Lavoro: chi sono gli scout e in quale modo supportano i recruiter

Selezione del personale: arrivano gli scout per supportare i recruiter nella scelta del canditato ideale

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Claudio Garau

Editor esperto in materie giuridiche

Laureato in Giurisprudenza, con esperienza legale, ora redattore web per giornali online. Ha una passione per la scrittura e la tecnologia, con un focus particolare sull'informazione giuridica.

Una piccola grande rivoluzione, nel mondo della ricerca e della selezione del personale, attiene al recruitment collaborativo.

Ne abbiamo parlato qualche anno fa ma giova ribadirne il rilievo, perché si tratta di una metodologia di lavoro assai utile nella ricerca ed individuazione di nuovo personale. Ne sanno qualcosa gli addetti risorse umane che l’hanno messa in pratica con successo.

Oggi non vi sono più i soli recruiter tradizionali ad occuparsi della scrematura dei profili, ma si aggiungono delle figure di supporto, i cd. scout, professionisti del loro campo che si ‘prestano’ a contribuire alla selezione del personale, ossia di coloro che potranno firmare un contratto di lavoro subordinato.

Ecco perché se ad es. ti prepari a cercare presto lavoro, perché magari stai per ottenere un diploma o sei fresco di laurea, o se vuoi reinserirti nel mercato del lavoro dopo l’interruzione di una collaborazione, prosegui nella lettura: scoprirai chi sono i citati scout e come hanno cambiato il settore della selezione del personale.

Recruitment collaborativo e scout delle selezioni del personale: il contesto di riferimento

In questi anni il progetto di recruitment collaborativo è stato lanciato sul mercato dal gruppo Reverse e si è espanso a macchia d’olio in tutta Europa, con grande successo. In una situazione in cui – soprattutto in Italia – la domanda, almeno in alcuni ambiti, supera di gran lunga l’offerta e le aziende presentano difficoltà nel reperire determinate figure, l’attenzione alla ricerca e alla selezione di personale è diventata essenziale.

Ma chi sono gli scout del reclutamento? Ebbene, altro non sono che tecnici specializzati attivi in più aziende, che valutano i candidati dal punto di vista tecnico e specialistico.

In sostanza, aiutano i recruiter tradizionali, in quanto gli scout sono in primis figure formate nella loro materia e capaci di dare una valutazione, che vada oltre la componente del carattere e della personalità del candidato o della candidata.

Gli scout contribuiscono così a giungere ad una valutazione del candidato, o della candidata, davvero a 360°, perché se i recruiter svolgono il tradizionale colloquio, queste figure di supporto andranno incontro ai desideri delle imprese che hanno necessità di reperire in breve tempo il candidato ideale, con un’alta specializzazione comprovata.

Ecco perché è giusto dire che il recruitment collaborativo è un processo che, in questi anni, ha in parte rivoluzionato il modus operandi della selezione del personale.

Perché lo scout fa risparmiare tempo a recruiter e aziende

Lo aveva spiegato qualche anno fa il cofondatore di Reverse, Alessandro Raguseo:

Lo scout può aiutarci anche a capire dove andare a cacciare i candidati con una selezione che avviene digitalmente, sia attraverso le banche dati sia attraverso i social network. I talenti individuati vengono successivamente presentati all’azienda, con una doppia validazione: quella tecnica dello scout e quella che riguarda aspetti motivazionali e caratteriali fatta dal recruiter.

Lo scout è perciò una figura assai utile nel processo di ricerca e selezione del personale, nel quadro del recruitment collaborativo. Egli, come detto, dà una valutazione affidabile di ambito tecnico al profilo dei candidati, per una posizione presso il cliente finale.

Il contributo di uno scout è strategico e riduce il tempo di selezione, perché permette di:

  • accedere ai canali giusti in fase di selezione
  • suggerire i bacini di ricerca che possono offrire i candidati migliori
  • supportare nella redazione di una job description ad hoc per i candidati
  • affiancare in fase di pre-screening dei CV (scopri qui alcuni suggerimenti utili per redigerlo)
  • vagliare le competenze tecniche dei candidati in fase di colloquio
  • dirigere il colloquio tecnico da cui si genererà un report relativo alle hard skill dei candidati finalisti
  • selezionare il profilo più adatto al ruolo in oggetto e allo specifico contesto aziendale

Ecco perché dalla sinergia tra i recruiter classici e gli scout, sarà possibile ottimizzare il percorso selettivo, aumentando le chance di individuare le risorse migliori e in un tempo relativamente breve.

Forma contrattuale del lavoro di scout

Come si può leggere nel sito web Reverse, lo scout è un professionista esterno e non direttamente dipendente Reverse, che lavora con quest’ultima nell’ambito dei processi di ricerca e selezione del personale. Si tratta solitamente di team leader, senior manager, figure di rilievo all’interno della loro azienda.

La peculiarità è che insieme alle comprovate capacità tecniche e manageriali, gli scout devono saper anche eseguire un colloquio di selezione.

La forma contrattuale si sostanzia in ogni singolo mandato di selezione, che costituisce una prestazione professionale. Le regole generali Reverse sono dettagliate in un contratto firmato ad inizio della collaborazione. Sulla scorta di questo accordo valido ed in essere sono poi generati dei distinti incarichi – uno per ciascuna selezione affidata. In essi compaiono le modalità di esecuzione e di retribuzione.

Lavorando in partnership con un recruiter, il contributo dello scout è complementare ai compiti e agli obiettivi dei selezionatori tradizionali.

Quali sono le figure professionali più ricercate

In questo articolo abbiamo chiarito cos’è il recruitment collaborativo e chi sono gli scout. Proprio in virtù delle expertise collegabili alle cd. hard skill, lo scout sa meglio di altri analizzare e accertare un profilo di un candidato dal lato tecnico. Il suo contributo è essenziale soprattutto quando si tratta di individuare figure adatte a un ruolo di alto livello, o che impone competenze tecniche elevate in ambito specifico.

Le aziende che necessitano di professionisti specializzati, sono alla ricerca soprattutto di figure che operano nel settore del commercio, della finanza e dell’information technology (e scopri qui i dati sulla carenza di donne nel settore tech). Proprio questi campi presentano le maggiori difficoltà nel reperire professionisti ben preparati e in linea con le continue evoluzioni del mondo del lavoro.