Per quanti anni c’è l’obbligo di conservazione del canone Rai

Trattandosi di un tributo, la prova del pagamento dovrà conservarsi per 10 anni

L’obbligo di conservazione del canone Rai, così come quello di diversi documenti importanti, è regolamentato dall’articolo 2934 del Codice Civile secondo cui un eventuale credito si prescrive nel momento in cui chi ne ha diritto non lo richiede per un determinato lasso di tempo. Questo è differente in base al tipo di documento. Per tutti i documenti per cui non esiste contemplazione nella legge, il termine è sempre di 10 anni. Altri ancora, data la loro importanza, vanno conservati per sempre (contratti di lavoro, sentenze, buste paga).

Le ricevute sono, in generale, uno strumento importantissimo nelle mani del consumatore perché spesso, in caso di controversia, rappresentano l’unico modo in cui ci si può difendere. Capita non raramente che i gestori più disparati richiedano copia del pagamento che, sebbene effettuato, a loro non risulta ancora pervenuto. Per questo è bene sapere cosa dice la legge in termini di prescrizione del credito.

Il canone Rai è un’imposta dovuta da chiunque detenga apparecchi televisivi all’interno del territorio italiano. Si tratta, da sempre, di una delle imposte che in Italia viene maggiormente evasa. Si calcola, infatti, che mediamente è pari al 25% la percentuale degli italiani che ogni anno omette di effettuare il pagamento. Inutile dire quanto questo incida negativamente sul bilancio dello Stato a cui, annualmente, mancano fondi per milioni di euro. Proprio per questa motivazione, mediante la tanto discussa Legge di Stabilità 2016, il Governo Renzi ha introdotto il pagamento del canone Rai in abbinamento alla bolletta elettrica. Questo sarà dovuto a rate e sarà di importo fisso pari a 100 euro (circa 13,50 euro in meno rispetto al 2015).

Fatte salve tutte le novità introdotte dal Governo per i prossimi pagamenti, l’obbligo di conservazione del canone Rai è, per legge, pari a 10 anni. Trattandosi di un tributo, la prescrizione è decennale, a meno che non sia diversamente stabilito (sempre a livello legislativo). Nel dubbio, comunque, il termine minimo è sempre bene che sia pari a 10 anni. In questo modo ci si mette seriamente al riparo da ogni problema futuro.

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