Musei, cinema, teatro: la cultura ringiovanisce il corpo, non solo la mente

Uno studio mostra che frequentare regolarmente attività culturali è associato a un'età fisiologica più giovane e a benefici paragonabili a quelli dell'attività fisica

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Federico Mereta

Giornalista scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica. Raccontare la scienza e la salute è la sua passione, perché crede che la conoscenza sia alla base di ogni nostra scelta. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

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Visite a musei. Serate al cinema, magari all’aperto vista la stagione. Spettacoli a teatro. Se gli over 65 riescono ad organizzare le loro giornate per lasciare uno spazio regolare a queste attività, guadagnano in salute. E probabilmente tendono a sentirsi (ed essere) più giovani rispetto ai coetanei, tanto che le attività culturali potrebbero far funzionare il corpo in modo molto più simile a quello dei giovani. Ovvero contribuire ad un’età fisiologica inferiore. Il tutto, con un impatto sull’organismo simile a quello dell’esercizio fisico regolare. A dirlo è una ricerca condotta dagli esperti dell’Istituto di Scienze di Tokyo, apparsa su Journal of Epidemiology and Community Health.

Uno studio originale

Tutti invecchiano, ma il ritmo con cui il corpo invecchia può variare da persona a persona. L’età fisiologica riflette il buon funzionamento del corpo e può differire dall’età cronologica, che è semplicemente il numero di anni vissuti. Gli studiosi nipponici, in questo senso, hanno condotto uno studio longitudinale per esaminare questa relazione, tenendo conto di fattori non misurati che rimangono stabili nel tempo.

Il team ha analizzato i dati di 1.899 adulti partecipanti all’English Longitudinal Study of Ageing, uno studio longitudinale in corso su un campione rappresentativo a livello nazionale di adulti di età pari o superiore a 50 anni residenti in Inghilterra. I partecipanti hanno fornito dati durante almeno due rilevazioni effettuate nel 2004/2005, 2006/2007 o 2008/2009. Per stimare l’età fisiologica, si sono misurati 10 indicatori di salute fisica, tra cui pressione differenziale, pressione diastolica, volume espiratorio forzato, concentrazione di emoglobina, fibrinogeno, emoglobina glicata, colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità), indice di massa corporea (BMI), forza di presa e velocità di deambulazione. Queste misurazioni sono state combinate in un unico punteggio di età fisiologica. I partecipanti hanno anche indicato con quale frequenza frequentavano (a) il cinema, (b) un museo o una galleria d’arte e (c) un teatro, un concerto o un’opera. Ogni attività è stata valutata su una scala da 0 (mai) a 5 (due volte al mese o più), producendo un punteggio totale di coinvolgimento culturale che variava da 0 a 15.

Più cultura, più il corpo ringiovanisce

Dall’indagine emerge che le persone con livelli più elevati di coinvolgimento culturale, definito come la partecipazione ad attività culturali almeno ogni pochi mesi, avevano un’età fisiologica media di 66,9 anni. In confronto, coloro che avevano livelli di partecipazione inferiori presentavano un’età fisiologica media di 69,9 anni, una differenza di circa tre anni.

I partecipanti con un maggiore coinvolgimento culturale erano in maggioranza di genere femminile avevano uno status socioeconomico più elevato, avevano impegni professionali e più in generale una salute migliore. Dopo aver aggiustato i dati per fattori quali reddito familiare, occupazione e patologie croniche, i ricercatori hanno scoperto che ogni punto in più nel punteggio di coinvolgimento culturale era associato a una riduzione di circa un mese dell’età fisiologica.

Secondo lo studio, non si può giungere ad un diretto rapporto causa-effetto. Ma sicuramente le attività culturali possono rafforzare i legami sociali, incoraggiare abitudini di vita più sane e favorire una migliore salute mentale, tutti fattori che possono contribuire a rallentare l’invecchiamento fisiologico.

Strategie per la terza età

L’analisi porta alla conclusione che la partecipazione culturale sia un comportamento modificabile che potrebbe diventare un’efficace strategia di salute pubblica. Più o meno, in termini di impatto, con un vantaggio simile a quello dell’attività fisica. Per questo lo sprone è a rendere gli eventi culturali più accessibili geograficamente ed economicamente per consentire ad un numero maggiore di persone si accedere a questo “piacevole” trattamento anti-aging!

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.