PA, pugno duro contro gli assenteisti: licenziamento in tronco entro due giorni

Sospesi senza stipendio in 48 ore, poi un mese di tempo per difendersi, altrimenti si è fuori. La Corte dei Conti può multare per danno d’immagine

I “furbetti” che timbrano il cartellino per poi non lavorare o quelli che vengono sorpresi a compiere altri illeciti di carattere disciplinare saranno sospesi dal lavoro e dalla retribuzioni entro due giorni. Ma non solo: allo stesso tempo prenderanno avvio sia la procedure per il licenziamento che l’esame della Corte dei Conti per valutare il possibile danno erariale.

“Non li chiamerei fannulloni ma truffatori quelli che vanno timbrano e poi scappano”, ha spiegato il premier Renzi, pronto ad usare il pugno di ferro con gli assenteisti. “Chi si comporta così deve essere licenziato entro 48 ore e se il dirigente non procede al licenziamento rischia lui stesso” ha detto in riferimento al decreto nelle mani del ministro Marianna Madia, pronto ad approdare sul tavolo del Consiglio dei ministri mercoledì sera. Si tratta di una norma tutta dedicata alla punizione di un solo caso di illecito disciplinare (per gli altri bisogna aspettare ancora qualche tempo): la falsa attestazione di presenza in servizio.

Al ministero hanno studiato le ragioni per cui, finora, la norma sui licenziamenti per chi timbra e se ne va, teoricamente già presente, non si è (quasi) mai applicata, e hanno provato a costruire il testo del decreto in modo da aggirare gli ostacoli. Intanto, hanno chiarito cosa significhi “falsa attestazione di presenza in servizio”, perché nessun avvocato difensore possa giocare con le parole: quando si è colti in flagranza, magari registrati da una telecamera, ecco che deve scattare entro 48 ore la sospensione. Secondo tentativo di aggirare gli ostacoli: si inserisce l’obbligo per il dirigente di sospendere il dipendente entro 48 ore, e non più la discrezionalità, e il dirigente che faccia finta di niente e non sospenda il dipendente furbetto rischia lui stesso il licenziamento. Inoltre, la sua omissione diventa un reato penale.

E se c’è già chi ha posto il problema del diritto alla difesa del lavoratore, dal ministero non si scompongono: la sospensione cautelare avviene entro le 48 ore, ma poi ci sarà un mese di tempo per difendersi e trovare buona spiegazione alla propria assenza. Altrimenti, dopo trenta giorni si è fuori.

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