e famiglie, che costituiscono il 70,8% del totale. I single, invece, raggiungono il 29,2%, in crescita rispetto al 2024. Un altro elemento che emerge dall’analisi riguarda la componente internazionale. Nel 2025 gli investitori stranieri rappresentano il 10% delle compravendite, in aumento rispetto al 4,1% del 2019.

Nei pagamenti prevale il contante

La maggior parte delle operazioni di investimento avviene senza ricorso al credito. Nel 2025 l’84,3% degli acquisti è stato effettuato in contanti, mentre solo il 15,7% ha previsto l’utilizzo di un mutuo. Nonostante la quota di acquisti con finanziamento sia in crescita rispetto all’anno precedente, il dato conferma una forte preferenza per l’utilizzo di risorse proprie. Questa tendenza riflette una maggiore solidità finanziaria degli investitori e, allo stesso tempo, un contesto di credito meno favorevole.