Dal 2 maggio 2026 lo sconto sulle accise resta, ma non è più uguale per tutti: il diesel continua a essere sostenuto in maniera consistente mentre la benzina vede ridursi il beneficio. Il nuovo intervento del Governo Meloni durerà fino al 23 maggio. Il taglio sulle accise viene mantenuto a 20 centesimi al litro per il gasolio, mentre scende a 5 centesimi per la benzina.
Questo significa che, rispetto alle settimane precedenti, chi utilizza un’auto a benzina si troverà a spendere di più. Le stime parlano di un prezzo medio che può arrivare intorno a 1,93 euro al litro, con valori ancora più alti in autostrada. Tradotto in pratica: un pieno di benzina può costare circa 9 euro in più.
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Accise, perché il diesel è stato favorito
Alla base della differenza di trattamento tra benzina e gasolio c’è l’andamento recente dei prezzi, con il diesel che è aumentato molto più velocemente. Nelle ultime settimane la benzina è salita di circa il 6% mentre il gasolio ha registrato aumenti intorno al 24%.
La dinamica dei prezzi ha spinto il Governo a concentrarsi soprattutto sul diesel. Ma c’è anche un motivo economico: il gasolio è fondamentale per il trasporto delle merci e per settori come agricoltura e pesca. Se aumenta troppo, l’effetto si riversa su tutta la filiera dei prezzi.
Il conto per gli automobilisti
Secondo le stime delle associazioni dei consumatori, l’aumento si traduce in milioni di euro in più ogni giorno a carico degli automobilisti. Nell’arco delle tre settimane di validità della misura, si arriva a circa 92 milioni complessivi.
Così ha stimato il Codacons:
La diminuzione del taglio delle accise sulla benzina a 5 centesimi di euro, qualora non consideri anche l’Iva, porterà un litro di verde a costare 18,3 centesimi di più rispetto a oggi, in media 9,15 euro in più su un pieno, con il prezzo che, ai livelli odierni dei listini alla pompa, salirà dal prossimo 2 maggio a 1,929 euro al litro, mentre in autostrada il prezzo medio raggiungerà 1,98 euro al litro.
Le associazioni dei consumatori parlano apertamente di una penalizzazione per chi utilizza benzina. Il punto contestato è la differenza tra i due carburanti, che crea un effetto immediato sui costi quotidiani. Non mancano critiche anche sul fronte del diesel: nonostante lo sconto, i prezzi dei carburanti restano elevati e in molti casi superano ancora i 2 euro al litro, soprattutto in autostrada.
Perché lo sconto sulle accise è solo temporaneo
Il Governo ha chiarito che si tratta di un intervento limitato nel tempo. L’obiettivo è gestire una fase di forte incertezza senza impegnare risorse difficili da sostenere nel lungo periodo.
Il problema principale resta quello delle coperture economiche. Il taglio delle accise ha un costo ingente e viene finanziato con entrate variabili, come le sanzioni Antitrust e l’extra gettito Iva legato all’aumento dei prezzi. In questo contesto, prendere decisioni definitive diventa complicato. La speranza, come sempre, è che la crisi dello Stretto di Hormuz possa trovare finalmente soluzione.
Accise, cosa può succedere dopo il 23 maggio
Per quanto riguarda il prossimo futuro, molto dipenderà dall’andamento del petrolio e dall’evoluzione dei prezzi. Se la pressione dovesse continuare, è possibile che si vada verso una nuova proroga. Ma difficilmente con interventi identici per tutti: la tendenza sembra essere quella di misure mirate e di breve durata.