Reddito di cittadinanza, stretta sui furbetti: via libera ai controlli Inps

Ok del Garante della privacy a incrociare le banche dati per stanare i furbetti: quali informazioni verificherà l'Inps

Al via i controlli a tappeto dell’Inps per stanare i furbetti del Reddito di cittadinanza. Il Garante della privacy ha dato il via libera all’Istituto per incrociare in modo massivo le banche dati di diversi enti pubblici (Anagrafe tributaria, Pra, Regioni, Comuni), e fare controlli sui beneficiari del Reddito di cittadinanza, in modo da stanare i percettori indebiti. L’obiettivo è verificare se i beneficiari posseggano realmente i requisiti per ricevere il sostegno economico.

Reddito di cittadinanza, su cosa verranno fatti i controlli

Si tratta di controlli su possesso di beni immobili, intestazione di autoveicoli, ricovero in strutture pubbliche di lunga degenza, condanne o misure cautelari personali, ovvero quelli strettamente necessari ad effettuare le verifiche previste dalla legge in base alla normativa nazionale ed europea.
Il tutto – come si legge nella nota del Garante per la protezione dei dati – ha l’obiettivo di favorire l’erogazione del Reddito di cittadinanza solo a coloro che ne hanno diritto e per i quali risulti dimostrato il reale stato di necessità. Dal canto suo l’Inps assicura che i dati verranno utilizzati anche per verificare la permanenza dei requisiti di ciascun beneficiario durante tutto il periodo di fruizione del sussidio.

Reddito di cittadinanza, quali informazioni verificherà l’Inps

L’Inps potrà incrociare i dati e verificare con semplicità grazie all’autorizzazione del Garante della privacy:

  • ACI: Per la verifica del requisito concernente l’intestazione di auto o moto, l’Inps potrà fornire all’ACI i codici fiscali dei componenti maggiori di età del nucleo familiare e la data di presentazione della domanda di Rdc, e potrà acquisire nominativi e codici fiscali dei componenti che si trovino in tale condizione (insieme alle informazioni su targa, tipo di veicolo, cilindrata, data immatricolazione, provenienza e data atto di proprietà), con esclusione dei riferimenti ad auto e moto per cui è prevista un’agevolazione fiscale per le persone con disabilità;
  • Agenzia delle Entrate: per verificare il requisito legato al patrimonio immobiliare del nucleo familiare, l’Inps potrà fornire all’Agenzia delle entrate i codici fiscali di tutti i componenti del nucleo, aggregati per codice identificativo della domanda e con indicazione della data di presentazione della stessa, e potrà acquisire i relativi dati (valore catastale dell’immobile, Comune di ubicazione e codice fiscale del proprietario) nel caso in cui tale patrimonio immobiliare superi il valore stabilito per legge;
  • Ministero della Giustizia: l’Inps potrà verificare, fornendo i codici fiscali al ministero della Giustizia, se qualcuno dei componenti familiari è sottoposto a misure cautelari personali, a uno stato detentivo, o ha condanne definitive per i reati indicati dalla legge nei dieci anni precedenti la richiesta di Rdc;
  • Regioni: per la verifica del requisito concernente il ricovero in istituti di cura di lunga degenza o altre strutture residenziali a totale carico dello Stato o di altra amministrazione pubblica, l’Inps potrà fornire all’amministrazione in questione (Regione o Provincia autonoma) i codici fiscali di tutti i componenti del nucleo familiare, con indicazione della data di presentazione della domanda, e potrà acquisire i codici fiscali dei componenti che versino in questa condizione, con indicazione della data di inizio del ricovero;
  • Comuni: le banche dati del Comune saranno utilizzate per verificare il possesso dei requisiti concernenti la residenza.

Per quanti anni l’Inps conserverà i dati

I tempi di conservazione dei dati acquisiti dall’Inps saranno di un periodo “non superiore a 10 anni dal termine dell’erogazione dei benefici, salvo eventuali contenziosi”, che scenderanno a “5 anni dalla notifica all’interessato del provvedimento di diniego” nel caso di “domande di benefici di Rdc e Pdc non accolte”.

Il monito del Garante

Naturalmente dovranno essere adottate adeguate misure di sicurezza volte ad assicurare l’integrità e la riservatezza dei dati. A garanzia della sicurezza dei trattamenti, nei flussi informativi tra Inps e le altre amministrazioni dovranno essere adottate misure tecniche in grado di assicurare la cifratura delle informazioni e la firma digitale, ma anche imponendo dei limiti agli stessi enti coinvolti, che potranno trattare i dati dei beneficiari trasmessi dall’Inps solo per il tempo necessario ad effettuare le verifiche, rendendoli incomprensibili ai soggetti non autorizzati all’accesso e disponendo la loro immediata cancellazione una volta fornite le informazioni all’Istituto previdenziale.

 

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