Gli automobilisti non hanno fatto in tempo a tirare un sospiro di sollievo per il lieve calo dei prezzi di carburanti che lo scenario potrebbe cambiare rapidamente, già a partire dalle prossime ore.
Domani, infatti, scade lo sconto sulle accise su benzina e diesel, una misura fiscale introdotta dal governo e più volte prorogata negli ultimi mesi. Senza un nuovo intervento, il costo finale alla pompa salirà con effetto immediato.
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Il prezzo dei carburanti in calo grazie ai mercati
Il recente calo dei prezzi dei carburanti è legato principalmente alla discesa del petrolio sui mercati internazionali. Il Brent, riferimento per il mercato europeo, è sceso da 95 dollari al barile di inizio giugno a circa 70,8 dollari, con un calo del 25,5%.
Nonostante questo ribasso della materia prima, la riduzione dei prezzi alla pompa è stata finora più contenuta, con ribassi di appena il 6%.
Domani scade lo sconto sulle accise
Il Governo aveva fissato nell’ultimo decreto la scadenza dello sconto sulle accise al 3 luglio. La misura prevedeva una riduzione di 5 centesimi di euro al litro sia per benzina sia per gasolio.
La struttura del provvedimento è la seguente:
- sconto di 5 centesimi al litro sulle accise;
- riduzione applicata sia a benzina che diesel
- misura finanziata con circa 149,4 milioni di euro derivanti dall’extra gettito Iva.
Lo sconto sulle accise, però, non incide solo sul prezzo industriale del carburante, ma si somma alla tassazione complessiva e su di esso viene applicata anche l’Iva. Questo amplifica l’effetto finale sul prezzo alla pompa.
Quanto aumenteranno i prezzi senza proroga
Secondo le stime del Codacons e altre analisi di settore, la mancata proroga del taglio delle accise comporterebbe un aumento immediato di circa 3 euro a pieno.
L’impatto stimato è di circa 6,1 centesimi al litro per la benzina e +12,2 centesimi al litro per il gasolio
Quanto costeranno diesel e benzina alla pompa
Sempre secondo le simulazioni del Codacons, in assenza di proroga lo scenario dei prezzi medi diventerebbe il seguente:
- circa 1,86 euro al litro per la benzina;
- circa 1,94 euro al litro per il gasolio.
In autostrada, il diesel potrebbe quindi tornare oltre la soglia dei 2 euro al litro.
Un effetto immediato nonostante il calo del petrolio
Un elemento evidenziato dalle associazioni dei consumatori è la possibile contraddizione tra andamento del mercato e tassazione. Mentre il petrolio ha registrato una forte riduzione delle quotazioni, il venir meno dello sconto fiscale rischia di produrre un aumento dei prezzi alla pompa nello stesso momento.
In altre parole, il beneficio derivante dal calo del greggio verrebbe solo in minima parte compensato dall’aumento della componente fiscale.
Il meccanismo delle accise e il suo impatto
Le accise sono imposte fisse applicate su ogni litro di carburante. Quando il Governo introduce uno sconto, il prezzo finale si riduce automaticamente di una quota stabilita. Tuttavia, poiché su accise e prezzo industriale si applica anche l’Iva, l’effetto reale sul prezzo finale risulta maggiore rispetto al solo taglio nominale.
Scenario aperto
Al momento, lo scenario resta incerto. Senza una proroga del provvedimento, i prezzi alla pompa sono destinati a salire immediatamente, nonostante il contesto internazionale favorevole sul fronte delle quotazioni del petrolio.
L’evoluzione dipenderà quindi da una decisione politica a breve termine, che dovrà stabilire se confermare o meno il taglio delle accise oltre la scadenza prevista.