Mascherine: quali usare, quando e quando no. Facciamo chiarezza

Sull'uso delle mascherine anti Coronavirus regna il caos. Ecco quali modelli esistono, dalle ormai famose FFP2 e FFP3 alle altre, e quando davvero è necessario usarle, e come

Continuano a ripeterci che le mascherine devono essere lasciate al personale sanitario e a chi è malato, di Covid-19 o altre malattie, o immunodepresso. Eppure, sono migliaia gli italiani che negli ultimi giorni si sono precipitati ad acquistarle, e le indossano per uscire di casa.

Sarà capitato a tutti di vedere le code ai supermercati con volti coperti da mascherine professionali oppure fai da te. Una decisione dettata dalla paura, e da un’informazione spesso poco chiara proprio da parte di chi dovrebbe fare chiarezza, dai politici alle autorità ai media.

Caos mascherine: informazioni diverse da Oms, Regioni, istituzioni e media

L’Organizzazione mondiale della sanità continua a ripetere che non servono se non in casi specifici. La Regione Lombardia, al contrario, nel suo piano di comunicazione per la prevenzione del contagio, parla dell’opportunità di indossarle. Quindi quando dobbiamo indossarle, e quando invece non servono? Proviamo a fare chiarezza.

Iniziamo col dire che il Coronavirus non resta sospeso nell’aria, ma si posa invece sulle superfici. Per questo le quattro regole fondamentali, per tutti, sono: mantenere la distanza dagli altri di almeno un metro, lavarsi spesso le mani, evitare di toccarsi naso, bocca e occhi e usare guanti monouso in lattice tutte le volte che entriamo in contatto con superfici toccate da molte altre persone, come pulsantiere in ascensore, maniglie, corrimano, bancomat, scaffali dei supermercati, carrelli, ecc. Tentare di proteggersi con la sciarpa o con mascherine fai da te di tessuto non tessuto o di altro materiale (come la carta forno) non garantisce adeguata sicurezza.

I diversi modelli di mascherine: FFP2, FFP3 e le altre

Vi avevamo già parlato dei consigli dell’Istituto Superiore di Sanità come fare la spesa in sicurezza. In questa analisi ci viene in aiuto Altroconsumo, che ha provato a raccogliere le numerose informazioni a disposizione. Ci sono diversi tipi di mascherine, che garantiscono vari gradi di protezione. Le semplici mascherine utilizzate in alcuni settori a scopo igienico, come nell’industria alimentare o nella ristorazione, che si trovano in giro a pochi centesimi, non sono pensate per proteggere le vie respiratorie di chi le indossa. Non c’è quindi garanzia di protezione da infezioni.

Le mascherine chirurgiche invece sono dispositivi di protezione individuale pensati proprio per ridurre i rischi di infezione tra i sanitari. Ce ne sono di diversi tipi, con grado crescente di protezione a seconda del numero di strati filtranti. Sono utili perché proteggono da schizzi e secrezioni grossolane, ma non è detto proteggano dalle goccioline di una persona contagiata. Devono comunque essere sostituite dopo qualche ora perché inumidendosi diventano meno efficaci.

Ci sono poi le maschere dotate di filtri, chiamate respiratori con filtranti facciali: queste sono l’unico dispositivo in grado di dare una certa protezione anche dai virus. L’efficacia filtrante viene indicata con sigle FF da P1 a P3. Le FFP2 e FFP3, che hanno un’efficacia filtrante rispettivamente del 92% e del 98%, sono le più indicate per la protezione da Covid-19. L’inconveniente però è che dopo qualche ora il filtro si esaurisce e devono essere sostituite.

Quando è necessario usare le mascherine

Detto questo, le mascherine, insieme alle altre misure di protezione, devono necessariamente essere utilizzate in contesti in cui c’è un’elevata circolazione del Coronavirus, in cui si presume che molte persone siano infette. Per questo nascono come protezione individuale in contesto sanitario, dove sono fondamentali quando indossate dai pazienti portatori di un’infezione e dagli operatori che se ne occupano.

In questo caso, infatti, non si possono mantenere le distanze necessarie tra chi è infetto e chi non lo è e il rischio che l’ormai famoso “droplet” avvenga, e cioè che le goccioline della saliva si diffondano contagiando chi sta vicino, è molto alto. Quindi, tutti coloro che lavorano o per qualche motivo frequentano gli ospedali e le strutture sanitarie le devono assolutamente mettere. Per estensione, il loro utilizzo viene sempre fortemente consigliato anche a chi si prende cura di un malato infetto anche in un contesto familiare. Sia il malato sia chi se ne prende cura dovrebbero indossarle.

Fondamentale utilizzarle anche quando non si può evitare di stare molto vicini ad altre persone, come per esempio in ascensore. Chi è accanto a noi potrebbe essere asintomatico e però infetto, quindi sì alle mascherine, anche se l’ideale anche qui sarebbe evitare di prendere l’ascensore con altre persone.

Quando non serve indossarle

Invece, in un contesto di bassa circolazione del virus, l’uso di mascherine da parte della popolazione sana non è indicata. Quindi, per fare esempi concreti, è ininfluente quando si cammina all’aperto, quando si è da soli, quando si entra in un negozio o si prende un autobus e si mantiene la distanza necessaria con le altre persone, e comunque in tutti i casi in cui la distanza tra le persone è tale da garantire una ragionevole sicurezza, stabilita dagli esperti in circa un metro.

Inoltre, dobbiamo sottolineare che a volte mettere le mascherine significa aumentare il rischio anziché diminuirlo. Come abbiamo visto, non tutte proteggono allo stesso modo, e bisogna sapere esattamente come indossarle e smaltirle nel modo corretto per non rischiare di fare peggio.

Come indossarle e smaltirle, per non fare peggio

Se non vengono indossate e usate correttamente, possono essere a loro volta veicolo di trasmissione del virus, in particolare se ci si continua a toccare il volto con le mani per sistemarle o riutilizzarle.

Per indossarle nel modo corretto bisogna prima lavarsi le mani con acqua e sapone o strofinarle con una soluzione alcolica; poi metterle prendendole dall’elastico, evitando di toccarle. Devono coprire naso e bocca. Quando diventano umide, vanno sostituite con una nuova e non riutilizzate. Per toglierle vale la stessa regola: vanno prese dall’elastico ripiegandole su se stesse ed evitando di toccare la parte anteriore con le mani. Una volta buttata – rigorosamente nell’indifferenziata – è necessario lavarsi nuovamente le mani.

Inoltre, indossarle in contesti dove non è necessario ci può dare un falso senso di rassicurazione e farci abbassare la guardia sulle altre misure, come il mantenimento della distanza dagli altri di almeno un metro o il lavaggio delle mani.

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