Il Governo vuole rendere strutturale il bonus per le assunzioni a tempo indeterminato dei giovani sotto i 35 anni, che era stato rinnovato per soli quattro mesi con il decreto milleproroghe di gennaio. All’interno del decreto dovrebbero esserci anche norme per l’occupazione femminile, che rimane uno dei problemi principali per il mercato del lavoro in Italia.
Il bonus prevede sconti sui contributi per le aziende che assumono giovani sotto i 35 anni a tempo indeterminato, a patto che siano raggiunti alcuni prerequisiti. Questi sconti possono raggiungere anche la totalità dei contributi mensili del lavoratore assunto e, in alcune regioni, hanno un massimo mensile di 650 euro risparmiati.
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Bonus giovani nel decreto Primo Maggio: cosa vuole fare il Governo
Secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Ansa, il Governo avrebbe intenzione di rendere strutturale, quindi permanente, il bonus che permette alle aziende di risparmiare sui contributi da versare dei giovani lavoratori, se questi vengono assunti per la prima volta con un contratto a tempo indeterminato.
Il bonus, inizialmente, era stato pensato per il solo 2025. Ha però riscosso grande successo tra gli imprenditori e, di conseguenza, è arrivata una proroga all’interno del decreto Milleproroghe di gennaio 2026. I fondi a disposizione non erano però in quel momento sufficienti per un rinnovo annuale, e quindi si è optato per prolungare la durata della norma di 4 mesi.
Alla fine di aprile, quindi, il bonus scadrebbe nuovamente. Per evitare che la norma scompaia o che venga rinnovata nuovamente per pochi mesi, il Governo sta cercando i fondi per renderla permanente.
Come funziona il bonus giovani
Il bonus giovani è una misura per incentivare le aziende ad assumere persone sotto i 35 anni a tempo indeterminato. Consiste in uno sconto sui contributi da pagare:
- il 100% se il nuovo assunto fa crescere il numero totale di dipendenti;
- il 70% se il numero di dipendenti totali dell’azienda non aumenta a seguito dell’assunzione.
Il risparmio possibile per le aziende è bloccato a un massimo di 500 euro al mese. Il bonus è però diverso su base territoriale. Lo sconto massimo sui contributi sale infatti a 650 euro in:
- Abruzzo
- Molise;
- Campania;
- Basilicata;
- Sicilia;
- Puglia;
- Calabria;
- Sardegna;
- Marche;
- Umbria.

Cos’altro conterrà il decreto Primo Maggio
La bozza del decreto Primo Maggio fatta circolare dal Governo prevede una serie di misure per aumentare gli stipendi dei lavoratori dipendenti, per tentare di risolvere almeno in parte il problema delle retribuzioni basse nel nostro Paese. Tra gli interventi previsti ci sono:
- una riduzione delle tasse sui premi per la produttività;
- uno sconto fiscale sugli straordinari e sui turni di notte;
- una riduzione delle tasse sugli aumenti derivati dai rinnovi contrattali;
- un aumento a 3mila euro annui dei fringe benefit esenti dalle tasse;
- un nuovo meccanismo di aumenti automatici in caso di mancato rinnovo del contratto nazionale.
Oltre a queste norme, il Governo ha anche promesso che l’occupazione femminile sarà una priorità della norma. L’Italia, pur avendo uno dei tassi di disoccupazione più bassi d’Europa, ha anche un tasso di occupazione molto inferiore alla media Ue e questo è dovuto soprattutto alla bassissima occupazione femminile.