Affitti brevi senza limiti, via libera ai turisti: il piano Salvini per i centri storici

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha accennato alla possibilità di rimuovere i vincoli locali agli affitti brevi nei centri storici delle città

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Matteo Runchi

Editor esperto di economia e attualità

Redattore esperto di tecnologia e esteri, scrive di attualità, cronaca ed economia

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Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini è intervenuto all’assemblea di Confedilizia, annunciando che la maggioranza starebbe lavorando a un provvedimento che riduca i limiti sugli affitti brevi turistici. Salvini non è entrato nei particolari, ma ha citato le norme locali di Comuni come Milano e Firenze, attuate per impedire che gli appartamenti dei centri storici vengano dedicati principalmente ai turisti.

Fino a questo momento, il Governo Meloni ha rafforzato i limiti agli affitti brevi, regolamentando in maniera molto più stringente la gestione da parte dei privati, anche per impedire casi di evasione fiscale. Si tratterebbe quindi di un’inversione di tendenza per l’Esecutivo.

La proposta di Salvini per gli affitti brevi

Il videomessaggio con cui Salvini è intervenuto all’assemblea di Confedilizia recitava:

Stiamo ragionando all’interno della maggioranza su una limitazione, secondo me in questo momento penalizzante ed eccessiva, sull’utilizzo e la messa a reddito della proprietà privata: limitare il cosiddetto mercato degli affitti brevi. Se la proprietà privata è sacra, ognuno del suo appartamento fa quello che vuole. Semmai si può regolamentare all’interno del condominio, però bloccare o censurare no. Io penso che sia una battaglia ideologica di alcuni sindaci, penso a Firenze o a Milano, e che a furia di vincolare, limitare e penalizzare si svuotino i centri storici.

L’intervento del Governo, quindi, dovrebbe andare a modificare non la legislazione nazionale, ma quella locale, togliendo ai Comuni la possibilità di legiferare sulla destinazione degli edifici nei centri storici e quindi permettendo ai privati di affittare i propri appartamenti ai turisti in forma breve, invece che agli abitanti con contratti tradizionali.

Quali sono i limiti imposti dai Comuni

Come accennato da Salvini, alcuni Comuni hanno imposto un regolamento che limita gli affitti ai turisti nei centri storici. Firenze, nel maggio del 2025, ha limitato le locazioni brevi all’interno dell’area del centro storico dichiarata patrimonio dell’umanità dall’Unesco. Il provvedimento ha di fatto impedito di destinare nuove abitazioni alla locazione turistica, permettendo solo a quelle già esistenti nel 2024 di continuare.

Milano, pur citata da Salvini, non ha alcuna norma simile in vigore. Ha soltanto imposto di non installare le key box, le cassette di sicurezza che permettono ai turisti di entrare nell’abitazione attraverso un codice, facilitando il check-in, su pali o rastrelliere pubbliche.

Cosa ha fatto il Governo Meloni sugli affitti brevi

Anche se per il momento la proposta di Salvini è ancora molto vaga, il suo orientamento sarebbe di fatto opposto a quello che il Governo Meloni ha tenuto fino a ora sugli affitti brevi. L’Esecutivo ha infatti introdotto una serie di restrizioni, come:

  • l’obbligo del Codice identificativo nazionale;
  • l’aumento della cedolare secca al 26% sul secondo immobile per i privati;
  • controlli più rigidi a livello fiscale.

Norme che spesso hanno colpito proprio i privati, spingendo il settore verso una crescente professionalizzazione, data anche dal limite di due appartamenti in affitto breve, il massimo che una persona può avere prima di dover aprire una partita Iva per gestirli.